Circolare Agenzia Entrate n. 29 del 26.09.2014

 

Strumenti di finanziamento per le imprese. Deducibilit delle spese di emissione delle obbligazioni. Art. 32, comma 13, del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83.


In considerazione delle richieste di chiarimento pervenute in merito alle modalit di deduzione delle spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari, rientranti nellambito di applicazione del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, si forniscono i seguenti chiarimenti.
Larticolo 32 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 831 (c.d. "Decreto Crescita) ha sensibilmente modificato il regime civilistico e fiscale degli interessi degli strumenti finanziari che possono emettere le imprese domestiche di piccole e medie dimensioni, quali le obbligazioni e le cambiali finanziarie, allo scopo di dotarle di strumenti di raccolta di capitali di debito, utilizzabili in alternativa alla raccolta presso i soci e al credito bancario oppure in sostituzione di precedenti debiti.
La finalit dellintervento normativo , come noto, quella di ridurre i vincoli normativi (non solo fiscali) che finora hanno limitato il ricorso da parte di queste societ al mercato dei capitali. Infatti, dal punto di vista civilistico, sussistevano determinate limitazioni patrimoniali allindebitamento e numerosi erano gli adempimenti amministrativi richiesti che consentivano la fruizione di tali strumenti solo per le societ le cui azioni sono negoziate nei mercati regolamentati e per le banche.
Dal punto di vista fiscale, invece, tale provvedimento normativo ha esteso lapplicabilit del citato decreto legislativo n. 239 del 1996 finora riservato ai titoli obbligazionari e titoli similari emessi dalle banche e dalle societ quotate e ai titoli pubblici - agli interessi e altri proventi dei titoli obbligazionari, dei titoli similari nonché delle cambiali finanziarie emessi da societ con azioni non negoziate, a condizione che i medesimi strumenti siano negoziati in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione degli Stati membri dellUnione Europea e degli Stati aderenti allAccordo sullo spazio economico europeo, inclusi nella cd. white list di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dellarticolo 168-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)2.
Da ultimo, per effetto delle modifiche apportate dallarticolo 21, comma 1, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 913, il regime del decreto legislativo n. 239 del 1996 stato, tra laltro, esteso alle obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie, non quotati, emessi da societ con azioni non negoziate nei predetti mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione, purché detenuti, ossia sottoscritti e circolanti, esclusivamente presso investitori qualificati come definiti dallarticolo 100 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF).
Lestensione del regime previsto dal decreto legislativo n. 239 del 1996 alle predette obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie si applica, quindi, in luogo della ritenuta alla fonte da parte dellemittente ai sensi dellarticolo 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
Inoltre, a favore degli emittenti dei predetti strumenti finanziari consentita la deducibilit degli interessi passivi sostenuti senza dover tener conto delle limitazioni previste dallarticolo 3, comma 115, della legge n. 549 del 1995 che, come noto, condiziona la misura della deducibilit sulla base dei parametri di rendimento del prestito obbligazionario. In tal modo, gli interessi passivi sono deducibili applicando esclusivamente le regole generali dettate dallarticolo 96 del TUIR.
Tuttavia, con riferimento agli strumenti non quotati emessi da societ con azioni non negoziate, le predette limitazioni sono disapplicate al verificarsi delle ulteriori condizioni previste dal comma 8 dellarticolo 32 in commento. In particolare, i titoli devono essere detenuti da investitori qualificati, detti investitori non devono detenere, direttamente o indirettamente, anche per il tramite di societ fiduciarie o per interposta persona, pi del 2 per cento del capitale o del patrimonio della societ emittente ed inoltre il beneficiario effettivo dei proventi deve essere residente in Italia o in Stati o territori che consentono un adeguato scambio di informazioni.
Ci premesso, tra le norme finalizzate ad agevolare il finanziamento delle imprese, il comma 13 del citato articolo 32 del decreto legge n. 83 del 2012 stabilisce che:
"Le spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, primo comma, sono deducibili nellesercizio in cui sono sostenute indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio..

Tale disposizione attribuisce la rilevanza fiscale di tali oneri secondo il principio di cassa, indipendentemente dallimputazione a conto economico, consentendo, quindi, di dedurre le spese in questione in via anticipata.
Al riguardo, dal punto di vista soggettivo, si ritiene che la norma abbia ampia portata, riferendosi non soltanto alle piccole e medie imprese emittenti strumenti obbligazionari, ma anche ai cosiddetti "grandi emittenti, ossia alle banche e alle societ con azioni negoziate, seppure con riferimento ai soli titoli emessi dopo lentrata in vigore del Decreto Crescita.
La norma non intende per superare in modo assoluto il criterio generale di deducibilit per competenza delle suddette spese di emissione, seguendo la ripartizione contabile effettuata in pi esercizi e lungo la durata delloperazione di finanziamento.
La deducibilit per cassa delle spese di emissione dei titoli obbligazionari, titoli similari e delle cambiali finanziarie, va infatti considerata una facolt e non un obbligo, in linea con la ratio di natura agevolativa che caratterizza lintero Decreto crescita.
Note:
1: Convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 e successive modificazioni e integrazioni.
2: Sul tema si rinvia a quanto gi chiarito con la circolare n. 4/E del 6 marzo 2013.
3: Convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.

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