Circolare Agenzia Entrate n. 44 del 26.11.2012

 

Liquidazione dellIVA secondo la contabilit di cassa, cd. Cash accounting Articolo 32-bis del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134

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INDICE
PREMESSA
1. CARATTERISTICHE DEL CASH ACCOUNTING
2. LIMITE DI VOLUME DI AFFARI
3. DIFFERIMENTO DELLESIGIBILIT
4. DIFFERIMENTO DELLA DETRAZIONE
5. OPERAZIONI ESCLUSE DAL CASH ACCOUNTING
6. ADEMPIMENTI
6.1 ESERCIZIO DELLOPZIONE
6.2 ALTRI ADEMPIMENTI
6.3 ADEMPIMENTI DEL CESSIONARIO O COMMITTENTE
7. ENTRATA IN VIGORE E REGIME TRANSITORIO

 

Premessa

Larticolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (di seguito articolo 32-bis), ha introdotto nel nostro ordinamento il regime di IVA per cassa, cd. "cash accounting, di cui allarticolo 167 bis della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006, come modificata dalla Direttiva 2010/45/UE
del 13 luglio 2010.
Tale regime prevede che ".. per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione, l'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. Per i medesimi soggetti l'esercizio del diritto alla detrazione dell'imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. In ogni caso, il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato. Il differimento della esigibilit ed il differimento della detrazione relativa agli acquisti effettuati dal soggetto che opta per lIVA per cassa limitato nel tempo in quanto limposta

diviene, comunque, esigibile e detraibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione delloperazione, a meno che, prima del decorso di tale termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali
Il "cash accounting di cui allarticolo 32-bis entra in vigore, come previsto dal decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, il 1 dicembre 2012 e sostituisce il regime IVA per cassa previsto dallarticolo 7 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 che, pertanto, abrogato a decorrere da tale data.
Il regime di IVA per cassa previsto da questultima disposizione si differenzia da quello introdotto dallarticolo 32- bis per alcuni aspetti essenziali e, in particolare, per il fatto di essere applicato in relazione alla singola operazione ed in quanto comporta per il cessionario/committente il differimento della detrazione a partire dal momento in cui effettua il pagamento del prezzo dei
beni e servizi acquistati.
Larticolo 32-bis ha stabilito per i soggetti che optano per il regime del "cash accounting una soglia massima di volume di affari di due milioni di euro. Trattandosi di un importo superiore ad euro cinquecentomila, stata avviata la preventiva consultazione del Comitato IVA, come richiesto dallarticolo 167-bis della Direttiva 112 del 2006.
La disciplina attuativa del regime in esame dettata, secondo quanto previsto dallarticolo 32-bis, dal decreto del Ministro delleconomia e delle finanze dell11 ottobre 2012 (di seguito Decreto) mentre le modalit per lesercizio e la revoca dellopzione per applicare il regime sono disciplinate dal provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate del 21 novembre 2012
(di seguito Provvedimento).

 

