Circolare Agenzia Entrate n. 20 del 18.06.2013

 

Articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni Reti di imprese Ulteriori chiarimenti

 


 

INDICE

 

PREMESSA

 

1. LE RECENTI MODIFICHE AL CONTRATTO DI RETE

 

2. LA "RETE-SOGGETTO

 

3. LA "RETE-CONTRATTO

 

4. LIMPOSTA DI REGISTRO

 

5. LAGEVOLAZIONE FISCALE: ULTERIORI CHIARIMENTI

5.1 Imprese interessate: le societ cooperative

5.2 Asseverazione

5.3 Fruizione dellagevolazione

5.4 Periodo di esecuzione e nozione di investimenti

5.5 Effetti della parziale realizzazione degli investimenti

 


 

PREMESSA

La disciplina civilistica del contratto di "rete di imprese ha subito recentemente alcune rilevanti modifiche che hanno contribuito, insieme ai precedenti interventi normativi, a cambiare sensibilmente la fisionomia della fattispecie contrattuale introdotta, come noto, dallarticolo 3, commi 4-ter e 4-quater, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
Si tratta, in particolare, delle novit introdotte prima dallarticolo 45 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto decreto crescita), convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e poi dallarticolo 36 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 (cosiddetto decreto crescita-bis), convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221; tra le altre, quella destinata ad avere riflessi anche in ambito tributario rappresentata dalla possibilit, per le reti dotate di fondo patrimoniale comune, di acquisire su base volontaria unautonoma soggettivit giuridica.
Le imprese della rete, infatti, mediante liscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della "rete, danno vita ad un nuovo soggetto di diritto, giuridicamente autonomo rispetto alle singole imprese aderenti al contratto.
Ci premesso, con la presente circolare vengono forniti i chiarimenti sulle conseguenze fiscali derivanti dalla possibilit per la rete di imprese di acquisire autonoma soggettivit giuridica.
Con loccasione, si ritiene utile approfondire, ad integrazione dei chiarimenti forniti con la circolare n. 15/E del 14 aprile 2011, anche alcuni aspetti della disciplina delle reti di imprese non dotate di soggettivit giuridica nonché della disciplina agevolativa prevista dallarticolo 42, commi da 2-quater a 2-septies del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

 

1. LE RECENTI MODIFICHE AL CONTRATTO DI RETE

Al fine di analizzare i riflessi in ambito tributario degli ultimi interventi legislativi riguardanti la disciplina civilistica del contratto di rete, se ne riassumono di seguito gli aspetti pi significativi.
Secondo lattuale formulazione dellarticolo 3, comma 4-ter, del decreto legge n. 5 del 2009, "con il contratto di rete pi imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacit innovativa e la propria competitivit sul mercato.

Elemento essenziale del contratto di rete per il raggiungimento del suddetto scopo il "programma comune di rete, sulla base del quale gli imprenditori si obbligano a "collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti allesercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o pi attivit rientranti nelloggetto della propria impresa.

Il contratto di rete, inoltre, pu anche prevedere listituzione di un "fondo patrimoniale comune e la nomina di un "organo comune incaricato di gestire in nome e per conto dei partecipanti lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso.

Con la circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011 stato chiarito che "ladesione al contratto di rete non comporta lestinzione, né la modificazione della soggettivit tributaria delle imprese che aderiscono allaccordo in questione, né lattribuzione di soggettivit tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.
Le recenti modifiche alla disciplina civilistica del contratto di rete, introdotte nel corso del 2012 dai decreti crescita citati in premessa, hanno previsto espressamente la possibilit per alcuni contratti, a determinate condizioni, di acquisire la soggettivit giuridica.
In particolare, per effetto delle modifiche apportate ai commi 4-ter e 4-quater dellarticolo 3 del decreto legge n. 5 del 2009 dallarticolo 45 del decreto legge n. 83 del 2012 (decreto crescita), "qualora sia prevista listituzione di un fondo patrimoniale comune, il contratto deve, tra laltro, indicare la "denominazione e la sede della rete e "la rete pu iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sua sede; con liscrizione nel registro delle imprese la rete acquista soggettivit giuridica.

