Circolare Agenzia Entrate n. 35 del 17.12.2013

 

IVA pagata a seguito di accertamento. Rivalsa e detrazione Art. 60, settimo comma, DPR 26 ottobre 1972, n. 633 Ambito di applicazione Risposte a quesiti

 


 

INDICE

PREMESSA
1. AMBITO DI APPLICAZIONE ED EFFICACIA TEMPORALE
1.1 Ambito di applicazione della rivalsa
1.2 Efficacia temporale
2. RIVALSA
2.1 Atti che consentono la rivalsa e definitivit dellatto
2.2 IVA pagata all'Erario a titolo provvisorio
2.3 Rateazione
2.4 Rivalsa della quota di debito IVA estinto per compensazione con un credito IVA riconosciuto in sede di accertamento
2.5 Assenza di partita IVA al momento della commissione della violazione oggetto di accertamento
3. DETRAZIONE
3.1 Nomina del rappresentante fiscale successiva alladdebito in via di rivalsa dellIVA accertata
3.2 Detrazione dell'IVA liquidata in sede di accertamento di revisione dell'ufficio doganale
3.3 Detrazione dell'IVA pagata dallesportatore abituale a seguito dellaccertamento dello splafonamento
3.4 Violazione del regime dellinversione contabile
3.5 Rivalsa e detrazione, a seguito di fusione per incorporazione, dellIVA accertata nei confronti della societ incorporata e relativa a prestazioni di servizi rese alla societ incorporante.
4. ADEMPIMENTI
4.1 Adempimenti prodromici allesercizio della rivalsa dellimposta pagata in sede di accertamento ed allesercizio della detrazione
4.2 Adempimenti prodromici allesercizio della detrazione nellipotesi di coincidenza tra debitore e creditore dimposta (importazione, splafonamento, fusione e/o incorporazione)

 

 

 

PREMESSA

Larticolo 93 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, (cosiddetto "Decreto liberalizzazioni), ha modificato il settimo comma dellarticolo 60 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 che nella formulazione in vigore dal 24 gennaio 2012 dispone:
"Il contribuente ha diritto di rivalersi dell'imposta o della maggiore imposta relativa ad avvisi di accertamento o rettifica nei confronti dei cessionari dei beni o dei committenti dei servizi soltanto a seguito del pagamento dell'imposta o della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi. In tal caso, il cessionario o il committente pu esercitare il diritto alla detrazione, al pi tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l'imposta o la maggiore imposta addebitata in via di rivalsa ed alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione".

Anteriormente allintervento modificativo, il settimo comma dellarticolo 60 precludeva espressamente al cedente/prestatore il diritto di rivalersi, nei confronti di cessionari di beni o committenti di servizi, dellimposta o maggiore imposta pagata in conseguenza daccertamento o rettifica. Il divieto era stato giustificato, oltre che da intenti sanzionatori, da valutazioni pratiche in ordine allinopportunit di una riapertura dei rapporti contrattuali allo scopo di recuperare, a posteriori, limposta non addebitata al momento di effettuazione delloperazione.
La novella legislativa stata introdotta, a chiusura della procedura di infrazione n. 2011/4081 aperta contro lItalia dalla Commissione europea, in quanto la preclusione posta dal settimo comma dellart. 60 del D.P.R. n. 633 del 1972 stata ritenuta non conforme ai principi comunitari di neutralit e proporzionalit dellimposta sul valore aggiunto.
In base alla nuova disposizione il contribuente pu esercitare la rivalsa dopo aver effettivamente pagato all'Erario l'imposta accertata, le sanzioni e gli interessi.
Essa prevede, inoltre, che l'esercizio del diritto a detrazione da parte del cessionario o committente sia subordinato, in deroga agli ordinari principi, all'avvenuto
pagamento dell'IVA addebitatagli in via di rivalsa dal cedente o prestatore. In tal modo scongiurato lingiusto arricchimento che il cessionario o committente conseguirebbe se detraesse limposta senza provvedere al suo effettivo pagamento.
La norma in esame, anche in ragione della formulazione non esaustiva, ha sollevato diverse problematiche interpretative ed operative, oggetto di numerosi quesiti pervenuti alla scrivente, di seguito raggruppati a seconda dei profili di riferimento.