1. Caratteristiche del cash accounting

Il regime del cash accounting consente di differire lesigibilit dellIVA per coloro che, operando nellesercizio di impresa, arti o professioni a norma degli articoli 4 e 5 del D.P.R. n. 633 del 1972 e avendo realizzato nellanno precedente un volume daffari non superiore a due milioni di euro, effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di cessionari o committenti che, a loro volta, agiscono nellesercizio di impresa, arti o professioni.
Anche gli enti non commerciali, relativamente alla attivit commerciale eventualmente svolta, possono avvalersi dellIVA per cassa, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla disciplina in esame.
I soggetti che adottano tale regime liquidano lIVA secondo un criterio di cassa sia in riferimento alle operazioni attive che in riferimento alle operazioni passive.
In particolare:
  • limposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti soggetti passivi di imposta diviene esigibile allatto del pagamento dei relativi corrispettivi e, comunque, decorso un anno dal momento di effettuazione delloperazione, salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
  • Limposta relativa agli acquisti effettuati detraibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi e comunque decorso un anno dal momento in cui loperazione si considera effettuata ai sensi dellarticolo 6 del DPR n. 633 del 1972.
Come accennato in premessa, ladozione del cash accounting da parte del cedente/prestatore non ha effetti sul cessionario/committente, il quale pu esercitare il diritto alla detrazione dal momento in cui loperazione deve ritenersi effettuata ai sensi dello stesso articolo 6 del DPR n. 633 del 1972.
Resta fermo che laddove il cessionario o committente delloperazione abbia, a sua volta, esercitato lopzione per la liquidazione dellIVA per cassa, il suo diritto alla detrazione sorger secondo le regole di tale regime. In sostanza il nuovo regime deroga al criterio ordinario in base al quale il diritto alla detrazione del cessionario/committente correlato al momento in cui limposta diviene esigibile per il cedente prestatore. Tale deroga opera sia per il soggetto che adotta il cash accounting, il quale pu detrarre limposta addebitatagli dal proprio fornitore non quando limposta diventa per questultimo esigibile ma solo dopo aver effettuato il pagamento del corrispettivo, sia per il cessionario/committente che effettua acquisti presso un cedente/prestatore in regime di cash accounting. In questo caso, infatti, il cessionario/committente pu esercitare il diritto alla detrazione dellimposta addebitatagli senza attendere che limposta diventi esigibile per il proprio cedente/prestatore.

 

2. Limite di volume di affari

Possono entrare nel regime in esame solo i soggetti che nellanno solare precedente hanno realizzato, o in caso di inizio di attivit prevedono di realizzare nellanno in corso, un volume daffari non superiore a due milioni di euro. Tale importo, in caso di inizio dellattivit in corso danno, non deve essere ragguagliato allanno.
Nel calcolo del limite di volume daffari richiesto per lapplicabilit della contabilit per cassa, vanno considerate cumulativamente tutte le operazioni attive, sia quelle che vengono assoggettate allIVA per cassa sia quelle escluse da tale regime, secondo le ordinarie regole del volume daffari.
Come stabilito dallarticolo 7 del Decreto, il superamento del limite di due milioni di euro di volume daffari comporta la cessazione automatica del regime dellIVA per cassa a partire dal mese o trimestre successivo a quello in cui il limite stato superato. Nella liquidazione relativa allultimo mese o trimestre in cui stata applicata lIVA per cassa computato a debito lammontare dellimposta non ancora versata in applicazione del regime IVA per cassa non pi spettante. A partire dalla stessa liquidazione pu essere esercitato,
ai sensi dellarticolo 19 e seguenti del DPR n. 633 del 1972, il diritto alla detrazione dellimposta non ancora detratta relativa agli acquisti effettuati e non ancora pagati.

 

3. Differimento dellesigibilit

Come espressamente previsto dallarticolo 32-bis del decreto legge n. 83 e dallarticolo 1 del decreto attuativo, "limposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione delloperazione.
Il predetto termine di un anno decorre dal "momento di effettuazione delloperazione, da determinare secondo le regole generali previste dallarticolo 6 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Nelle ipotesi di fatturazione differita, ad esempio per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di trasporto, rileva in ogni caso il momento di effettuazione delloperazione (consegna o spedizione) a prescindere dalla data di fatturazione delloperazione.
Il limite annuale in esame non si applica con riguardo alle operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che, prima del decorso di un anno, siano stati assoggettati a procedure concorsuali. A tal fine necessario che la procedura sia sta avviata prima del decorso di un anno. In particolare, le procedure concorsuali si considerano avviate nel momento in cui lorgano competente emette il provvedimento di apertura della procedura (ad esempio, per il fallimento, la data della sentenza dichiarativa di fallimento pronunciata dal
tribunale). Se il cessionario o committente assoggettato a una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi), si ritiene che lesigibilit dellimposta sia sospesa a beneficio di tutti i cedenti o prestatori che abbiano emesso fatture con IVA per cassa, fino alleffettivo incasso del corrispettivo, momento in cui limposta diviene esigibile limitatamente allammontare di questultimo.
In caso di revoca della procedura concorsuale, lIVA diviene comunque esigibile e deve essere computata nella prima liquidazione successiva alla data di revoca, a meno che non sia ancora decorso un anno dalla data di effettuazione delloperazione (in questo caso, infatti rimane fermo il termine annuale). Qualora in pendenza del predetto termine di un anno dalleffettuazione delloperazione venga emessa nota di variazione in aumento ai sensi del primo comma dellarticolo 26 citato, si ritiene che anche per il nuovo ammontare
dellimponibile o dellimposta lanno decorra dalla effettuazione della originaria operazione.
Le variazioni in diminuzione che intervengono prima che limposta diventi esigibile rettificano direttamente questultima. Diversamente, quelle che intervengono successivamente, possono essere sono computate nella prima liquidazione utile.