Con riferimento a tale ultimo aspetto della disciplina, larticolo 36 del decreto legge n. 179 del 2012 (decreto crescita-bis) intervenuto apportando ulteriori modifiche al citato articolo 3 del decreto legge n. 5 del 2009, al fine di precisare che il contratto di rete, anche qualora preveda lorgano comune e il fondo patrimoniale, "non dotato di soggettivit giuridica, salva la facolt di acquisto della stessa ai sensi del comma 4-quater ultima parte.

Come precisato nella relazione illustrativa, si inteso in tal modo chiarire la portata della disposizione con la quale stato introdotto il principio della soggettivit giuridica dei contratti di rete, al fine di sottolineare che lacquisizione della stessa non mai attribuita, seppure a determinate condizioni, automaticamente, ma solo su base opzionale, subordinata alliscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese.
Peraltro, la possibilit di configurare la "rete di imprese non pi soltanto come un semplice contratto tra imprese ma piuttosto quale "organizzazione, dotata di autonoma soggettivit giuridica, ha fatto emergere anche lesigenza di meglio definire i rapporti della rete con i terzi. Infatti, con riferimento allorgano comune, entrambi i decreti crescita sono intervenuti con modifiche ed integrazioni che hanno riguardato la lettera e) del comma 4-ter dellarticolo 3 del decreto legge n. 5 del 2009.
Per effetto delle modifiche apportate, in particolare, dal pi volte richiamato articolo 45 del decreto crescita, stata eliminata la precisazione, presente nella versione precedente, che i poteri di gestione e di rappresentanza sono conferiti
allorgano comune - qualora ne sia prevista listituzione - "come mandatario comune.
Infine, per effetto delle modifiche introdotte dallarticolo 36 del decreto crescita-bis, lattuale formulazione della norma prevede che - nellambito di determinate procedure, quali, ad esempio, quelle di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, quelle inerenti ad interventi di garanzia per laccesso al credito o inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dallordinamento - lorgano comune "agisce in rappresentanza della rete, quando essa acquista soggettivit giuridica e, in assenza della soggettivit, degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto salvo che sia diversamente disposto nello stesso.
Lattuale contesto normativo offre, pertanto, agli imprenditori che intendono costituire una rete di imprese, ai sensi dellarticolo 3 del decreto legge n. 5 del 2009, lalternativa fra due diverse forme giuridiche: ladozione di un modello contrattuale "puro di rete di imprese (cosiddetta "rete-contratto) oppure la creazione di un nuovo soggetto giuridico (cosiddetta "rete-soggetto).
Tale facolt comporta diverse conseguenze sul piano fiscale, rendendo necessari ulteriori chiarimenti relativi alla nuova fattispecie, ad integrazione di quelli elaborati sulla base della precedente formulazione della norma in oggetto.

 

2. LA "RETE-SOGGETTO

Come sopra accennato, i decreti crescita hanno introdotto la possibilit per la rete dotata di fondo patrimoniale comune di acquisire la soggettivit giuridica, facoltativa e condizionata alliscrizione del contratto di rete nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede.
La rete di imprese, per effetto delliscrizione de qua, diviene un nuovo soggetto di diritto (rete-soggetto) e, in quanto autonomo centro di imputazione di interessi e rapporti giuridici, acquista rilevanza anche dal punto di vista tributario.
La rete-soggetto, infatti, costituisce, sotto il profilo del diritto civile, un soggetto "distinto dalle imprese che hanno sottoscritto il contratto e, pertanto, sotto il profilo tributario, in grado di realizzare fattispecie impositive ad essa imputabili.
Lacquisizione della soggettivit giuridica delle reti in esame comporta lesistenza di un soggetto dotato di capacit giuridica tributaria autonoma rispetto alla capacit giuridica delle singole imprese partecipanti: ai fini del prelievo fiscale, infatti, la rete-soggetto, in quanto entit distinta dalle imprese partecipanti, esprime una propria forza economica ed in grado di realizzare, in modo unitario e autonomo, il presupposto dimposta.
In sostanza, fermo restando la sussistenza della soggettivit tributaria delle imprese partecipanti, qualora la rete acquisisca soggettivit giuridica, la stessa diventa un autonomo soggetto passivo di imposta con tutti i conseguenti obblighi tributari previsti ex lege in materia di imposte dirette ed indirette.
In particolare, le reti dotate di soggettivit giuridica sono soggette all'imposta sul reddito delle societ ai sensi dellarticolo 73, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, secondo cui "Tra gli enti diversi dalle societ, di cui alle lettere b) e c) del comma 1, si comprendono, oltre alle persone giuridiche, le associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, nei confronti delle quali il presupposto dell'imposta si verifica in modo unitario e autonomo.

