Circolare Agenzia Entrate n. 37 del 20.12.2013

 

Questioni fiscali di interesse delle societ sportive, emerse nel corso delle riunioni del Tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio e delle Leghe Nazionali Professionisti

INDICE
PREMESSA
1. QUESTIONI RIGUARDANTI LE IMPOSTE SUI REDDITI E LIRAP
1.1 Prima sistemazione dei calciatori professionisti
1.2 Sede di lavoro dei calciatori professionisti "tesserati con le societ sportive
1.3 Ritiri pre-campionato e ritiri pre-partita
1.4 Vitto nella giornata di allenamento
1.5 Biglietti omaggio
1.6 Charter aereo utilizzato per le trasferte
1.7 Beni assegnati in virt di contratti con gli sponsor
1.8 Premi erogati dagli sponsor
1.9 Provini di atleti minorenni
1.10 Osservatori di giocatori
1.11 Servizi di assistenza e controllo presso lo Stadio effettuato da steward
1.12 Ammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni sportive di un calciatore
2. QUESTIONI RIGUARDANTI LIVA
2.1 Cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori - Momento di effettuazione delloperazione
2.2 Integrazione successiva del prezzo (additional compensation)
2.3 Trattamento del "premio di preparazione, del "premio alla carriera, dell"indennit di formazione e del "meccanismo di solidariet

 

PREMESSA

Con la presente circolare si esaminano alcune questioni fiscali emerse nel corso del Tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio e delle Leghe Nazionali Professionisti.

 

1. QUESTIONI RIGUARDANTI LE IMPOSTE SUI REDDITI E LIRAP

La legge 23 marzo 1981, n. 91, prevede norme in materia di rapporti tra societ e sportivi professionisti, intendendosi per tali gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano lattivit sportiva a titolo oneroso con carattere di continuit nellambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con losservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell'attivit dilettantistica da quella professionistica (art. 2).
In particolare, il rapporto tra societ e atleti oggetto di una specifica previsione secondo cui "La prestazione a titolo oneroso dellatleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato regolato dalle norme contenute nella presente legge. (art. 3, comma 1), senza ulteriori precisazioni in merito al trattamento tributario. Ci comporta che la remunerazione dellatleta costituisce reddito di lavoro dipendente, cos come previsto dallart. 49 del TUIR, da determinare in base alle ordinarie regole previste nellarticolo 51 del TUIR.
Solo in presenza di particolari requisiti, comunque non ricorrenti nelle questioni rappresentate, la prestazione a titolo oneroso dellatleta costituisce oggetto di contratto di lavoro autonomo (art. 3, comma 2, della citata legge n. 91 del 1981).
In questo caso la medesima legge n. 91 del 1981 prevede espressamente, per il profilo fiscale, lapplicazione delle regole previste per i rapporti di collaborazione, attualmente rientranti nei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 15, comma 1).
In ragione di quanto statuito dal legislatore civile, quindi, la remunerazione dei calciatori professionisti, di regola, trova la disciplina fiscale nellarticolo 49 del
TUIR, che definisce " redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di altri , e nellarticolo 51, comma 1, del TUIR, secondo cui i redditi di lavoro dipendente sono costituiti " da tutte le somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo dimposta anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro., salve le eccezioni previste nei successivi commi del medesimo articolo. Restano salve le disposizioni previste dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.

 

1.1 Prima sistemazione dei calciatori professionisti

 

D. Si chiede quale sia il trattamento delle spese di vitto ed alloggio sostenute, per un breve periodo ad inizio stagione, dalla Societ in favore di giocatori, appena acquistati, non ancora in possesso di una propria abitazione.

 

R. Per il calciatore professionista, legato alla societ dal contratto di lavoro dipendente stipulato ai sensi dellarticolo 3 della legge n. 91 del 1981, costituiscono reddito di lavoro dipendente anche i "valori percepiti in forma non monetaria (redditi in natura o fringe benefit), salve le specifiche eccezioni previste dallart. 51 del TUIR. Nello specifico caso, si ritiene che per il calciatore professionista:
  • il vitto a carico della societ sia da considerare quale fringe benefit imponibile;
  • lalloggio a carico dalla societ allatleta sia da considerare quale fringe benefit imponibile, da valorizzare ai sensi dellarticolo 51, commi 3 e 4, lett. c), del TUIR.
Per la societ sportiva, costituita nella forma di SPA o SRL, le suddette spese sono deducibili dal reddito di impresa nei limiti di quanto previsto dallart. 95 del TUIR in tema di spese per prestazioni di lavoro. Le spese per il personale dipendente e assimilato sono indeducibili ai fini IRAP ai sensi dellart. 5, comma 3, del d.lgs. n. 446 del 1997, anche se classificate in voci del conto economico diverse da quella relativa al costo del personale di cui voce alla B9 (cfr. n. 27/E
del 2009, par. 1.4).

