Circolare Agenzia Entrate n. 1 del 15.02.2013

Chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata

 


Indice

1. ACCERTAMENTO E REDDITOMETRO
1.1 Redditest
1.2 Redditometro e beni ad uso promiscuo
1.3 Rapporti tra vecchio e nuovo redditometro
1.4 Redditometro e quota di risparmio riscontrata

2. ACCERTAMENTO
2.1 Elenco clienti e fornitori
2.2 Transfer Pricing - Remunerazione attesa dalle Amministrazioni estere per lattivit di distribuzione
2.3 Contenzioso
2.4 Autotutela
2.5 Avviso di accertamento per adesione Termini per limpugnativa
3. IVA
3.1 Iva per cassa e cessione del credito
3.2 Iva per cassa e pagamento non in contanti
3.3 Iva per cassa e note di variazione
3.4 Iva per cassa e operazioni internazionali
4. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI
4.1 Corrispettivo inferiore al valore di perizia
4.2 I diritti edificatori
4.3 Gli effetti dellomessa indicazione in Unico
5. IRAP
5.1 Deduzione sulle spese del personale
6. SCHEDE CARBURANTE
6.1 Acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o prepagate
7. SOCIETA IN PERDITA
7.1 Societ in perdita sistematica che detengono partecipazioni Causa di disapplicazione
7.2 Societ in perdita sistematica Divieto di compensazione del credito IVA:
decorrenza
7.3 Societ in perdita sistematica Calcolo della perdita fiscale
7.4 Societ in perdita triennale Calcolo della perdita fiscale
8. ALTRE MISURE PER LE IMPRESE
8.1 Distruzione accidentale di immobili rivalutati ai sensi del dl 185/2008
9. BLACK LIST
9.1 Costi
10. CONTENZIOSO
10.1 Contributo unificato
11. IMPOSTA DI BOLLO
11.1 Bollo ordinario su prodotti finanziari
12. SERVIZI AI CONTRIBUENTI
12.1 Cambio di quota di possesso di unattivit finanziaria

 

1. ACCERTAMENTO E REDDITOMETRO

 


 

1.1Redditest

 

Domanda

Durante la presentazione del Redditest si confermato che in presenza di "luce verde il contribuente non sar selezionato ai fini dei controlli da accertamento sintetico. Ci significa che se per ipotesi tale contribuente fosse comunque chiamato al contraddittorio preventivo potr eccepire la tenuta del suo reddito con lo strumento di compliance Redditest?

 

Risposta

Il ReddiTest esclusivamente uno strumento di autodiagnosi e orientamento per il contribuente nel quale lo stesso inserisce tutti i dati relativi alle spese sostenute dalla sua famiglia al fine di orientarsi circa la coerenza del proprio reddito familiare rispetto alle spese sostenute.

 

1.2 Redditometro e beni ad uso promiscuo

 

Domanda

Il decreto sul redditometro considera come non sostenute le spese per i beni e servizi relativi esclusivamente ed effettivamente allattivit dimpresa o di lavoro autonomo ma non dice nulla circa i beni ad uso promiscuo, quali ad esempio le autovetture. Come rileveranno pertanto tali beni ed in quale misura?

 

Risposta

I beni e servizi non esclusivamente ed effettivamente relativi allattivit dimpresa o di lavoro autonomo, come ad esempio le auto ad uso promiscuo, rilevano per la parte non riferibile al reddito professionale o dimpresa ovvero per la quota parte di spesa non fiscalmente deducibile.

 

1.3 Rapporti tra vecchio e nuovo redditometro

 

Domanda

Il nuovo redditometro presentato lo scorso 20 novembre a Roma senza dubbio una versione "evoluta di quello costruito sulla base del paniere di beni e servizi di cui al dm 10 settembre 1992. Come tale potr essere utilizzato dai contribuenti se ad essi pi favorevole durante i contraddittori relativi ad annualit basate ancora sul vecchio redditometro?

 

Risposta

La disposizione introdotta dallart. 22 del decreto legge n. 78/2010, alla quale il decreto del 24 dicembre 2012 d piena attuazione, prevede espressamente che le modifiche allarticolo 38, commi quarto, quinto, sesto, settimo e ottavo del D.P.R. n. 600 del 1973 hanno "e etto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non ancora scaduto alla data di entrata in vigore del decreto, ossia per gli accertamenti relativi ai redditi dellanno 2009 e seguenti.