La rete-soggetto costituisce, infatti, una organizzazione non appartenente ad altri soggetti, nei confronti della quale il presupposto di imposta si verifica in maniera unitaria e autonoma.
Le reti soggetto rientrano, dunque, tra gli enti commerciali o non commerciali, "diversi dalle societ, di cui alle sopra citate lettere b) e c), a seconda che svolgano o meno attivit commerciale in via principale o esclusiva.
Di conseguenza nel caso in cui le reti soggetto esercitino lattivit commerciale in via principale o esclusiva, le stesse rientrano tra gli enti commerciali di cui al citato articolo 73, comma 1, lettera b), e si rendono applicabili le disposizioni relative alla "Determinazione della base imponibile delle societ e degli enti commerciali residenti, di cui agli articoli 81 e seguenti del citato Testo unico.
Viceversa nel caso in cui le reti soggetto non esercitino lattivit commerciale in via principale o esclusiva, le stesse rientrano tra gli enti non commerciali di cui al citato articolo 73, comma 1, lettera c), e si rendono applicabili le disposizioni relative agli "Enti non commerciali residenti, di cui agli articoli 143 e seguenti del citato Testo unico.
Ai fini Irap, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, gli enti di cui alle citate lettere b) e c) dellarticolo 73, comma 1, del Tuir, sono, in ogni caso, soggetti passivi d'imposta in relazione allattivit esercitata.
In merito alla determinazione della base imponibile Irap si specifica che qualora le reti soggetto rientrino tra gli enti commerciali di cui al citato articolo 73, comma 1, lettera b), del Tuir si rendono applicabili le disposizioni di cui allarticolo 5 del decreto legislativo n. 446 del 1997, mentre nel caso in cui le stesse rientrino tra gli enti non commerciali di cui al citato articolo 73, comma 1, lettera c), del Tuir si rendono applicabili le disposizioni recate dallarticolo 10 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
Ai fini IVA, la rete-soggetto rientra tra i soggetti nei cui confronti ricorre il presupposto soggettivo di cui allarticolo 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, fermo restando che lapplicabilit in concreto della stessa imposta dipende anche dal verificarsi degli altri due presupposti (oggettivo e territoriale).
La soggettivit passiva ai fini IVA comporta lattribuzione di un numero di partita IVA proprio della rete con la conseguenza che gli eventuali adempimenti contabili ai fini dellimposta in commento saranno effettuati autonomamente dalla rete.
Al riguardo, si rappresenta che nella dichiarazione di inizio attivit per lattribuzione di partita IVA, le reti-soggetto dovranno utilizzare nel modello AA7/10 il codice "59 Rete di imprese, per lindicazione della natura giuridica.
Si rappresenta, inoltre, che la rete-soggetto, rientrando tra i soggetti di cui allarticolo 13 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, obbligata alla tenuta delle scritture contabili.
In particolare, la rete-soggetto che ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali rientra tra gli enti di cui alla lettera b), comma 1, del citato articolo 13 ed , pertanto, obbligata alla tenuta delle scritture contabili di cui ai successivi articoli 14, 15 e 16.
Invece, la rete-soggetto che non ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit commerciali rientra tra gli enti di cui alla lettera g), comma 1, dellarticolo 13 ed , pertanto, obbligata, ai sensi del successivo articolo 20, alla tenuta delle scritture contabili di cui agli articoli 14, 15 e 16, relativamente alleventuale attivit commerciale esercitata.
Per quel che concerne, infine, i rapporti tra le imprese partecipanti e la rete, si ritiene che essi debbano essere considerati rapporti di natura partecipativa analoghi a quelli esistenti tra soci e societ.
Con il conferimento al fondo patrimoniale della rete-soggetto, quindi, limpresa aderente assume lo status di partecipante.
La contribuzione al fondo patrimoniale da parte delle imprese aderenti al contratto di rete comune deve essere trattata quale "partecipazione alla retesoggetto che rilever, al pari dei conferimenti in societ, sia contabilmente sia fiscalmente.
Al riguardo, si rileva che i conferimenti iniziali, nonché gli ulteriori eventuali contributi successivi, che ciascuna impresa partecipante si impegna a versare al fondo patrimoniale comune, costituiscono un apporto "di capitale proprio in un
nuovo soggetto.
Le imprese che costituiscono una rete-soggetto non si impegnano a realizzare "direttamente gli investimenti previsti dal programma comune, mediante la destinazione "ideale al fondo patrimoniale di una quota di utili ma, sottoscrivendo il contratto, si impegnano ad effettuare dei conferimenti in un soggetto "distinto cui compete leffettiva realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete.
Di conseguenza, viene meno la possibilit per le imprese partecipanti al contratto di fruire dellagevolazione fiscale prevista dallarticolo 42, comma 2-quater, del decreto legge n. 78 del 2010, atteso che la stessa condizionata alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete da parte delle "imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete.
In tal senso, la Commissione europea, con decisione C(2010)8939 def. del 26 gennaio 2011, ha ritenuto che la misura fiscale in esame non costituisce aiuto di Stato, nel presupposto che la rete di imprese non pu essere considerata una entit distinta e non ha personalit giuridica autonoma.