 

1.2 Sede di lavoro dei calciatori professionisti "tesserati con le societ sportive

 

D. Lattivit sportiva da parte dei tesserati pu essere svolta in diversi Comuni.

Si chiede di individuare, ai fini fiscali, il Comune di prestazione dellattivit (vedasi, ad es., art. 95, co. 2 TUIR) in quanto possono esservi:

  • il Comune dove la Societ ha la Sede legale, che in genere anche la sede di lavoro indicata sul contratto di lavoro dipendente tra Societ e calciatore;
  • Il Comune ove situato lo Stadio (di solito lo stesso Comune della sede legale, altrimenti necessaria una specifica deroga da parte dei competenti Organi federali);
  • Il Comune dove si svolgono gli allenamenti durante la settimana (ed in alcuni casi, anche il ritiro pre-partita).

 

R. Le disposizioni in materia di redditi di lavoro dipendente e di redditi di impresa non prevedono specifici criteri di individuazione della sede di lavoro. In linea generale, quindi, rileva il luogo determinato a tal fine dal contratto individuale di lavoro che, mediante una specifica indicazione o implicitamente, assegna il lavoratore a ununit produttiva.
Anche per il calciatore professionista la sede di lavoro quella risultante dal contratto individuale di lavoro stipulato con la societ sportiva ai sensi dellarticolo 3 legge n. 91 del 1981. Considerato che i contratti stipulati dai calciatori hanno per oggetto la medesima prestazione sportiva, la sede di lavoro indicata nei rispettivi contratti di norma la stessa per tutti i giocatori.
Lubicazione territoriale della sede di lavoro determina il comune di prestazione dellattivit lavorativa, rilevante per lapplicazione dellart. 95, comma 2, ultimo periodo, del TUIR.

 

1.3 Ritiri pre-campionato e ritiri pre-partita

 

D. Si chiede quale sia il regime fiscale, ai fini IRPEF, IRES e IRAP da riservare ai costi per il soggiorno in strutture ricettive, sostenuti dalla societ sportiva per i ritiri pre-campionato e pre-partita.

 

R. Se il ritiro pre-campionato e/o i ritiri pre-partita si svolgono in luogo diverso dalla sede di lavoro, risultante dal contratto individuale di lavoro, i giocatori e lo staff tecnico sono da considerare, fiscalmente, in trasferta.
Lart. 51, comma 5, del TUIR prevede regole particolari per le trasferte, distinguendo a seconda del luogo di svolgimento della prestazione lavorativa.
Per i ritiri pre-campionato e/o pre-partita che si svolgono in un comune diverso da quello ove ubicata la sede di lavoro, in base al comma 5 dellart 51 del TUIR, il vitto e lalloggio forniti gratuitamente dalla societ sportiva ai calciatori, non rilevano ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente di questi ultimi.
Per i ritiri pre-campionato e/o pre-partita che si svolgono nellambito del medesimo comune in cui ubicata la sede di lavoro, in base al citato comma 5 dellart. 51 prevista lirrilevanza reddituale del solo rimborso delle spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore. Si rileva, tuttavia, che lassoluta peculiarit della prestazione oggetto del contratto di lavoro in esame impone ai calciatori professionisti di osservare determinati obblighi che, normalmente, esulano dalle consuete statuizioni contrattuali, tra cui quello di soggiornare e pernottare nelle strutture indicate dal datore di lavoro in occasione dei ritiri, anche nelle ipotesi in cui i calciatori stessi abbiano la disponibilit di una propria abitazione. In tali particolari situazioni, si ritiene che il vitto e lalloggio fornito gratuitamente dalla societ sportiva ai calciatori professionisti e allo staff tecnico per la durata del ritiro, non rilevino ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente di questi ultimi. Le medesime considerazioni valgono anche nellipotesi in cui il ritiro si svolga presso la sede di lavoro.
Per le societ sportive, i costi di vitto e alloggio sostenuti per i ritiri che comportano una trasferta fuori dal territorio comunale sono deducibili nei limiti indicati dallart. 95 del TUIR. I costi di vitto e alloggio sostenuti per i ritiri allinterno della sede o che comportano una trasferta allinterno del territorio comunale sono deducibili nei limiti di cui allart. 109, comma 5, ultimo periodo, del TUIR, secondo cui "Fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti, le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dellart. 95, sono deducibili nella misura del 75 per cento.. Si applica quanto precisato con circolare n. 6/E del 2009 in merito alla deducibilit integrale in ipotesi di servizio mensa (cfr. paragrafi n. 6 e n. 7).
Ai fini IRAP, per quanto riguarda le spese per le trasferte dei dipendenti, vale quanto precisato con circolare n. 27/E del 2009, par. 1.4, in merito alle spese sostenute dallazienda per acquisire beni e servizi da destinare ai dipendenti per lo svolgimento dellattivit lavorativa.

 

1.4 Vitto nella giornata di allenamento

 

D. Si chiede conferma che i costi di vitto sostenuti durante la giornata di allenamento siano deducibili ai fini IRES ed IRAP. Si chiede inoltre conferma che tali oneri non costituiscano fringe benefit per il calciatore.