 

1.4 Redditometro e quota di risparmio riscontrata

 

Domanda

In che termini, secondo lAgenzia, rileva ai fini del redditometro la "quota di risparmio riscontrata, prevista dal decreto attuativo del redditometro (articolo 3, comma 1, lettera e)?

 

Risposta

La quota di risparmio formatasi nel corso dellanno e non utilizzata per spese di investimento o per consumi concorre alla determinazione del reddito complessivo accertabile, come previsto dallart. 3 del decreto ministeriale 24/12/2012.

 


 

2. ACCERTAMENTO

 


 

2.1 Elenco clienti e fornitori

 

Domanda

Larticolo 36, comma 8-bis del decreto legge n. 179/2012, a seguito delle modifiche intervenute in sede di conversione nella legge n. 221/2012, con effetto dal 19 dicembre 2012, prevede lobbligo di presentazione dellelenco clienti e fornitori da parte degli agricoltori esonerati ai sensi dellarticolo 34, comma 6, del Dpr n. 633/72. Si chiede se tale obbligo sia gi decorrente dalla prossima scadenza del 30 aprile 2013 per lanno 2012 e se riguarda le operazioni di tutto lanno 2012.

 

Risposta

Larticolo 36, comma 8-bis del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, inserito dalla legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221, ha espressamente previsto che i produttori agricoli di cui allarticolo 34, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sono tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dellimposta sul valore aggiunto di cui allarticolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Tanto premesso, si ritiene che lobbligo di comunicazione espressamente previsto da detta disposizione entrata in vigore il 19 dicembre 2012, dato il limitato lasso di tempo trascorso fra tale ultima data e il 31 dicembre 2012, per finalit di semplificazione degli adempimenti, possa non essere adempiuto dai produttori agricoli per il 2012.

 

2.2 Transfer Pricing - Remunerazione attesa dalle Amministrazioni estere per lattivit di distribuzione.

 

Domanda

Tenuto conto che alcune Amministrazioni finanziarie estere presumono per le societ controllate estere una percentuale di redditivit costante per la remunerazione dellattivit di distribuzione, si chiede se la societ italiana controllante, titolare dei marchi, possa legittimamente garantire tale minima remunerazione alle societ distributrici mediante una politica di sconti volta a remunerare lattivit svolta, che non si esaurisce nella mera distribuzione ma comprende unimprescindibile funzione di promotion (talvolta di difficile quantificazione e documentazione).

 

Risposta

In linea generale, lapplicazione del principio del valore normale si basa su una comparazione tra le condizioni presenti nella transazione effettuata tra parti correlate e quelle presenti in transazioni tra imprese indipendenti.
Per determinare la remunerazione a valore normale da riconoscere al distributore non si pu prescindere, in generale, dallanalisi di tutti i fattori di comparabilit indicati dalle Guidelines OCSE: le caratteristiche dei beni o servizi venduti, il profilo funzionale e di rischio, le condizioni contrattuali, le circostanze economiche e le strategie di business.
In esito a tale analisi si proceder alla individuazione del metodo pi appropriato e, conseguentemente, alla determinazione della remunerazione spettante al distributore che tenga conto delle funzioni svolte e dei rischi assunti dallo stesso distributore nello svolgimento della sua attivit commerciale e promozionale.

 

2.3 Contenzioso

 

Domanda

La nuova procedura introdotta dalla legge di stabilit che consente ad istanza del contribuente di richiedere la sospensione della cartella e degli altri atti dellagente della riscossione si applica anche agli accertamenti esecutivi atteso che le norma fa riferimento anche alle "somme affidate allagente della riscossione e non solo alle iscrizioni a ruolo/cartelle?

 

Risposta

La legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilit 2013), allart. 1, comma 537, ha previsto che, a decorrere dallentrata in vigore della stessa, gli enti e le societ incaricate per la riscossione dei tributi sono tenuti a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione dei tributi, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore, effettuata ai sensi del successivo comma 538.
In base al tenore letterale della norma, lAgente della riscossione tenuto, quindi, a sospendere lattivit di riscossione anche con riguardo alle somme affidate in seguito alla notifica di un accertamento con valore di titolo esecutivo per il quale sia trascorso inutilmente il termine ultimo di pagamento.
Ovviamente, il contribuente che abbia ricevuto la notifica di un accertamento esecutivo potr richiedere la sospensione di cui trattasi solo dopo laffidamento del carico allagente della riscossione.