 

4. Differimento della detrazione

Il Decreto dispone, per i soggetti che esercitano lopzione per applicare il sistema IVA di cassa, che il diritto alla detrazione relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi (art. 1, comma 3); stabilisce, inoltre, che il diritto alla detrazione esercitato, ai sensi dellart. 19 e seguenti del DPR n. 633 del 1972, a partire dal momento in cui i relativi corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui limposta diviene esigibile secondo le regole ordinarie ed alle condizioni esistenti
in tale momento (art. 5 comma 1).
In sostanza, il diritto alla detrazione deve essere esercitato alle condizioni esistenti al momento in cui limposta diviene esigibile per il fornitore del contribuente in regime IVA per cassa - momento nel quale ordinariamente sorge il diritto alla detrazione e, conseguentemente, sono fissate le condizioni per lesercizio del diritto stesso - anche se lesercizio del diritto, nel caso del cash accounting, differito al momento di pagamento del relativo corrispettivo o al decorso di un anno dalleffettuazione delloperazione di acquisto. Attraverso tale
previsione si inteso evitare che la percentuale di detraibilit spettante possa essere determinata in ragione del momento in cui il prezzo corrisposto e, quindi, rimessa alla determinazione del cessionario/committente in regime IVA per cassa.
La detrazione ai sensi dellarticolo 19 del DPR n. 633 pu essere esercitata al pi tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione sorto. Nel caso di adozione del regime IVA per cassa, pertanto, la detrazione pu essere esercitata al pi tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui stato pagato il corrispettivo o a quello in cui decorso un anno dalla effettuazione dellacquisto (ad esempio in caso di acquisto effettuato a gennaio 2013, con pagamento del
corrispettivo a giugno 2013, la detrazione pu essere esercitata al pi tardi con la dichiarazione relativa allanno 2015. In caso di acquisto effettuato a gennaio 2013 il cui corrispettivo non sia pagato entro gennaio 2014, la detrazione potr essere effettuata al pi tardi con la dichiarazione relativa allanno 2016).

5. Operazioni escluse dal cash accounting

Il regime di IVA per cassa, in quanto regime speciale, non applicabile in relazione alle operazioni per le quali limposta applicata secondo regole peculiari, nonché per le operazioni effettuate nei confronti di privati o di soggetti che non agiscono nellesercizio dimprese, arti o professioni, sia se residenti in Italia sia se residenti allestero. Devono ritenersi esclusi dalla categoria dei soggetti privati gli enti non commerciali che agiscono nellesercizio di impresa (vedi circolare n. 8 del 13 marzo 2009, paragrafo 6.8), anche nelleventualit che
i beni o servizi acquistati siano parzialmente destinati dallente allattivit istituzionale.
Come espressamente previsto dagli articoli 2 e 3 del Decreto, il regime dellIVA per cassa non consentito, in particolare, per le seguenti operazioni.
Operazioni attive