 

R. Nellipotesi in cui la giornata di allenamento si svolga nella medesima sede di lavoro indicata nel contratto stipulato dal calciatore con la societ, ovvero in una struttura ubicata nello stesso comune della sede di lavoro, si ritiene possibile ove ne ricorrano le condizioni, applicare quanto previsto dallarticolo 51, comma 2, lett. c), per le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché per quelle in mense, organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi.
Nellipotesi in cui, la giornata di allenamento sia svolta in una struttura ubicata al di fuori del comune ove situata la normale sede di lavoro, il vitto fornito gratuitamente dalla societ non rilever fiscalmente per i calciatori, ai sensi dellarticolo 51, comma 5, del TUIR.
Per la societ sportiva i costi per la somministrazione del vitto rientrano tra le spese per prestazioni di lavoro deducibili ai sensi dellart. 95, comma 1, del
TUIR, salvo il rispetto del limite di spesa deducibile giornaliero di cui al comma 3 per lipotesi in cui la giornata di allenamento sia svolta in trasferta fuori del territorio comunale in cui i calciatori hanno la sede di lavoro. A fini IRAP detti costi sono deducibili nei limiti di quanto precisato con circolare la citata circolare n. 27/E del 2009, par. 1.4.

 

1.5 Biglietti omaggio

 

D. Si chiede conferma che i costi del biglietto per la partita casalinga omaggiati al personale tecnico (calciatori, tecnici ecc.., la cosiddetta "prima squadra) per propri familiari siano deducibili ai fini IRES ed IRAP, in quanto oneri di utilit sociale.

 

R. I biglietti omaggio per la partita casalinga dati al personale sportivo (calciatori, tecnici, massaggiatori, preparatori atletici) per i propri familiari, indicati nellarticolo 433 del codice civile, non rappresentano fringe benefit per la persona fisica in quanto rientranti tra gli oneri di utilit sociale sostenuti volontariamente nei confronti di una categoria di dipendenti (la "prima squadra) e per il fine di ricreazione (art. 100, comma 1, del TUIR) richiamato dallart. 51, comma 2, lett. f), del TUIR.
Il costo per la societ sportiva deducibile a fini IRES, nel rispetto dellart. 100 del TUIR, secondo cui rilevano le spese volontariamente sostenute per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dellammontare delle spese per prestazioni di lavoro risultanti dalla dichiarazione dei redditi, ed deducibile a fini IRAP.

 

1.6 Charter aereo utilizzato per le trasferte

 

D. Si chiede di conoscere quale sia il regime fiscale, ai fini IRES ed IRAP, del costo sostenuto dalla societ per il charter aereo utilizzato per le trasferte della prima squadra per gare di campionato o Coppe europee o tournée estere (es. USA, Cina, ecc..), relativamente ai posti liberi non gi assegnati/venduti agli sponsor o agli ospiti degli sponsor, nel caso in cui la Societ sportiva noleggi un volo charter con la formula "vuoto per pieno, il cui costo prescinde dal numero di passeggeri ospitati (un aereo pu contenere 150/180 persone e la prima squadra composta di circa 30/40 persone). Pu essere usuale che i posti non occupati dalla prima squadra e dagli sponsor siano assegnati ad ospiti della stessa Societ: Consiglio di Amministrazione, Istituzioni, Autorit, ecc. .

 

R. Nel caso di noleggio del charter dalla societ sportiva mediante la formula contrattuale "vuoto per pieno - in base alla quale pagato un corrispettivo fisso a prescindere dal numero effettivo di posti occupati - si ritiene deducibile ai fini IRES e IRAP lintero costo del volo e non la sola quota parte riferita ai membri della squadra e agli ospiti dello sponsor. Quanto precede, nel presupposto che le spese sostenute rispondano a criteri di ragionevolezza, anche in relazione alle
pratiche del settore.

 

1.7 Beni assegnati in virt di contratti con gli sponsor

 

D. Si chiede di conoscere quale sia il regime fiscale, per la Societ e per gli atleti, delle dotazioni assegnate, anche senza obbligo di restituzione, ai membri della prima squadra (giocatori, allenatori, ecc..) in esecuzione di adempimenti contrattuali assunti dalla societ con sponsor esterni:

  • griffe della moda fornitrici dei capi dabbigliamento costituenti la divisa ufficiale;
  • veicoli forniti perché vengano obbligatoriamente guidati dai componenti la prima squadra per raggiungere il centro di allenamento o lo stadio;
  • beni diversi da esibire/indossare anche in occasioni di manifestazioni organizzate dallo sponsor (orologi, ecc);

 