 

1. AMBITO DI APPLICAZIONE ED EFFICACIA TEMPORALE

1.1 Ambito di applicazione della rivalsa

 

D: Si chiede di conoscere lambito applicativo della rivalsa dellIVA prevista dallarticolo 60, settimo comma del DPR n. 633 del 1972, ed in particolare se la stessa sia esercitabile anche laddove la maggiore imposta sia calcolata su una base imponibile determinata in via forfetaria.

 

R: Lesercizio della rivalsa dellIVA, ai sensi dellarticolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, presuppone la riferibilit dellimposta accertata a specifiche operazioni e la conoscibilit del cessionario/committente.
Ci posto, si ritiene che la maggiore imposta possa essere addebitata in via di rivalsa, a seguito del relativo pagamento, anche quando sia stata calcolata su una base imponibile determinata in via forfetaria, laddove sia comunque riferibile a specifiche operazioni effettuate nei confronti di determinati cessionari o committenti. Si pensi, ad esempio, allipotesi in cui, in sede di accertamento, le operazioni effettuate nei confronti di un soggetto - considerate esenti da IVA - siano ripartite forfetariamente tra operazioni imponibili ed operazioni esenti.
Diversamente va esclusa lapplicazione della rivalsa ai sensi dellarticolo 60 settimo comma del DPR n. 633 del 1972, laddove limposta recuperata non sia
riferibile a specifiche operazioni effettuate nei confronti di determinati soggetti (cfr trattasi, ad esempio, dellIVA dovuta a seguito di accertamento induttivo).
1.2 Efficacia temporale

 

D: Si chiede di conoscere con riferimento a quali atti possibile esercitare la rivalsa dellIVA disposta dallarticolo 60, settimo comma del DPR n. 633 del 1972.

 

R: Larticolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, cos come modificato dallarticolo 93 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, si applica agli accertamenti divenuti definitivi successivamente alla sua entrata in vigore (24 gennaio 2012).

 

 

2. RIVALSA

2.1 Atti che consentono la rivalsa e definitivit dellatto

 

D: Si chiede di conoscere se larticolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972 si applichi nei casi in cui, in relazione ad un accertamento operato dallamministrazione finanziaria, il contribuente provveda a definirlo utilizzando uno degli strumenti deflattivi del contenzioso tributario previsti dallordinamento.

 

R: L'operativit dell'articolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 presuppone la definizione dell'accertamento ed il pagamento dell'imposta o della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi.

Si tratta di quanto dovuto sulla base di un accertamento resosi definitivo attraverso uno degli istituti sotto elencati:
  • accertamento con adesione, di cui agli articolo 6 e seguenti del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218;
  • adesione ai contenuti dellinvito al contraddittorio di cui ai commi 1-bis e seguenti, dellarticolo 5 del d.lgs. n. 218 del 1997;
  • adesione ai processi verbali di constatazione di cui allarticolo 5-bis del d.lgs. n. 218 del 1997, acquiescenza di cui allarticolo 15 del d.lgs. n. 218 del 1997;
  • conciliazione giudiziale di cui allarticolo 48 del d.lgs. n. 546 del 1992.;
  • mediazione di cui allarticolo 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546;
o, per mancata impugnazione dellatto di accertamento nei termini previsti dalla legge, ovvero, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza, nellipotesi di contestazione, in sede giudiziale, della pretesa dellamministrazione finanziaria.
Non , invece, consentita la rivalsa, né lesercizio del diritto alla detrazione, dellimposta o della maggiore imposta versata a seguito di atti non divenuti definitivi.
Premesso quanto sopra, pu concludersi che lIVA relativa allaccertamento definito mediante uno degli istituti sopra elencati in caso di successivo pagamento delle somme dovute potr essere addebitata in via di rivalsa, ai sensi dell'articolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972.

2.2 IVA pagata all'Erario a titolo provvisorio

 

D: Si chiede di conoscere se possa essere esercitato il diritto alla rivalsa dellIVA relativa ad avvisi di accertamento o rettifica pagata in pendenza di giudizio.

 

R: Deve escludersi che possa esercitarsi il diritto alla rivalsa dellIVA versata in pendenza del giudizio avverso lavviso di accertamento che ne contiene la liquidazione, in quanto la stessa risulta pagata all'Erario a titolo provvisorio. Ci non toglie che, laddove, in esito al giudizio, laccertamento si consolidi, con conseguente acquisizione a titolo definitivo, da parte dellErario, delle somme pagate nel corso del contenzioso, si possa esercitare la rivalsa, nei confronti del cessionario/committente, di quanto gi versato.