 

3. LA "RETE-CONTRATTO

La riforma delle reti di imprese attuata con i decreti crescita segnata da un rafforzamento dellautonomia negoziale delle parti, che possono ora scegliere tra le alternative di una rete-soggetto e quella di una rete-contratto i cui elementi caratterizzanti risultano invariati.
Successivamente alla novella normativa introdotta con larticolo 45 del decreto crescita e con larticolo 36 del decreto crescita-bis, pertanto, le indicazioni fornite dalla scrivente rimangono valide per le reti di imprese che non acquisiscono
soggettivit giuridica.
In particolare, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, stato chiarito che ladesione al contratto di rete non comporta lestinzione, né la modificazione della soggettivit tributaria delle imprese che aderiscono allaccordo, né lattribuzione di soggettivit tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.
Tale impostazione stata confermata con la risoluzione n. 70/E del 30 giugno 2011, con la quale stato chiarito che alla rete pu essere attribuito un proprio codice fiscale, visto che liscrizione allAnagrafe tributaria consentita anche alle organizzazioni di persone e di beni prive di personalit giuridica.
Lassenza di unautonoma soggettivit giuridica e conseguentemente come chiarito dalla scrivente nei citati documenti di prassi fiscale delle reti di impresa comporta che gli atti posti in essere in esecuzione del programma di rete producano i loro effetti direttamente nelle sfere giuridico-soggettive dei partecipanti alla rete. Nella rete-contratto la titolarit di beni, diritti, obblighi ed atti riferibile, quota parte, alle singole imprese partecipanti; in generale, la titolarit delle situazioni giuridiche rimane individuale dei singoli partecipanti, sebbene lorgano comune possa esercitare una rappresentanza unitaria nei confronti dei terzi.
Nella rete priva di soggettivit giuridica, infatti, il fondo comune se esistente costituisce un complesso di beni e diritti destinato alla realizzazione del programma comune di rete e i rapporti tra gli imprenditori partecipanti al contratto di rete e lorgano comune sono riconducibili alla figura del mandato con rappresentanza (cfr. articolo 3, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto legge n. 5 del 2009); conseguentemente, gli atti posti in essere da parte del soggetto designato a svolgere lufficio di organo comune incaricato dellesecuzione del contratto o di una o pi parti di esso - che agisce in veste di mandatario con rappresentanza dei contraenti - produce effetti giuridici direttamente nelle sfere individuali dei singoli rappresentati.
La spendita del nome dei singoli soggetti rappresentati da parte dellorgano comune rende possibile, infatti, la diretta imputazione delle operazioni compiute ai singoli partecipanti. Ai fini fiscali, limputazione delle singole operazioni
direttamente alle imprese partecipanti si traduce nellobbligo di fatturare da parte di queste ultime ed a queste ultime, rispettivamente, le operazioni attive e passive poste in essere dallorgano comune. Per i beni acquistati ed i servizi ricevuti nellesecuzione del programma di rete, il fornitore dovr, pertanto, emettere tante fatture quanti sono i partecipanti rappresentati dallorgano comune, intestate a ciascuno di essi e con lindicazione della parte di prezzo ad essi imputabile.
Specularmente per le vendite e le prestazioni di servizi effettuate dallorgano comune, ciascun partecipante dovr emettere fattura al cliente per la quota parte del prezzo a sé imputabile.
Viceversa gli eventuali atti posti in essere dalle singole imprese o dall"impresa capofila che operano senza rappresentanza - non comportano alcun effetto sulla sfera giuridica delle altre imprese partecipanti al contratto.
In tale ipotesi, infatti, qualora trattasi di atti esecutivi di singole parti o fasi del contratto di rete, la singola impresa o leventuale "capofila dovr "ribaltare i costi ed i ricavi ai partecipanti per conto dei quali ha agito emettendo o ricevendo fatture per la quota parte del prezzo riferibile alle altre imprese.
Ciascuna impresa aderente alla rete, pertanto, far concorrere alla formazione del proprio risultato di periodo i costi che ha sostenuto e i ricavi che ha realizzato per lattuazione del programma di rete, a prescindere dallesistenza o meno di un organo comune dotato di poteri di rappresentanza.
Ne deriva che, ai fini fiscali, i costi ed i ricavi derivanti dalla partecipazione ad un contratto di rete saranno deducibili o imponibili dai singoli partecipanti secondo le regole impositive fissate dal testo unico ed andranno indicati nella dichiarazione degli stessi.
Infine, si rappresenta che nel particolare caso di un conto corrente acceso con il codice fiscale della rete, gli interessi attivi sono riferibili pro quota a ciascuna impresa partecipante in proporzione ai conferimenti effettuati ovvero al diverso criterio indicato nel contratto di rete e, conseguentemente, le ritenute operate dalla banca sui medesimi interessi sono di competenza delle singole imprese partecipanti in base ai suddetti criteri di ripartizione.