R. I valori corrispondenti ai beni assegnati ai calciatori professionisti costituiscono, in genere, reddito di lavoro dipendente ai sensi dellart. 51, comma 1, del TUIR. Nella particolare ipotesi in cui il calciatore professionista abbia un obbligo contrattuale di utilizzare determinati beni, ricevuti in esecuzione di un contratto stipulato tra la societ sportiva e lo sponsor per cui la prima consegue un ricavo da detto utilizzo, e sussistano lobbligo di restituzione dei beni e la
previsione di una penale a carico della societ e del calciatore professionista in relazione a un eventuale inadempimento, si ritiene prevalente linteresse del datore di lavoro. Quanto precede non vale nelle diverse ipotesi in cui non sussista un vero e proprio obbligo di utilizzo, ad esempio perché non prevista una penale per il calciatore e la societ, oppure lobbligo di utilizzo sia limitato solo a determinate occasioni.
Costituisce comunque fringe benefit il bene non restituito al termine del contratto, da determinare in base al valore normale in quel momento.
La societ sportiva tenuta ad effettuare i relativi adempimenti fiscali, in quanto la fornitura e lutilizzo dei beni sono oggetto di uno specifico accordo tra lo sponsor e la societ sportiva, che si fa carico dellesecuzione delle conseguenti obbligazioni contrattuali.

 

1.8 Premi erogati dagli sponsor

D. Qual il regime fiscale, ai fini IRPEF, dei premi assegnati dagli sponsor ai membri della squadra (giocatori, allenatori, ecc..) al raggiungimento di obiettivi prefissati in termini di risultati sportivi?

 

R. Nella determinazione del reddito di lavoro dipendente rientrano anche i premi e le liberalit assegnati da soggetti terzi rispetto al datore di lavoro. Si ritiene che, nellipotesi in cui non sussista uno specifico accordo tra sponsor e societ sportiva datore di lavoro, siano applicabili le precisazioni contenute nella risoluzione n. 101/E del 2005, in cui stato chiarito che lobbligo di effettuare la ritenuta di cui allart. 23 del DPR n. 600 sussiste in capo al soggetto erogante ogni qual volta lerogazione riguardi somme e valori di cui allart. 51 del TUIR e, quindi, somme e valori "in qualunque modo riconducibili al rapporto di lavoro, ancorché siano corrisposti "a favore di soggetti che non sono propri dipendenti.
I premi in oggetto erogati dallo sponsor ai dipendenti della societ sportiva, in quanto obiettivamente riconducibili fra i redditi di lavoro dipendente ai sensi
dellart. 51 del TUIR, devono essere assoggettati dallo sponsor stesso alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto di cui allart. 23 del DPR n. 600 del 1973.
Al fine di consentire al datore di lavoro di operare correttamente le operazioni di conguaglio, necessario che tra lo sponsor e la societ sportiva sia attivato un sistema di comunicazioni relativamente ai premi corrisposti ai dipendenti della societ sportiva (cfr., tra laltro, risoluzione n. 76 del 24 marzo 2009).

 

1.9 Provini di atleti minorenni

 

D. Come considerare fiscalmente i rimborsi spese per vitto ed alloggio corrisposti dalla societ sportiva allatleta minorenne, accompagnato dai genitori, per sostenere provini di 1 o 2 giorni?

 

R. Non ravvisandosi alcun vincolo ai sensi dellarticolo 33 delle NOIF, né rapporti di altro tipo tra la societ calcistica e latleta minorenne, i rimborsi spese per vitto ed alloggio per provini di 1 o 2 giorni, non rileveranno ai fini IRPEF per latleta minorenne. In relazione alla societ sportiva, i costi sopra indicati scontano, ai fini IRES, le limitazioni di deducibilit previste dallarticolo 109, comma 5, del TUIR

 

1.10 Osservatori di giocatori

 

D. Qual il trattamento fiscale dei compensi erogati a collaboratori, sia residenti in Italia che allestero, che prestano la propria attivit come osservatori di giocatori nellambito di una, pi o meno ampia, area geografica (ad es., Regione Campania o Spagna o Sud America ) oppure per una singola partita (in Italia o allestero). Si chiede, inoltre quale sia il regime fiscale da riservare alle spese di viaggio, di vitto e alloggio sostenute direttamente dalla Societ in favore dellosservatore, nonché lattribuzione di "prepagati riferiti tanto a prestazioni di trasporto con vettori pubblici quanto a prestazioni di vitto e alloggio nei riguardi di collaboratori non residenti.

 