 

a) operazioni effettuate applicando i regimi speciali di determinazione dellimposta. Tra queste, si ricordano le operazioni effettuate
nellambito:
  • del regime "monofase (articolo 74, primo comma, del D.P.R. 633 del 1972);
  • del regime per lagricoltura e attivit connesse (articoli 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633 del 1972);
  • del regime del margine per beni usati (articolo 36 del decreto legge n. 41 del 1995);
  • del regime delle agenzie di viaggi e turismo (articolo 74-ter, del D.P.R. n. 633 del 1972);
  • dellagriturismo (articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991).
La relazione tecnica al decreto ministeriale chiarisce che, previa separazione dellattivit ai sensi dellarticolo 36 del d.P.R. n. 633/1972, il regime dellIVA per cassa pu essere adottato per le operazioni effettuate in applicazione delle regole ordinarie dellIVA, da soggetti che applicano sia regimi speciali IVA sia il regime ordinario.
Come gi anticipato, nel calcolo del limite del volume daffari richiesto per lapplicabilit dellIVA per cassa vanno considerate cumulativamente tutte le operazioni attive: sia quelle che vengono assoggettate a tale regime sia quelle che ne sono escluse. Pertanto, non si pu applicare quanto precisato nella circolare 22 maggio 1981, n. 18/331568 a proposito di separazione delle attivit obbligatoria per legge.
Lapplicabilit del regime in esame non preclusa per le operazioni per le quali gi previsto un differimento del termine di registrazione e/o
fatturazione in quanto tale differimento non deriva dalla applicazione di un regime speciale ma dallapplicazione di disposizioni che attengono alla tempistica degli adempimenti (vedi, ad esempio, il differimento della registrazione delle fatture previsto per gli autotrasportatori dallarticolo 74, quarto comma, del DPR n. 633 del 1972).

 

b) operazioni di cui allarticolo 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633 del 1972 per le quali disposta in via ordinaria e senza limite annuale il differimento dellesigibilit al momento del pagamento del corrispettivo, vale a dire:
  • le cessioni dei prodotti farmaceutici indicati nel numero 114) della terza parte dellallegata tabella A effettuate dai farmacisti;
  • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti, di cui al quarto comma dellarticolo 4;
  • le cessioni o prestazioni fatte allo Stato, agli organi dello Stato ancorché dotati di personalit giuridica, agli enti pubblici territoriali e ai consorzi tra essi costituiti ai sensi dellarticolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, agli istituti universitari, alle unit sanitarie locali, agli enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di previdenza.Per le operazioni previste dallarticolo 6, into comma, secondo periodo, del DPR n. 633 del 1972, infatti, lesigibilit differita rappresenta il regime ordinario e trova applicazione senza limiti temporali e senza che occorra alcuna annotazione in fattura; al contrario, qualora il cedente o prestatore intenda applicare il regime dellesigibilit immediata, necessario esercitare espressa opzione, apponendo sulla fattura lannotazione "Iva ad esigibilit immediata cos come chiarito con circolare del 24 dicembre 1997, n. 328, paragrafo 2.2.3.

 

c) operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono limposta con il meccanismo dellinversione contabile. Infatti, in relazione alle operazioni soggette al reverse charge, il cedente o prestatore non pu oggettivamente applicare il differimento dellesigibilit dellimposta, in quanto il soggetto tenuto al versamento dellimposta a debito colui che ha ricevuto il bene o il servizio.

 

d) cessioni intracomunitarie o operazioni di cui agli articoli 8, 8-bis e 9 del D.P.R. n. 633 del 1972 (cessioni allesportazione, operazioni assimilate alle cessioni allesportazione e servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali), per le quali il cedente o prestatore nazionale non indica lIVA in fattura e non debitore della relativa imposta.