 


 

2.4 Autotutela

 

Domanda

Se lufficio riconosce alcuni errori nel proprio accertamento deve annullare latto ed emetterne uno nuovo o pu limitarsi a comunicare al contribuente che tali rilievi, viziati da errori, si intendono annullati in via di autotutela? In questa seconda ipotesi i termini per impugnare da quando decorrono (dalla notifica delloriginario atto poi corretto o dalla comunicazione delle correzioni pro contribuente?)

 

Risposta

Il potere di annullare o revocare dufficio gli atti illegittimi di natura tributaria, deriva dal generale potere di autotutela richiamato dallart. 2 quater del decreto legge n. 564 del 1994 e poi disciplinato nello specifico dal decreto ministeriale n. 37 del 1997.
Salvo che sia intervenuto giudicato favorevole allAmministrazione finanziaria, la stessa, ai sensi dellart. 2 di tale ultimo decreto pu procedere allannullamento totale o parziale dellatto impositivo, senza necessit di istanza di parte, qualora latto o la pretesa impositiva risultino illegittimi o infondati per i motivi citati a titolo esemplificativo nellambito dellarticolo stesso.
Nellipotesi in cui i vizi siano tali da incidere sulla validit dellatto impositivo, in quanto lo stesso sia carente di uno degli elementi essenziali indicati dallart. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973, lufficio ha la facolt di annullarlo totalmente ed emetterne uno nuovo, compatibilmente con gli ordinari termini di decadenza dellattivit accertativa, con tutti i requisiti previsti per la sua validit.
Se invece i vizi non incidono sulla validit dellatto, ad esempio si risolvono in un errore di calcolo, lufficio pu procedere a rettificare la pretesa impositiva attraverso unautotutela parziale, da comunicare al contribuente secondo quanto previsto dallart. 4 del decreto ministeriale n. 37 del 1997.
In questultimo caso, latto di autotutela parziale non si configura come un nuovo atto, sostitutivo del precedente annullato, bens come una rettifica delloriginaria pretesa impositiva; di conseguenza i termini per la presentazione del ricorso decorrono ai sensi dellart. 21 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dalla data di notifica dellatto originario.

 

2.5 Avviso di accertamento per adesione Termini per limpugnativa

 

Domanda

Se a seguito di avviso di accertamento e di sottoscrizione delladesione, il contribuente non provvede al pagamento nei 20 giorni successivi della somma prevista (o della prima rata) ladesione non si intende perfezionata. In tale ipotesi i termini per impugnare lavviso di accertamento si calcolano comunque in 150 giorni dalla data di notifica dellaccertamento?

 

Risposta

La presentazione dellistanza ai sensi dellart. 6 del decreto legislativo n. 218 del 1997 produce, in via preliminare, la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni.
Il mancato perfezionamento della definizione ai sensi dellart. 9 del medesimo decreto, non incide sul decorso del termine di sospensione, in quanto, non essendo previste cause di decadenza, non correlato allesito negativo.
Quindi, qualora il contribuente nei 20 giorni dalla sottoscrizione dellatto di adesione non esegua il versamento delle somme dovute o della prima rata, rimane comunque infacolt dello stesso di presentare ricorso, purch entro il termine di 150 giorni calcolati dalla data di notifica dellavviso di accertamento.
Pertanto, in linea con quanto precisato al paragrafo 4.2 della Circolare n. 65 del 28 giugno 2001, il mancato perfezionamento delladesione non preclude la ripresa del procedimento, nellambito dei residui termini di impugnazione ancora pendenti.

 

3. IVA

 

3.1 Iva per cassa e cessione del credito

 

Domanda

In relazione ai casi in cui lesigibilit dellIva si ricollega al pagamento del corrispettivo (regime di cassa art. 32-bis, decreto legge n. 83/2012, esigibilit differita art. 6, quinto comma, del d.P.R 633/72), si chiede di sapere se, ad avviso dellAgenzia, la cessione del credito realizzi oppure no il presupposto dellesigibilit e se, in caso affermativo, occorra distinguere a seconda che si tratti di cessione pro soluto oppure pro solvendo.