 

4. LIMPOSTA DI REGISTRO

Un cenno particolare merita limposta di registro atteso che il contratto di rete di imprese rientra tra gli atti soggetti a registrazione ai sensi dellarticolo 2, comma 1, lettera a), del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
In particolare, con riferimento alle retisoggetto si precisa che, nel caso di svolgimento di attivit commerciale o agricola in via esclusiva o principale, in relazione ai conferimenti al fondo patrimoniale comune si rende applicabile larticolo 4, lettera a), della Tariffa, parte prima, secondo cui sono soggetti allimposta la costituzione e laumento del capitale o patrimonio "delle societ di qualunque tipo ed oggetto e degli enti diversi dalle societ, compresi i consorzi, le associazioni e le altre organizzazioni di persone o di beni, con o senza personalit giuridica, aventi per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attivit commerciali o agricole; di conseguenza, a titolo esemplificativo, in relazione agli apporti di denaro o di beni mobili dovuta limposta in misura fissa, pari ad euro 168,00, mentre in relazione a conferimenti di propriet o diritti reali di godimento su beni immobili limposta dovuta nelle misure indicate nellarticolo 1 della medesima Tariffa.
Diversamente, qualora la retesoggetto non svolga attivit commerciale o agricola in via principale o esclusiva, per i conferimenti al fondo comune trovano applicazione le disposizioni dettate dagli articoli della Tariffa, parte prima, allegata al citato D.P.R. n. 131 del 1986. In via residuale, trova applicazione larticolo 9 secondo cui limposta di registro dovuta nella misura del 3 per cento "per gli atti diversi da quelli altrove indicati aventi ad oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale.
Relativamente alle reti-contratto, si rende applicabile, in linea generale, limposta di registro in misura fissa prevista dallarticolo 11 della Tariffa, parte prima, pari ad euro 168,00, per gli atti pubblici o scritture private autenticate non aventi per oggetto atti a contenuto patrimoniale.
Al riguardo, si richiamano i principi espressi con la circolare n. 3/E del 22 gennaio 2008 in merito alla costituzione di vincoli di destinazione non traslativi.
Con la citata circolare, infatti, stato chiarito che la costituzione di vincoli non traslativi non soggetta allimposta sulle successioni o donazioni di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e sconta limposta di registro in misura fissa, ordinariamente prevista per gli atti privi di contenuto patrimoniale.
In particolare, si precisato che "tra gli atti in esame rientra, ad esempio, il fondo patrimoniale previsto dallarticolo 167 del codice civile nellipotesi in cui la costituzione del vincolo non comporti il trasferimento dei beni.
Il citato orientamento di prassi risulta valevole anche per la fattispecie in esame; le imprese partecipanti a tale tipologia di rete, infatti, con i conferimenti al fondo patrimoniale comune, destinano parte del proprio patrimonio alla realizzazione del programma comune senza, tuttavia, che si verifichi alcun effetto traslativo.