R. Il trattamento fiscale dei compensi corrisposti dalle societ sportive agli "osservatori di giocatori dipende dalla natura del rapporto contrattuale che intercorre tra i medesimi soggetti.
Se losservatore non titolare di partita IVA e il rapporto con la societ inquadrabile fiscalmente nellambito dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui allart. 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR, si applicano le medesime disposizioni relative alla determinazione del reddito di lavoro dipendente di cui al successivo art. 51.
Nel caso di osservatore titolare di partita IVA i compensi, comprese le spese rimborsate o prepagate, concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo in base allart. 54, comma 1, del TUIR, con conseguente obbligo di applicazione della ritenuta dacconto da parte del committente sostituto dimposta ai sensi dellart. 25 del d.P.R. n. 600 del 1973. Il sostenimento direttamente da parte del committente delle spese di viaggio, vitto e alloggio non modifica detti obblighi, ma pu consentire, limitatamente alle spese relative alle prestazioni alberghiere e alle somministrazioni di alimenti e bevande, la integrale deducibilit da parte del lavoratore autonomo nel rispetto di quanto previsto dallart. 54, comma 5, secondo periodo, del TUIR (sostenimento per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura).
Se il rapporto con losservatore di lavoro autonomo occasionale, fiscalmente rientrante nei redditi diversi di cui allart. 67, comma 1, lett. l), del TUIR, la societ sportiva committente tenuta ad applicare la ritenuta dacconto prevista dal citato art. 25 del d.P.R. n. 600 del 1973 sui compensi, comprese le spese rimborsate o prepagate, salva leccezione oggetto della risoluzione n. 49/E del 2013 per lipotesi di prestazioni di lavoro autonomo occasionale per il cui svolgimento previsto solamente il rimborso delle spese strettamente necessarie per lesecuzione della prestazione stessa o lanticipo delle stesse da parte del committente, previa acquisizione dei titoli certificativi delle spese.
I criteri di determinazione dei compensi del lavoratore autonomo (abituale o occasionale) non variano se il soggetto che rende la prestazione non
fiscalmente residente nel territorio dello stato. In detto caso, lart. 25 del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede lapplicazione della ritenuta a titolo dimposta del 30 per cento, salvo i compensi per le prestazioni di lavoro autonomo effettuate allestero. comunque salva lapplicazione delle disposizioni contro le doppie imposizioni.
Quanto precede si riflette anche sul trattamento IRAP in capo alla societ sportiva delle spese in esame, da considerare deducibili solo se non costituenti reddito in capo al percettore per prestazioni di lavoro autonomo occasionale o di lavoro assimilato a quello dipendente.

 

1.11 Servizi di assistenza e controllo presso lo Stadio effettuato da steward

 

D. Il servizio di assistenza e controllo presso lo Stadio effettuato dai cosiddetti "steward, le cui prestazioni possono essere pagate tramite "voucher di cui una quota (pari al 5%) costituisce corrispettivo del servizio svolto dal concessionario. Si chiede conferma che la quota di corrispettivo da erogare al concessionario (e non al prestatore del servizio) costituisca un costo deducibile ai fini IRAP in quanto remunerazione del servizio prestato dal concessionario stesso.

 

R. La disciplina delle prestazioni di lavoro accessorio stata introdotta dallart. 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (c.d. Legge Biagi). Il successivo articolo 72 prevede il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio da parte del committente mediante "buoni orari (c.d. voucher), acquistabili telematicamente ovvero presso le rivendite autorizzate. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso il concessionario all'atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio. Tale compenso esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.
Il concessionario, nel provvedere al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni e al versamento per suo conto dei contributi per fini
previdenziali all'INPS (13%) e per fini assicurativi contro gli infortuni all'INAIL (7%), e trattiene un importo a titolo di rimborso spese (5%).
La quota del 5% destinata al concessionario deducibile ai fini IRAP in quanto costituisce remunerazione del servizio prestato dal concessionario stesso e non remunerazione della prestazione di lavoro dello steward.

 