 

Operazioni passive

 

a) gli acquisti di beni o servizi soggetti allimposta sul valore aggiunto con il metodo dellinversione contabile;

 

b) gli acquisti intracomunitari di beni

 

c) le importazioni di beni;

 

d) le estrazioni di beni dai depositi IVA.
Fermi restando i casi di esclusione da ultimo elencati, ladozione del sistema IVA di cassa, riguardando non le singole operazioni ma linsieme delle operazioni attive e passive poste in essere dal contribuente, comporta il differimento della detrazione dellIVA al momento del pagamento del prezzo relativamente a tutti gli acquisti, anche in presenza di operazioni attive che non possono usufruire dellIVA per cassa, qualora questultime e i relativi acquisti non siano oggetto di contabilit separata ai sensi dellarticolo 36 del DPR n. 633
del 1972.

 

6. Adempimenti

6.1 Esercizio dellopzione

Larticolo 32-bis dispone che la liquidazione dellIVA per cassa adottata in base ad opzione.
Come stabilito dal Provvedimento del Direttore dellAgenzia lopzione o la revoca per la liquidazione dellIVA secondo la contabilit di cassa si desumono dal comportamento concludente del contribuente e, ai sensi dellarticolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, dovranno essere comunicate nella prima dichiarazione IVA successiva allesercizio dellopzione, da intendersi, ordinariamente, come quella relativa allanno in cui esercitata lopzione mediante comportamento concludente.
Coloro che intendono avvalersi del regime sin dallinizio dellattivit, comunicheranno tale scelta in sede di presentazione della dichiarazione IVA relativa allanno di inizio attivit.
A seguito della scelta operata dovr essere riportata sulle fatture emesse lannotazione che si tratta di operazione con "IVA per cassa ai sensi dellarticolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. Tale annotazione sulle fatture non costituisce, tuttavia, un adempimento funzionale al differimento del diritto alla detrazione in capo al soggetto che riceve la fattura, come avveniva nel sistema dellIVA per cassa di cui al DL n.185/2008, ma risponde allesigenza della regolare tenuta della contabilit per il cedente o prestatore che assoggetti allIVA per cassa solo alcune operazioni, escludendo ad esempio quelle effettuate nellambito di regimi speciali. Lannotazione, inoltre, esprime, attraverso un chiaro comportamento concludente, lopzione per la scelta per lIVA per cassa dal momento che, come precisato dal decreto, detto regime ha effetto a partire dal 1 gennaio ovvero, in caso di inizio dellattivit nel corso dellanno, dalla data di inizio dellattivit e lopzione formalmente espressa in un momento successivo.
Lomessa indicazione di tale dicitura non inficia lapplicazione del regime per cassa nel presupposto che il comportamento concludente sia
altrimenti riscontrabile. Il sistema dellIVA per cassa opzionale, ma una volta espressa lopzione, il soggetto passivo (con volume daffari non superiore a due milioni di euro) non pu scegliere con riguardo a ciascuna operazione se assoggettarla ad esigibilit immediata o differita - anche perché, come gi chiarito, lesercizio di tale opzione ha effetti anche sul diritto alla detrazione dei suoi acquisti ma
obbligato ad applicare il regime a tutte le operazioni attive e passive effettuate, (fatte salve le eccezioni elencate al paragrafo 5). Lopzione, inoltre, vincola il contribuente allapplicazione dell "IVA per cassa almeno per un triennio, salvi i casi di superamento della soglia dei due milioni di euro di volume daffari, che comportano la cessazione del regime, come si dir in seguito.
Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime prescelto, lopzione resta valida per ciascun anno successivo, salva la possibilit di revoca, da esercitarsi con le stesse modalit di esercizio dellopzione.
Ai fini del computo del triennio, se lopzione esercitata a partire dal 1 dicembre 2012, lanno 2012 considerato primo anno di applicazione del regime. Allo stesso modo lanno di inizio dellattivit computato per intero.