 

5. LAGEVOLAZIONE FISCALE: ULTERIORI CHIARIMENTI

Larticolo 42, comma 2-quater, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2012, n. 122, ha introdotto unagevolazione fiscale per le imprese che sottoscrivono o aderiscono ad un contratto di rete ai sensi dellarticolo 3, commi 4-ter e seguenti del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, che consiste in un regime di sospensione di imposta relativo agli utili desercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato.
Il beneficio spetta a condizione che gli utili di esercizio, accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato allaffare, siano vincolati alla realizzazione, entro lesercizio successivo, degli
investimenti previsti dal programma comune di rete.
Ad integrazione della circolare n. 15/E del 2011, si forniscono di seguito alcuni chiarimenti in merito allagevolazione fiscale.

 

5.1 Imprese interessate: le societ cooperative

Il regime agevolativo in esame, previsto dal citato articolo 42, comma 2-quater, del decreto legge n. 78 del 2010, ha portata generale in quanto si rivolge potenzialmente a tutte le imprese aderenti ad un contratto di rete.
Al riguardo, atteso che il regime di sospensione di imposta commisurato agli utili accantonati ad apposita riserva, si rendono necessarie alcune considerazioni in merito al coordinamento dellagevolazione in esame con i regimi speciali di tassazione applicabili agli utili delle societ cooperative.
In particolare, il comma 460 dellarticolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 stabilisce che lesenzione prevista, per le societ cooperative e i loro consorzi a mutualit prevalente, dallarticolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904, secondo il quale "non concorrono a formare il reddito imponibile delle societ cooperative e i loro consorzi le somme destinate alla riserva indivisibile , non si applica ad una percentuale degli utili netti annuali, variabile a seconda della tipologia di attivit svolta.
Analogamente, il successivo comma 464 stabilisce, per le societ cooperative a mutualit non prevalente, che lesenzione prevista dallarticolo 12 della legge n. 904 del 1977 si applica limitatamente "alla quota del 30 per cento degli utili netti annuali, a condizione che tale quota sia destinata ad una riserva indivisibile prevista dallo statuto.
Tale principio in base al quale le societ cooperative devono assoggettare comunque ad imposizione una determinata percentuale minima degli utili non impedisce alle stesse di fruire dellagevolazione prevista per le imprese che sottoscrivono o aderiscono ad un contratto di rete, in relazione alla quota di utili destinata al fondo patrimoniale comune e accantonata ad apposita riserva.
La natura dellagevolazione in esame, infatti, consiste in un regime di sospensione (i.e., differimento) dimposta in quanto gli utili agevolati, per espressa previsione normativa, concorreranno alla formazione del reddito nellesercizio in cui la riserva utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite ovvero in cui viene meno ladesione al contratto di rete, oltre che in caso di mancata realizzazione degli investimenti nei termini previsti.
Ci considerato, le societ cooperative che aderiscono ad un contratto di rete possono - al ricorrere di tutte le condizioni previste dalla relativa disciplina, come specificate dalla prassi in materia - usufruire della sospensione della tassazione sugli utili, qualora destinati al fondo patrimoniale comune (o al patrimonio destinato all'affare) per la realizzazione del programma comune di rete e, come chiarito anche dalla citata circolare n. 15/E del 2011, "nei limiti dellaccantonamento della stessa quota di utili in unapposita riserva distinta dalle altre eventuali riserve presenti nel patrimonio netto.