1.12 Ammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni sportive di un calciatore

La risoluzione n. 213/E del 19 dicembre 2001 ha chiarito che il diritto all'utilizzo esclusivo della prestazione del calciatore, oggetto del contratto ceduto, deve essere considerato un bene immateriale strumentale.
Il costo di acquisizione del diritto pluriennale costituisce un'immobilizzazione in quanto non esaurisce la propria utilit in un solo esercizio, ma manifesta i suoi benefici economici lungo un arco temporale di pi esercizi.
Tale costo, essendo collegato all'acquisizione di uno specifico diritto, non pu essere considerato un "onere pluriennale. A conferma di ci, si evidenzia che il comma 4 dellarticolo 86 del TUIR, consentendo la rateizzazione delle plusvalenze realizzate dalle societ sportive professionistiche nellipotesi in cui "i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a un anno, qualifica, implicitamente, il diritto in questione come bene strumentale.
La sopra menzionata risoluzione ha inoltre precisato che, pur nella sua atipicit, il diritto all'utilizzo della prestazione sportiva dell'atleta pu essere meglio assimilato ai beni immateriali, come le concessioni, che danno diritto ad un facere esclusivo da parte dell'utilizzatore.
Dal punto di vista contabile, il Principio OIC n. 24 stabilisce che il costo delle immobilizzazioni immateriali, la cui utilizzazione limitata nel tempo, deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilit di utilizzazione. A tal proposito, la Relazione ministeriale al decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127 (di attuazione della IV e VII Direttiva Cee in materia societaria e di bilancio) evidenzia che "l'avverbio sistematicamente
mira ad evitare che gli ammortamenti vengano accelerati o rallentati nei vari
esercizi a seconda della convenienza, anziché essere effettuati in conformit a piani.
Il processo di ammortamento "sistematico non necessariamente implica l'uso di piani ad aliquota costante, anche se ci costituisce la metodologia pi immediata.
In talune circostanze pu essere pi coerente con il principio della prudenza l'utilizzo di piani di ammortamento a quote decrescenti, oppure parametrate ad altre variabili quantitative pi pertinenti alla fattispecie (cfr. Principio contabile OIC n. 24, paragrafo D.III).
In sintesi, quindi, sotto il profilo civilistico le immobilizzazioni immateriali possono essere ammortizzate anche attraverso un piano di ammortamento a quote decrescenti.
Con particolare riferimento al settore calcistico, la FIGC, nella Raccomandazione Contabile n. 1, ritiene ammissibile un ammortamento del costo del diritto pluriennale alle prestazioni sportive del calciatore effettuato sia a quote costanti che a quote decrescenti.
Tale ultimo criterio consentito in virt dellesistenza del cd. "periodo protetto (2 o 3 anni a seconda dellet del calciatore), durante il quale non consentito allatleta pena pesanti sanzioni sportive e pecuniarie di risolvere unilateralmente il contratto con la societ sportiva.
Lindennit dovuta per la risoluzione del contratto senza giusta causa invece notevolmente ridotta se la risoluzione avviene nel periodo "non protetto.
Per questa ragione la Raccomandazione Contabile citata, conformemente alle indicazioni del principio contabile OIC n. 24, ha previsto la possibilit di procedere in bilancio allammortamento del diritto utilizzando un piano a quote decrescenti, che tenga conto delle maggiori probabilit di utilizzo dellasset (e quindi dei maggiori benefici attesi) durante il periodo protetto rispetto agli anni successivi (in cui il rischio di risoluzione unilaterale del contratto da parte del calciatore pi alto).
Dal punto di vista fiscale, la gi citata risoluzione n. 213/E del 2001 ha chiarito wwche il costo di acquisizione del diritto pluriennale alle prestazioni sportive di un calciatore rientra nella categoria dei "beni immateriali ammortizzabili ai sensi dellarticolo 103 del TUIR. Pi precisamente, il costo in esame classificabile tra gli "altri diritti iscritti nell'attivo di bilancio di cui allarticolo 103, comma 2, del TUIR, e le relative quote di ammortamento sono deducibili "in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto.
Al riguardo, si ritiene che il termine "corrispondente non debba significare obbligatoriamente "per quote costanti. In tal senso, infatti, depone labrogazione dellarticolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1988, n. 42 (ad opera dellarticolo 18, comma 4, del decreto legislativo 18 novembre 2005, n. 247), che prevedeva i criteri di determinazione della "quota costante deducibile del costo dei diritti di cui al previgente articolo 68, comma 2, del TUIR (ora articolo 103, comma 2).
Per le ragioni sopra esposte, si ritiene che il criterio di ammortamento a quote decrescenti eventualmente adottato in bilancio assuma rilevanza anche ai fini IRES, purché le quote di ammortamento imputate al conto economico siano ancorate a criteri oggettivi in linea con la corretta applicazione dei principi di contabilizzazione e siano rispettati i seguenti requisiti:
1) il sistema delle quote decrescenti sia utilizzato per lintero parco calciatori;
2) il sistema delle quote decrescenti una volta adottato, non sia modificato, salvo il verificarsi di situazioni eccezionali.

 


 

2. QUESTIONI RIGUARDANTI LIVA

 

2.1 Cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori - Momento di effettuazione delloperazione

 

D. La cessione del contratto avente ad oggetto le prestazioni dei calciatori concluso tra una societ italiana e una societ non residente (UE ovvero extra UE) prevede, di regola, un corrispettivo da pagare in pi rate annuali. Leffettivo tesseramento del calciatore presso la societ estera acquirente avviene con il rilascio del c.d. International Transfer Certificate del calciatore "ceduto, da parte della Federazione calcio del Paese di residenza della societ cedente. Si chiede di chiarire quale sia il momento di effettuazione, ai fini IVA, di tale operazione.

 