6.2 Altri adempimenti

Il regime dellIVA per cassa incide sul momento in cui limposta diviene esigibile ma non riguarda gli altri adempimenti procedurali. Resta fermo, pertanto, lobbligo di emettere fattura secondo le modalit e nei termini disciplinati dallarticolo 21 del D.P.R. n. 633 del 1972 e di procedere alla registrazione della medesima, avendo presente che limponibile indicato nelle fatture emesse, ancorché lIVA non sia immediatamente esigibile, rileva anche ai fini della determinazione del volume di affari nellanno di effettuazione delloperazione.
In base allarticolo 4 del Decreto le medesime operazioni partecipano alla determinazione della percentuale di detrazione di cui allarticolo 19-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, nellanno di effettuazione delloperazione.
Il cedente o prestatore deve computare limposta, relativa alle operazioni per le quali ha esercitato lopzione, nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale incassato il corrispettivo ovvero nel corso del quale scade il termine di un anno dal momento di effettuazione delloperazione, salvo il caso in cui, come gi chiarito, il cessionario o committente sia stato precedentemente assoggettato a procedure concorsuali. Nel caso in cui sia effettuato un incasso parziale del corrispettivo, limposta diventa esigibile ed computata nella liquidazione periodica limitatamente al corrispettivo incassato. Resto inteso che per individuare il momento del pagamento non effettuato per contanti, al verificarsi del quale limposta diventa esigibile, il cedente o prestatore far riferimento alle risultanze
dei propri conti dai quali risulta laccreditamento del corrispettivo (es. assegni bancari, RI.BA, RID, bonifico bancario).

6.3 Adempimenti del cessionario o committente

Il cessionario o committente che riceve la fattura con IVA per cassa deve numerarla e, ai fini della detrazione, annotarla nellapposito registro ai sensi dellarticolo 25 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Come espressamente previsto dallarticolo 1 del decreto attuativo, per i cessionari o committenti delle operazioni effettuate dal soggetto optante, il diritto alla detrazione sorge in ogni caso al momento di effettuazione delloperazione.
Resta fermo che, laddove il cessionario o committente delloperazione abbia, a sua volta, esercitato lopzione per la liquidazione dellIVA per cassa, il suo diritto alla detrazione spetter solo allatto del pagamento del relativo corrispettivo.

 

7. Entrata in vigore e regime transitorio

Secondo quanto stabilito dal Decreto, lopzione per lIVA di cassa di cui allarticolo 32-bis del decreto legge n. 83 del 2012 pu essere esercitata, al ricorrere di tutte le condizioni in precedenza esaminate, con riguardo alle operazioni effettuate a partire dal 1 dicembre 2012.
Possono accedere al regime di cassa a partire da tale data anche i contribuenti che effettuano le liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale, con esclusivo riferimento, naturalmente, alle operazioni effettuate nel mese di dicembre.
Contestualmente allentrata in vigore delle nuove disposizioni, il comma 5 dellarticolo 32 bis dispone labrogazione delle norme sullesigibilit differita dellIVA di cui allarticolo 7 del dl 185/2008. Ci comporta che il regime previsto dal richiamato articolo 7 non pu essere applicato alle operazioni effettuate a partire dal 1 dicembre 2012, ma resta valido per le operazioni effettuate prima di tale data e per le quali era stata espressa la relativa opzione.
Come gi anticipato in premessa larticolo 167-bis, paragrafo 2, della Direttiva 2006/112/CE, come modificato dalla direttiva 2010/45/UE, prevede che gli Stati membri possono applicare il regime di contabilit per cassa alle imprese con una soglia di fatturato superiore a 500 mila euro, e fino a 2 milioni di euro, previa consultazione del Comitato IVA.
Al riguardo si rappresenta che il procedimento di consultazione ancora in corso e ne prevista la definizione dopo il 1 dicembre 2012. Qualora tale procedimento non dovesse dare esito positivo, si dovr procedere alla liquidazione con le modalit ordinarie dellIVA per cassa eventualmente applicata senza corresponsione di sanzioni e interessi.

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