 

5.2 Asseverazione

Come precisato con la circolare n. 15/E del 2011, lasseverazione del programma comune comporta la verifica preventiva, da parte degli organismi abilitati, della sussistenza degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione richiesti, in capo alle imprese aderenti, per la fruizione dellincentivo fiscale.
A tal fine, gli organismi abilitati sono tenuti a comunicare lavvenuta asseverazione allAgenzia delle entrate, trasmettendo i dati relativi alle imprese aderenti alla rete il cui programma comune ha ottenuto lasseverazione.
Di conseguenza, si ritiene necessario rinnovare lasseverazione, ogni qualvolta si verifichino eventi tali da comportare una modifica al programma di rete precedentemente asseverato.
In particolare, occorre ottenere una nuova asseverazione in occasione di successivi apporti al fondo patrimoniale non previsti nel programma gi asseverato nonché in tutti i casi di variazione della platea delle imprese partecipanti.

 

5.3 Fruizione dellagevolazione

Il regime di sospensione di imposta sugli utili di esercizio, accantonati ad apposita riserva, attuato in dichiarazione mediante una specifica variazione in diminuzione della base imponibile del reddito di impresa relativo al periodo di imposta cui si riferiscono gli utili stessi.
Limporto sospeso per effetto dellapplicazione dellagevolazione, concorrendo a determinare il risultato reddituale come variazione in diminuzione, pu, pertanto, determinare anche una perdita fiscale che rilever secondo le ordinarie regole previste dal Tuir.
Infine si fa presente che la quota parte di utile di esercizio sospesa ai fini fiscali non va ad aggiungersi allinsieme delle esenzioni che costituiscono il limite di riportabilit delle perdite; infatti, larticolo 84, primo comma, secondo periodo, del Tuir, che pone limiti all'utilizzo e al riporto delle perdite per i soggetti che fruiscono di un regime di esenzione degli utili, non si applica alle forme agevolative consistenti in sospensione dimposta sugli utili, come quella in esame.

 


 

5.4 Periodo di esecuzione e nozione di investimenti

Come chiarito con la circolare n. 15/E del 14 aprile 2011, il meccanismo applicativo dellagevolazione consente di fruire della stessa prima della realizzazione degli investimenti, al ricorrere dei presupposti previsti dalla norma in esame: adesione al contratto di rete; accantonamento e destinazione dellutile di esercizio; asseverazione del programma di rete.
Con il medesimo documento di prassi stato, altres, precisato che tutti i suddetti presupposti devono sussistere al momento della fruizione dellagevolazione, vale a dire, come stabilisce il comma 2-quinquies dellarticolo 42, al momento del versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo dimposta relativo allesercizio cui si riferiscono gli utili, fatta salva leccezione del primo periodo dimposta di applicazione della misura.
La realizzazione degli investimenti pu, pertanto, avvenire dopo la fruizione dellagevolazione, purché entro lesercizio successivo a quello in cui stata deliberata la destinazione dellutile.
Per quanto riguarda lindividuazione degli investimenti rilevanti, il primo periodo del comma 2-quater del citato articolo 42 stabilisce che "una quota degli utili dellesercizio destinati dalle imprese che sottoscrivono o aderiscono ad un contratto di rete... al fondo patrimoniale comune ....per realizzare entro lesercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato..., se accantonati ad apposita riserva, non concorre alla formazione del reddito di impresa.