 

2.3 Rateazione

 

D: Si chiede di conoscere se il diritto alla rivalsa dellIVA, nellipotesi di pagamento rateale dellimposta o maggiore imposta accertata, possa essere esercitato progressivamente in relazione al pagamento delle singole rate o solo a seguito dellintegrale estinzione del debito erariale.

 

R: Nel caso di pagamento rateale dellimposta definitivamente accertata, il diritto alla rivalsa potr essere esercitato in relazione al pagamento delle singole rate.
La procedura di rateazione si perfeziona con il versamento della prima rata che rende definitivo laccertamento. Lapplicabilit della previsione di cui allarticolo 60, settima comma subordinata, pertanto, alla condizione che laccertamento sia divenuto definitivo a partire dal 24 gennaio 2012.

2.4 Rivalsa della quota di debito IVA estinto per compensazione con un credito IVA riconosciuto in sede di accertamento

 

D: Si chiede quale sia lammontare dellIVA che potr essere addebitata in via di rivalsa a seguito di accertamento, qualora in sede di definizione dellatto, per effetto della modifica del pro-rata di detraibilit, sia riconosciuta, a scomputo dellIVA accertata, una maggiore imposta detraibile sugli acquisti di periodo.

 

R: La compensazione, modalit di estinzione delle obbligazioni diversa dalladempimento, ugualmente satisfattiva delle ragioni creditorie dellErario, pertanto nellipotesi in cui lIVA accertata sia assolta in parte mediamente versamento, in parte mediante compensazione con un credito IVA riconosciuto in sede definizione dellaccertamento, lammontare di imposta oggetto di rivalsa non sar limitato al minore importo dellIVA pagata a mezzo F24 ma sar pari allammontare complessivamente dovuto, ivi compresa la quota di debito estinta per compensazione.
2.5 Assenza di partita IVA al momento della commissione della violazione oggetto di accertamento

 

D: Si chiede di conoscere se osti alloperativit dellarticolo 60, settimo comma del DPR n. 633 del 1972, la circostanza che nel momento di effettuazione delle operazioni, di cui viene successivamente contestata la omessa fatturazione, il soggetto accertato non fosse titolare di partita IVA nel presupposto che ricorressero le condizioni per non avere una posizione IVA (cfr, ad esempio, il caso dei venditori diretti a domicilio con reddito annuo inferiore a 5000 euro).

 

R: La circostanza che il soggetto accertato non fosse titolare di partita IVA negli anni accertati, non osta alladdebito dellIVA accertata in via di rivalsa, né allesercizio della diritto della detrazione da parte del cessionario/committente laddove in sede di controllo sia successivamente constatato che il cedente/commissionario avrebbe dovuto assoggettare ad IVA le operazioni effettuate e, conseguentemente, il cessionario/committente avrebbe avuto diritto alla detrazione dellIVA relativa alle suddette operazioni.
Lomessa apertura della partita IVA non pu essere sanzionata con la preclusione della rivalsa, pena la violazione del principio di neutralit dellimposta sul valore aggiunto in ossequio al quale stato eliminato il divieto del diritto di rivalersi dellimposta o maggiore imposta pagata in conseguenza daccertamento o rettifica nei confronti di cessionari di beni o committenti di servizi (previsto dal settimo comma dellarticolo 60 anteriormente allintervento modificativo di cui allarticolo 93 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1).
In tale evenienza il soggetto accertato potr esercitare la rivalsa utilizzando la partita IVA attribuitagli dufficio in sede di accertamento.

 

3. DETRAZIONE

3.1 Nomina del rappresentante fiscale successiva alladdebito in via di rivalsa dellIVA accertata

 

D: Si chiede di conoscere se un soggetto non residente, non identificato in Italia ai fini IVA, cui sia stata addebitata in via di rivalsa, ai sensi dellarticolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972, limposta sul valore aggiunto relativa ad un atto di accertamento, possa nominare un rappresentante fiscale al fine di esercitare il diritto alla detrazione.