R. Si rammenta, preliminarmente che, ai fini IVA, la cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori costituisce, ai sensi dellart. 3, del d.P.R. n. 633 del 1972, una prestazioni di servizi.
Trattandosi di una prestazione di servizi "generica, ai sensi dellart. 7-ter del citato d.P.R. n. 633 del 1972, realizzata tra una societ italiana e una societ non residente, ai fini dellindividuazione del momento di effettuazione delloperazione, valgono i criteri previsti dallart. 6, sesto comma, del d.P.R. n. 633 del 1972. In base a questultima disposizione, le prestazioni di servizi generiche realizzate tra un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato (rectius, la societ italiana) e un soggetto passivo che non ivi stabilito (rectius, la societ non residente) "si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi.
Si ritiene che la cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori abbia carattere istantaneo, in quanto la clausola con la quale le parti stabiliscono la corresponsione rateale del corrispettivo attiene - di norma - soltanto alla regolamentazione dei rapporti economici sottesi alloperazione (rectius, alle
modalit di pagamento), il cui perfezionamento non subordinato al pagamento dellintero corrispettivo pattuito.
Conseguentemente, loperazione deve considerarsi effettuata al momento della sua ultimazione, coincidente con la data di sottoscrizione del contratto di cessione, a prescindere dal momento in cui ha luogo il rilascio del c.d. International Transfer Certificate relativo al calciatore. Peraltro, ai sensi dellart. 6, ultimo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972, se anteriormente al momento di ultimazione della prestazione pagato, in tutto o in parte, il corrispettivo, loperazione si intende effettuata, limitatamente allimporto pagato, alla data del pagamento.
In applicazione dei criteri sulla territorialit delle prestazioni di servizi di cui allart. 7-ter, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, la "cessione del calciatore effettuata da una societ italiana (rectius, stabilita nel territorio dello Stato) nei confronti di una societ non residente, fuori campo IVA per carenza del presupposto della territorialit. Resta per il cedente italiano lobbligo di emissione della fattura fuori campo IVA, ai sensi dellart. 21, comma 6-bis del citato d.P.R. n. 633 del 1972. Diversamente, la cessione effettuata da una societ non residente nei confronti di una societ italiana, territorialmente rilevante in Italia e, in relazione a tale operazione, la societ italiana committente tenuta ad emettere autofattura, ai sensi dellart. 17, secondo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972.

 

2.2 Integrazione successiva del prezzo (additional compensation)

 

D. In alcuni contratti di trasferimento dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori inserita una clausola di integrazione del prezzo basata su una o pi delle seguenti condizioni: numero di partite giocate, eventuale accesso alla Champions League, vittoria nel campionato nazionale, ecc..

Si chiede di conoscere quale sia il momento di effettuazione delloperazione ai sensi dellart. 6, comma 6, del d.P.R. n. 633 del 1972.

 

R. In linea con i chiarimenti forniti in relazione al momento di effettuazione della cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori, si ritiene che anche la clausola che prevede lintegrazione successiva del prezzo della cessione connessa al verificarsi di determinate condizioni assuma rilievo ai fini della individuazione del momento di effettuazione della prestazione, in linea di principio, nel momento in cui si verifica la condizione o levento (ad esempio, al verificarsi dellaccesso alla Champions league).
Per ragioni di certezza e di semplificazione operativa, tale momento va individuato nella conclusione della stagione sportiva nella quale conseguito il risultato cui connessa lintegrazione del corrispettivo.

 

2.3 Trattamento del "premio di preparazione, del "premio alla carriera, dell"indennit di formazione e del "meccanismo di solidariet

 

D. Si chiedono chiarimenti in ordine al trattamento fiscale, ai fini IVA, applicabile alle seguenti tipologie di premi/indennit disciplinati dalla legge 23 marzo 1981, n. 91, recante "Norme in materia di rapporti tra societ e sportivi professionisti (N.O.I.F.) e dal Regolamento sullo status e sui trasferimenti dei calciatori:

Premio di preparazione (Art. 96 N.O.I.F.) Le societ che richiedono per la prima volta il tesseramento come "giovane di
serie, "giovane dilettante o "non professionista di calciatori che nella precedente stagione sportiva siano stati tesserati come "giovani, sono tenute a versare alla o alle societ per le quali il calciatore stato precedentemente tesserato un premio di preparazione calcolato sulla base di parametri aggiornati agli indici ISTAT per il costo della vita. Le societ della Lega Nazionale Professionisti non hanno diritto al premio, fatto salvo il caso in cui la richiesta riguardi societ appartenenti alla stessa Lega.
  • Premio alla carriera (art. 99bis N.O.I.F.) Alle societ della Lega Nazionale Dilettanti e/o di puro Settore Giovanile riconosciuto un compenso forfetario (pari a 18.000,00 euro) per ogni anno di formazione impartita a un calciatore dalle stesse tesserato in precedenza come "giovane o "giovane dilettante, nei seguenti casi:
- quando il giocatore disputa effettivamente la sua prima gara nel campionato di serie A;
- quando il giocatore disputa effettivamente la sua prima gara nella nazionale A o nella under 21 con lo status di professionista.
Il premio deve essere corrisposto dalla societ titolare del tesseramento al momento in cui si verifica levento o, in caso di calciatore trasferito a titolo temporaneo, dalla societ titolare delloriginario rapporto con il calciatore. Nel caso in cui la societ dilettantistica o di puro Settore Giovanile abbia gi percepito, in precedenza, da una societ professionistica, il "premio di preparazione o il "premio di addestramento e formazione tecnica, tale somma sar detratta dalleventuale compenso spettante.
  • Indennit di formazione (art. 20 del Regolamento sullo status e sui trasferimenti dei calciatori e allegato 4 del Regolamento) Alle societ che provvedono alla formazione del calciatore viene corrisposta unindennit di formazione nei seguenti casi:
- quando il calciatore firma il suo primo contratto da professionista;
- in occasione di ogni singolo trasferimento tra societ appartenenti a due Federazioni diverse (nel corso del contratto o al termine dello stesso) fino alla stagione in cui il giocatore compie il suo 23 compleanno.
  • In tali casi, lindennit a carico, rispettivamente, della societ che ha tesserato per la prima volta il calciatore come professionista ovvero della societ che ha acquistato il calciatore (in tale ultimo caso lindennit corrisposta esclusivamente alla societ di provenienza del calciatore). In base a quanto previsto nellallegato 4 del Regolamento sullo status e sui trasferimenti dei calciatori, al fine di calcolare lindennit dovuta, le Federazioni devono classificare le loro societ in un massimo di quattro categorie a seconda degli investimenti finanziari sostenuti dalle stesse per la formazione dei calciatori. Lindennit di formazione calcolata tenendo conto dei costi che sarebbero stati sostenuti dalla societ di destinazione se questa avesse dovuto provvedere alla formazione del calciatore.
  • Meccanismo di solidariet (art. 21 del Regolamento sullo status e sui trasferimenti dei calciatori e allegato 5 del Regolamento) In base a tale meccanismo, applicabile soltanto in relazione ai trasferimenti internazionali dei calciatori, nel caso in cui un calciatore professionista venga trasferito prima della scadenza del contratto, il 5 per cento di qualsiasi compenso ad eccezione dellindennit di formazione corrisposto alla societ di provenienza del calciatore, deve essere distribuito dalla societ di destinazione come contributo di solidariet alle societ che hanno provveduto alla formazione e allistruzione del calciatore nel corso degli anni.