Lultimo periodo del medesimo comma precisa che "gli utili destinati al fondo patrimoniale comune...trovano espressione in bilancio in una corrispondente riserva... e sono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete.
Ci che rileva ai fini dellagevolazione , pertanto, la verifica che gli utili accantonati, per i quali sia stato accordato il beneficio della sospensione da imposizione, siano effettivamente impiegati, entro il citato termine, nella realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete.
Per quanto riguarda il termine iniziale a partire dal quale si assume che gli investimenti siano rilevanti ai fini dellagevolazione, atteso che la norma volta a incentivare linvestimento degli utili di esercizio per i quali accordato il beneficio della sospensione da imposizione, si precisa che possono computarsi gli investimenti previsti dal programma comune di rete asseverato, effettuati a decorrere dallinizio dellesercizio in cui assunta la delibera di accantonamento degli utili stessi.
Si precisa che, in ogni caso, rimane fermo che possono considerarsi rilevanti solo gli investimenti realizzati dalle imprese successivamente alladesione al contratto di rete.
Con riferimento ai presupposti oggettivi per la fruizione del beneficio, la norma non individua le tipologie di investimento ammissibili, ma demanda al programma comune di rete tale aspetto essenziale dellagevolazione.
Di conseguenza, ai fini dellindividuazione degli investimenti che in concreto devono essere realizzati, con la circolare n. 15/E del 2011 si fatto riferimento, in linea generale, ai costi sostenuti dalle imprese partecipanti "per lacquisto o lutilizzo di beni (strumentali e non) e servizi, nonché per lutilizzo di personale - compresi i costi relativi a beni, servizi e personale messi a disposizione dalle imprese - purché riconducibili al programma comune di rete, come definito dal contratto stesso.
Al riguardo, in assenza di ulteriori indicazioni ed in considerazione delle analogie riscontrabili tra la misura in esame ed altre precedenti misure agevolative, si ritiene che, ai fini dellindividuazione del valore dellinvestimento rilevante occorre fare riferimento al costo sostenuto secondo le regole generali dellarticolo 110, comma 1, del Tuir.
In sostanza, il costo sostenuto per lesecuzione del programma di rete rilever per lintero ammontare nel periodo di realizzazione degli investimenti ai sensi del comma 2-quater dellarticolo 42 del decreto legge n. 78 del 2010.
In merito, si precisa che l'imputazione degli investimenti al periodo di effettuazione degli stessi segue le regole generali previste dallarticolo 109, commi 1 e 2, del Tuir, a nulla rilevando il momento in cui avviene lesborso finanziario.
Infine, si precisa che rilevano i limiti di deducibilit imposti dal Tuir per difetto del requisito di inerenza.

 

5.5 Effetti della parziale realizzazione degli investimenti

Il beneficio fiscale concesso alle imprese partecipanti ad un contratto di rete, ai sensi del comma 2-quater dellarticolo 42, si sostanzia in una sospensione di imposta sugli utili nei limiti di spesa sanciti dal successivo comma 2-quinquies che le stesse si impegnano ad investire per la realizzazione del programma di rete.
Il vantaggio fiscale , pertanto, concesso prima della effettuazione degli investimenti rilevanti, al fine di incentivare la realizzazione del programma di rete.
Infatti, alle imprese aderenti concessa la possibilit di realizzare gli investimenti previsti dal programma di rete dopo la fruizione dellagevolazione purché, limpiego degli utili per i quali accordato il beneficio della sospensione da imposizione avvenga entro lesercizio successivo a quello in cui stata deliberata la loro destinazione.
In merito, con la circolare n. 15/E del 2011 si chiarito che la norma non impone lobbligo di realizzare tutti gli investimenti previsti dal programma comune di rete asseverato entro lesercizio successivo " fermo restando limpiego entro detto termine degli utili per i quali accordato il beneficio della sospensione da imposizione.
Di conseguenza, nel caso di un impiego parziale degli utili cui stata accordata la sospensione dimposta, si deve ritenere che limpresa decada dallagevolazione per lintero importo degli utili sospesi.
Si ritiene, tuttavia, che tale principio possa trovare una specifica deroga nelle ipotesi in cui si vengano a verificare delle circostanze sopravvenute e, comunque, non dipendenti dalla volont del contribuente oppure allorquando la mancata effettuazione degli investimenti sia conseguente ad una riduzione del valore degli stessi per il conseguimento di economie di costo e/o di scala che incidono sullammontare del valore complessivo del progetto di investimento.
Al verificarsi di tali fattispecie da dimostrare adeguatamente da parte del soggetto interessato limpresa non decade totalmente dallagevolazione, realizzandosi unipotesi di "rideterminazione dellagevolazione sulla quota di utili non impiegata che concorrer alla determinazione del reddito di impresa del periodo dimposta successivo a quello in cui la stessa stata accantonata.

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