 

R: Larticolo 17, terzo comma del DPR n. 633 del 1972 concernente le modalit di esercizio dei diritti e obblighi dei soggetti non residenti, dispone che gli obblighi o i diritti derivanti dall'applicazione delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto previsti a carico ovvero a favore di soggetti non residenti e senza
stabile organizzazione nel territorio dello Stato, in ragione delle operazioni poste in essere, siano adempiuti od esercitati, nei modi ordinari, dagli stessi soggetti direttamente, se identificati ai sensi dell'articolo 35-ter, ovvero tramite un loro rappresentante residente nel territorio dello Stato nominato nelle forme previste dall'articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441.
La disposizione prevede altres che la nomina del rappresentante fiscale sia comunicata alla controparte economica anteriormente all'effettuazione delle operazioni.
Ci non di meno, a tutela del principio di neutralit dellimposta sul valore aggiunto, si ritiene possibile procedere alla nomina del rappresentante fiscale anche successivamente al perfezionamento dell'operazione originaria, fino al pagamento dell'imposta addebitata in via di rivalsa ai sensi dell'articolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972, purché si tratti di adempimento cui il soggetto non residente non fosse gi tenuto.
Non osta a tale interpretazione sistematica la previsione di cui all'articolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972 che riconosce il diritto di detrazione "alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione", da considerarsi riferito alla disciplina sostanziale applicabile all'operazione posta in essere tra le parti, successivamente oggetto di accertamento.

3.2 Detrazione dell'IVA liquidata in sede di accertamento di revisione dell'ufficio doganale

 

D: Si chiede se sia possibile esercitare il diritto alla detrazione dellIVA liquidata nel suo ammontare suppletivo dallAgenzia delle Dogane in sede di revisione.

 

R: Ai sensi dell'articolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, "il cessionario o committente pu esercitare la detrazione al pi tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l'imposta o la maggiore imposta addebitata in via di rivalsa ed alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione.

La norma formulata con riferimento alle ordinarie modalit di funzionamento del tributo, che prevedono lesercizio della detrazione da parte del cessionario o del committente a seguito della rivalsa operata in fattura dal cedente o dal prestatore.
Il meccanismo della rivalsa e della detrazione, infatti, diretto a garantire la neutralit dellimposta sul valore aggiunto nei rapporti tra operatori economici, principio salvaguardato anche nelle ipotesi in cui limposta relativa agli acquisti non addebitata al cessionario/committente in via di rivalsa ma versata direttamente da questultimo (importazioni).
Si ritiene, pertanto, che la facolt di detrarre lIVA pagata in sede di accertamento, debba essere riconosciuta anche nellipotesi in esame, in cui, in deroga alle regole generali, sia debitore dimposta limportatore.
Nelle importazioni, infatti, limposta relativa agli acquisti non addebitata allimportatore in via di rivalsa ma versata direttamente da questultimo, pertanto, il diritto alla detrazione deve essere esercitato, al pi tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui limportatore, debitore dimposta, ha provveduto al pagamento dellimposta, della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi.
A seguito della modifica del settimo comma dellarticolo 60 del DPR n. 633 del 1972, devono intendersi, pertanto, superati i chiarimenti forniti dallamministrazione finanziaria con risoluzione 21 agosto 2007, n. 228 che, con riguardo alle ipotesi di rettifica della bolletta doganale a seguito di una revisione dellaccertamento, ha ammesso la detrazione dellimposta accertata al pi tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo al momento di effettuazione delloperazione originaria, ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo (ossia nel rispetto dei termini ordinariamente previsti dallarticolo 19 del DPR n. 633 del 1972).
A tal riguardo, si evidenzia che la novella disposizione che individua il pagamento dellimposta addebitata a titolo di rivalsa quale momento dinizio della decorrenza del termine per lesercizio alla detrazione da parte del cessionario e/o committente, in deroga al termine previsto dallarticolo 19 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, garantisce leffettivo rispetto del principio di neutralit dellimposta.
Analoga tutela assicurata nei casi come quello prospettato, laddove il termine per esercitare la detrazione decorre dal pagamento della maggiore imposta accertata dallAgenzia delle Dogane in capo allimportatore in sede di revisione; una soluzione diversa da quella prospettata - considerato il tempo in cui lufficio pu rideterminare limposta dovuta (la revisione dellaccertamento doganale pu essere eseguita entro tre anni dalla data di accettazione della dichiarazione doganale) - avrebbe come effetto che il termine per lesercizio del diritto alla detrazione di cui al citato articolo 19 risulterebbe di frequente gi scaduto al momento della revisione.

3.3 Detrazione dell'IVA pagata dallesportatore abituale a seguito dellaccertamento dello splafonamento

 

D: Si chiede se lesportatore abituale cui sia stata contestata leffettuazione di acquisti senza pagamento dellimposta sul valore aggiunto, ai sensi dellarticolo 8, primo comma, lettera c) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, oltre il limite del plafond disponibile, possa a seguito del pagamento dellIVA accertata, esercitare il diritto alla detrazione.