 

Risposta

Larticolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha introdotto nel nostro ordinamento il regime IVA di cassa, in vigore dal 1 dicembre 2012, ora pienamente operativo anche per effetto della presa datto formale da parte del Comitato IVA (in esito alla procedura di consultazione avviata ai sensi dellarticolo 167-bis della Direttiva del Consiglio 2006/112/CE del 28 novembre 2006), le cui modalit di applicazione sono contenute nel decreto ministeriale 11 ottobre 2012 e nel provvedimento del Direttore dellAgenzia 21 novembre 2012 .
In particolare, il citato articolo 32-bis prevede che " per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi e ettuate da soggetti passivi () nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nellesercizio di impresa, arte o professione, limposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.

Analogamente, larticolo 6, comma 5, del DPR n. 633 del 1972 dispone che "per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi () fatte allo Stato, agli organi dello Stato, ancorché dotati di personalit giuridica, agli enti pubblici territoriali () limposta diviene esigibile allatto del pagamento dei relativi corrispettivi .
Dato il tenore letterale delle predette disposizioni si ritiene che la cessione del credito, pro solvendo o pro soluto, non realizzi il presupposto dellesigibilit dellimposta.
Conseguentemente lincasso del prezzo di cessione del credito non assimilabile al pagamento del corrispettivo delle operazioni originarie e il cedente dovr corrispondere la relativa imposta solamente nel momento in cui il debitore ceduto pagher effettivamente il corrispettivo al cessionario del credito. Il soggetto passivo che trasferisce il credito avr, pertanto, lonere di informarsi circa lavvenuto pagamento del credito ceduto, poiché in tale momento che lIva relativa alloperazione originaria diventa esigibile e, quindi, deve essere inclusa nella relativa liquidazione di periodo. In alternativa, il soggetto passivo qualora non voglia farsi carico del predetto onere, al fine di non incorrere in sanzioni, pu includere, anticipatamente, lIVA relativa alloperazione originaria nella liquidazione del periodo in cui avvenuta la cessione del credito.

 

3.2 Iva per cassa e pagamento non in contanti

 

Domanda

Con riferimento al regime per cassa di cui allart. 32-bis, del decreto legge n. 83/2012, nella circolare n. 44/E del 26/11/2012 stato precisato che, in caso di pagamento non effettuato per contanti, il cedente/prestatore far riferimento alle risultanze dei propri conti dai quali risulta laccreditamento del corrispettivo (es. RI.BA., bonifico bancario). Si chiede di chiarire se sia rilevante il momento in cui il creditore ha notizia dellavvenuto accreditamento, oppure il momento dellaccreditamento, del quale il creditore potrebbe avere notizia ad esempio verificando tramite home banking i movimenti sul conto, indipendentemente dalleffettiva, formale conoscenza.

 

Risposta

Nel caso di pagamento del corrispettivo con mezzi diversi dal denaro contante ad esempio, mediante bonifico bancario lo stesso si considera incassato nel momento in cui si consegue leffettiva disponibilit delle somme, ossia quando si riceve laccredito sul proprio conto corrente, indipendentemente dalla sua formale conoscenza, che avviene attraverso linvio del documento contabile da parte della banca. Si tratta, tecnicamente, della cosiddetta "data disponibile, che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata pu essere effettivamente utilizzata.

 

3.3 Iva per cassa e note di variazione

 

Domanda

Il contribuente che si avvale del regime per cassa di cui allart. 32-bis, del decreto legge n. 83/2012, pu trovarsi ad emettere note di variazione comportanti la riduzione dellIva sulle operazioni imponibili effettuate, oppure a ricevere note di variazione comportanti aumento dellIva detraibile. In relazione al caso in cui tali documenti rettificativi siano emessi/ricevuti successivamente allincasso/pagamento della fattura originaria, si chiede di sapere se il contribuente, per poter contabilizzare la riduzione dellimposta dovuta o la maggiore imposta detraibile, debba attendere la previa regolazione dellaspetto finanziario con la controparte (o il decorso di un anno dalleffettuazione delloperazione).