 

R. Si rileva, preliminarmente, che tra le erogazioni premiali previste dalla normativa di settore, lunica fattispecie per la quale espressamente stabilito il trattamento fiscale costituita dal "premio di addestramento e formazione tecnica in favore della societ o associazione sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o giovanile. In particolare, lart. 15 della legge n. 91 del 1981 stabilisce che le somme versate a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica sono equiparate alle operazioni esenti da IVA ai sensi dellart. 10 del d.P.R. n. 633 del 1972.
Si ritiene che il medesimo trattamento fiscale possa trovare applicazione in relazione alle somme corrisposte a titolo di "premio di preparazione, di "premio alla carriera e di "indennit di formazione in quanto si tratta di erogazioni premiali assimilabili al "premio di addestramento e formazione tecnica, in quanto tendono a garantire lo sviluppo e il sostegno economico delle societ (dilettantistiche) impegnate nella formazione giovanile dei calciatori.
Tenuto conto delle modifiche, nel frattempo, apportate alle norme dellordinamento sportivo che disciplinano la quantificazione del "premio alla carriera (art. 99bis N.O.I.F.), si deve ritenere, quindi, superato lorientamento espresso dallAgenzia delle Entrate in relazione al trattamento fiscale di detto premio, in base al quale il relativo importo avrebbe dovuto essere assoggettato ad imposta.
Secondo la disciplina vigente, infatti, dalle somme erogate a titolo di premio alla carriera vanno scomputati gli importi gi percepiti, dalle societ dilettantistiche, a titolo di premio di preparazione, di premio di addestramento e formazione tecnica. Tale "compensazione giustifica lassimilazione - anche ai fini del trattamento fiscale - delle erogazioni premiali in oggetto.
Richiede una considerazione a parte il "meccanismo di solidariet, previsto soltanto in relazione ai trasferimenti internazionali di calciatori professionisti che, a differenza delle erogazioni premiali anzidette, destinato anche a favore di societ professionistiche.
In linea generale, il sistema dellimposta sul valore aggiunto si fonda sullesistenza di una pattuizione in ordine ad uno scambio di prestazioni reciproche, ossia la fornitura o prestazione di servizi da un lato e il corrispettivo dallaltro.
In relazione al meccanismo di solidariet, non si ravvisa una corrispondente specifica prestazione a carico delle societ beneficiarie delle somme in questione (vale a dire delle societ dilettantistiche e/o professionistiche che hanno contribuito alla formazione del calciatore) nei confronti della societ di destinazione del calciatore (rectius, la societ che ha acquistato il calciatore professionista prima della scadenza del contratto). Ne consegue che, agli effetti dellimposta del valore aggiunto, le somme erogate in applicazione del meccanismo di solidariet costituiscono "cessioni che hanno per oggetto denaro, fuori campo IVA per carenza del presupposto oggettivo di applicazione dellimposta, ai sensi dellart. 2, terzo comma, lett. a), del d.P.R n. 633 del 1972.
Tenuto conto dellirrilevanza, ai fini IVA, delle somme erogate in applicazione del meccanismo di solidariet, le stesse non concorrono a formare il corrispettivo della cessione del calciatore. Pertanto, la base imponibile della cessione del calciatore - esposta nella fattura emessa dalla societ di provenienza - costituita dal corrispettivo pattuito al netto del contributo di solidariet (rectius, al netto del 5 per cento del compenso pattuito).

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