 

R: Ai sensi del secondo comma dellarticolo 8, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, gli esportatori abituali possono effettuare acquisti di beni e servizi senza pagamento dellimposta sul valore aggiunto, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge, "su loro dichiarazione scritta e sotto la loro responsabilit. "Qualora la dichiarazione sia stata rilasciata in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge, dellomesso pagamento del tributo rispondono esclusivamente i cessionari, i committenti e gli importatori che hanno rilasciato la dichiarazione stessa (articolo 7, decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471).
La responsabilit dellesportatore abituale costituisce una deroga al principio, delineato dallarticolo 17 del DPR n. 633 del 1972, secondo cui lIVA dovuta dal cedente/prestatore, previo addebito dellimposta alla controparte a titolo di rivalsa, ed detraibile, ai sensi dellarticolo 19, del DPR n. 633 del 1972, dal cessionario/committente.
Pertanto, sebbene l'articolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 preveda lesercizio della detrazione da parte del cessionario o del committente a seguito della rivalsa operata in fattura dal cedente o dal prestatore, la tutela del principio di neutralit del tributo impone che la facolt di detrarre lIVA pagata in sede di accertamento, sia riconosciuta anche nelle ipotesi in cui, in deroga alle comuni regole di funzionamento del tributo, sia debitore dimposta il cessionario/committente in luogo del cedente/prestatore.
Lesportatore abituale cui sia stato contestato lo splafonamento potr esercitare il diritto alla detrazione, al pi tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il medesimo ha provveduto al pagamento dellimposta, della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi.
3.4 Violazione del regime dellinversione contabile

 

D: Si chiede se, per effetto dellintroduzione delle nuove disposizioni concernenti il diritto di rivalsa e di detrazione dellimposta accertata di cui allarticolo 60, settimo comma del DPR n. 633 del 1972, siano da considerarsi superate le precisazioni rese con la risoluzione n. 56/E del 6 marzo 2009, in merito alla constatazione della violazione del regime dellinversione contabile.

 

R: Larticolo 60, settimo comma del DPR n. 633 del 1972 consente al cedente/prestatore di esercitare il diritto di rivalsa dellIVA a debito, versata a seguito di accertamento da parte dellamministrazione finanziaria, e contestualmente riconosce al cessionario/committente il diritto a detrarre la medesima imposta pagata a titolo di rivalsa.
Il presupposto che vi sia unimposta a debito non corrisposta allErario e che, nonostante il legittimo recupero da parte dellamministrazione finanziaria, vada comunque salvaguardato il principio della neutralit dellIVA tra operatori economici.
Le soluzioni prospettate nei precedenti paragrafi 3.2. e 3.3 garantiscono il rispetto della neutralit anche quando il soggetto tenuto al versamento dellIVA sia - in luogo del cedente/prestatore - il cessionario/committente, riconoscendo il diritto ad esercitare la detrazione dellimposta a debito versata a seguito di accertamento.
Il regime dellinversione contabile presuppone, invece, che il debito dimposta sia assolto dal cessionario/committente mediante lannotazione contabile dellIVA nei registri di cui agli articoli 23 e 25 del DPR n. 633 del 1972. In tale evenienza, salvo casi di indetraibilit oggettiva o soggettiva, lassolvimento dellIVA mediante il suddetto regime non da origine ad un esborso finanziario in capo al cessionario/committente.
Ci posto, continuano ad applicarsi i chiarimenti resi con risoluzione n. 56/E del 2009, con la quale stato precisato che, nel caso in cui sia constatata la violazione del regime contabile che comporti, in quella sede, lassolvimento del tributo da parte dei contribuenti, contestualmente allaccertamento del debito, deve essere riconosciuto il diritto alla detrazione della medesima imposta; pertanto, il contribuente non sar tenuto a versare alcun ammontare a titolo di imposta allErario, qualora sia riconosciuta la spettanza integrale della detrazione.
In altre parole, in considerazione dei criteri che regolano il regime dellinversione contabile, la compensazione dellimposta a debito e dellimposta a credito operata direttamente in sede di accertamento, senza che sia necessario procedere al pagamento dellimposta accertata e alla sua successiva detrazione.
3.5 Rivalsa e detrazione, a seguito di fusione per incorporazione, dellIVA accertata nei confronti della societ incorporata e relativa a prestazioni di servizi rese alla societ incorporante.