 

Risposta

Come noto, per coloro che applicano il regime IVA per cassa, larticolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, dispone che lIVA relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di altri soggetti passivi IVA diventa esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi, ovvero, al pi tardi, decorso un anno dalleffettuazione operazione.
Nella circolare 44/E stato chiarito che, qualora in pendenza del termine di un anno dalleffettuazione delloperazione, sia emessa una nota di variazione in aumento ai sensi del primo comma dellarticolo 26 del d.P.R. n. 633 del 1972, anche per il nuovo ammontare dellimponibile o dellimposta lanno decorre dalla effettuazione della originaria operazione.
In proposito si precisa che qualora la nota di variazione in aumento sia emessa dopo il decorso di un anno limposta va computata nella prima liquidazione utile.
Con riguardo alle variazioni in diminuzione, effettuate nel rispetto delle condizioni di cui allarticolo 26, secondo e terzo comma, del DPR n. 633 del 1972, la predetta circolare ha precisato che dette variazioni che intervengono prima che limposta diventi esigibile rettificano direttamente limposta originaria. Diversamente, quelle che intervengono successivamente, possono essere computate nella prima liquidazione utile.

 

3.4 Iva per cassa e operazioni internazionali

 

Domanda

Secondo la circolare n. 44/2012, dal regime di cassa sono escluse anche le cessioni allesportazione e intracomunitarie, le operazioni assimilate, le prestazioni di servizi internazionali. Posto che, trattandosi di operazioni non imponibili, la questione dellesigibilit dellIva neppure si pone, si chiede se, affermando lesclusione, la circolare abbia inteso salvaguardare lordinario criterio per la detrazione dellIva sugli acquisti afferenti tali operazioni. Inoltre, poiché, secondo la stessa circolare, per evitare che, in presenza di operazioni attive escluse dal regime di cassa, anche la detrazione degli acquisti afferenti tali operazioni sia differita al momento del pagamento, necessario che il contribuente adotti la contabilit separata, si chiede conferma che, nellambito del regime di cassa, la separazione contabile riguardi, da un lato, le operazioni attive/passive rientranti nel regime particolare e, dallaltro, quelle escluse, indipendentemente dal fatto che si possano configurare o meno due distinte attivit.

 

Risposta

La relazione tecnica al decreto ministeriale 11 ottobre 2012 chiarisce che, previa separazione dellattivit, ai sensi dellarticolo 36 del D.P.R. n. 633/1972, il regime dellIVA per cassa pu essere adottato per le operazioni effettuate in applicazione delle regole ordinarie dellIVA, anche da soggetti che applicano sia regimi speciali IVA sia il regime ordinario.
Al riguardo si ricorda che, diversamente da quanto previsto dallart. 7 del decreto legge n. 185/2008, il regime dellIVA per cassa di cui allart. 32-bis del decreto legge n. 83/2012 si riferisce non alle singole operazioni, ma allattivit nel suo complesso, cio allinsieme delle operazioni attive e passive poste in essere dal contribuente. Di conseguenza, il differimento della detrazione dellIVA al momento del pagamento del prezzo opera con riferimento a tutti gli acquisti, e cio anche per quelli relativi ad operazioni attive escluse dallIVA per cassa, a meno che queste ultime e i relativi acquisti costituiscano, ai sensi del citato articolo 36 del DPR n. 633 del 1972, attivit separate. Non pertanto, possibile gestire separatamente le operazioni attive/passive escluse dal regime IVA per cassa, qualora queste non possano configurare una attivit separata ai sensi del citato articolo 36.

 

4. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

 


 

4.1Corrispettivo inferiore al valore di perizia

 

Domanda

Lattuale situazione di crisi comporta sovente che la cessione delle partecipazioni o dei terreni avvenga per un corrispettivo inferiore al valore di perizia. Per quanto riguarda le partecipazioni tale circostanza non dovrebbe comportare conseguenze nel presupposto che la cessione ad un prezzo inferiore comunque non genera minusvalenza deducibile (articolo 5 legge n. 448/2001). Per quanto riguarda i terreni dovrebbe comunque essere possibile fermo restando lobbligo di assolvere le imposte di registro ed ipocatastali sul valore di perizia (articolo 7 legge n. 448/2001). Solo a scelta del contribuente si potrebbe procedere a nuova perizia con un valore inferiore al precedente senza assolvere alcuna imposta sostitutiva ai sensi della lettera ee) dellarticolo 7, comma 2, del Dl n. 70/2011. Sono corrette queste considerazioni?