 

D: Si chiede se la societ incorporante che abbia versato lIVA accertata nei confronti della societ incorporata, relativa ad operazioni rese nei suoi stessi confronti, possa esercitare il diritto alla detrazione.

 

R: La definizione dell'accertamento ed il pagamento dell'imposta o della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi d titolo allesercizio della rivalsa
dellIVA accertata, nei confronti del committente delle prestazioni cui afferisce la suddetta imposta.
La coincidenza, per effetto della fusione, del soggetto che ha titolo ad effettuare la rivalsa con quello che la dovrebbe subire rende tecnicamente impossibile il suddetto adempimento. Tuttavia, in ossequio al principio di neutralit dellimposta, si ritiene che lincorporante/committente che ha provveduto al versamento allErario dellIVA accertata possa comunque esercitare il diritto alla detrazione dellimposta ai sensi dellarticolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Il diritto alla detrazione deve essere esercitato, al pi tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si provveduto pagamento dellimposta, della maggiore imposta, delle sanzioni e degli interessi.

 

4. ADEMPIMENTI

4.1 Adempimenti prodromici allesercizio della rivalsa dellimposta pagata in sede di accertamento ed allesercizio della detrazione

 

D: Si chiede quali adempimenti debba porre in essere il cedente/commissionario per esercitare la rivalsa in capo al cessionario/committente e come debba essere contabilizzato il documento emesso a tal fine. Si chiede, altres, se il cessionario/committente debba procurarsi una prova concreta dellavvenuto pagamento dellIVA a debito da parte del cedente/commissionario prima di esercitare la detrazione.

 

R: Al fine di esercitare il diritto alla rivalsa dellIVA pagata a titolo definitivo in sede di accertamento il cedente/commissionario dovr emettere una fattura (o una nota di variazione in aumento di cui allarticolo 26, primo comma del DPR n. 633 del 1972), con le indicazioni previste dallarticolo 21 ovvero, a partire dal 1 gennaio 2013, con i dati semplificati di cui al successivo articolo 21-bis, (richiamando altres, laddove emessa/e, la/e fattura/e originaria/e), e con gli estremi identificativi dellatto di accertamento che costituisce titolo alla rivalsa. Il documento andr annotato nel registro di cui allarticolo 23 del DPR n. 633 del 1972 solo per memoria, perché limposta recuperata a titolo di rivalsa non dovr partecipare alla liquidazione periodica, né essere indicata in una posta a debito nella dichiarazione annuale.
Il diritto alla detrazione da parte del cessionario/committente , invece subordinato, ai sensi dellarticolo 60, settimo comma, del DPR n. 633 del 1972, all'avvenuto pagamento dell'IVA accertata addebitata in via di rivalsa, mediante annotazione del documento integrativo nel registro di cui allarticolo 25 del DPR n. 633 del 1972. La norma non prevede particolari oneri a carico del committente/cessionario in ordine al riscontro dellavvenuto versamento allErario dellimposta oggetto di accertamento, pertanto questi tenuto solo allosservanza degli ordinari doveri di diligenza e cautela in ordine alla verifica della correttezza e regolarit della fattura (o della nota di variazione in aumento) emessa da parte del cedente/prestatore.
4.2 Adempimenti prodromici allesercizio della detrazione nellipotesi di coincidenza tra debitore e creditore dimposta (importazione, splafonamento, fusione e/o incorporazione)

 

D: Si chiede quali adempimenti debba porre in essere il cessionario/committente che abbia versato in qualit di debitore dimposta lIVA accertata, per esercitare il diritto alla detrazione della medesima imposta.

 

R: Con riguardo agli adempimenti formali prodromici allesercizio del diritto alla detrazione, sebbene larticolo 60, settimo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 non preveda specifici oneri, si ritiene che il contribuente possa predisporre un documento (al quale allegare per completezza latto di accertamento e lattestato di versamento), da registrare ai sensi dellarticolo 25 del DPR n. 633 del 1972, dal quale si evinca l'ammontare dell'imposta versata a seguito di accertamento, nonché il titolo giustificativo della detrazione dimposta (art. 60, settimo del DPR n. 633 del 1972, estremi identificativi dellaccertamento).
Tale documento non andr annotato nel registro di cui all'art. 23 del DPR n. 633 del 1972 e, dunque, non concorrer alla determinazione dell'Iva dovuta sulle operazioni attive in fase di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale.

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