 

Risposta

La cessione di partecipazioni non negoziate, il cui valore o costo di acquisto stato rideterminato, ad un prezzo inferiore al valore di perizia non d luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti.
Per quanto riguarda la cessione di terreni, affinché il valore "rideterminato possa assumere rilievo agli effetti del calcolo della plusvalenza, necessario che esso costituisca valore normale minimo di riferimento anche ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali (articolo 7, comma 6, della legge n. 448 del 2001).
Pertanto, qualora il contribuente intenda avvalersi del valore rideterminato deve necessariamente indicarlo nellatto di cessione anche se il corrispettivo inferiore. In tal caso, le imposte di registro, ipotecarie e catastali devono essere assolte sul valore di perizia indicato nellatto di trasferimento.
Nel caso in cui, invece, nellatto di trasferimento sia indicato un valore inferiore a quello rivalutato, si rendono applicabili le regole ordinarie di determinazione delle plusvalenze indicate nellarticolo 68 del TUIR, senza tener conto del valore rideterminato.
Va tenuto presente, peraltro, che, il contribuente ha anche la possibilit di rideterminare nuovamente il valore del terreno detenuto, riferito alla data del 1 gennaio 2013.
Il contribuente che intende usufruire nuovamente della rideterminazione del valore del terreno (con riferimento alla data del 1 gennaio 2013), deve redigere la perizia giurata di stima entro il 30 giugno 2013, ovvero entro la data di stipula dellatto se la cessione avviene prima di tale termine e deve provvedere al versamento dellimporto eventualmente dovuto entro il 1 luglio 2013 ( poiché il termine del 30 giugno 2013, previsto dalla norma, cade di domenica).
Qualora limposta pagata in occasione della precedente rideterminazione sia maggiore di quella dovuta entro il 30 giugno 2013 non deve essere effettuato alcun versamento.
Al riguardo, appare opportuno precisare che, in tal caso, per espressa previsione normativa, la parte eccedente non pu essere chiesta a rimborso. I dati relativi alla nuova rideterminazione devono essere indicati nel quadro RM del modello di dichiarazione UNICO relativo allanno dimposta 2013.

 

4.2 I diritti edificatori

 

Domanda

I diritti edificatori (cubatura) previsti dallarticolo 5 del decreto legge n. 70 del 2011 ceduti autonomamente dal terreno o dal fabbricato sono assimilati agli immobili e, pertanto, rientrano nella fattispecie di cui allarticolo 67 del TUIR? In caso di risposta affermativa possono quindi essere oggetto di rivalutazione ai sensi del comma 473, articolo 1, legge n. 218/2012.

 

Risposta

I contratti che trasferiscono, costituiscono o modificano i diritti edificatori comunque denominati, previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale sono trascrivibili, pertanto tali diritti godono del medesimo regime pubblicitario dei diritti reali su beni immobili.
Si ritiene, quindi, che ai fini della possibilit di usufruire della procedura di rideterminazione del valore dei beni, lo ius aedificandi possa essere considerato distintamente ed autonomamente rispetto al diritto di propriet del terreno e che sia possibile provvedere alla rideterminazione del valore di tali diritti di cui il contribuente risulti titolare alla data del 1 gennaio 2013, facendo redigere apposita perizia giurata di stima entro il 30 giugno 2013 e versando entro la medesima data la relativa imposta sostitutiva dovuta ovvero la prima rata.

 

4.3 Gli effetti dellomessa indicazione in Unico

 

Domanda

Lomessa indicazione nel modello Unico (quadri RM od RT) delle rivalutazioni delle partecipazioni e dei terreni ha carattere formale e non pregiudica in alcun modo gli effetti della rivalutazione. E corretta questa considerazione?

 

Risposta

Come chiarito nella circolare n. 35/E del 4 agosto 2004 lopzione per la rideterminazione dei valori e la conseguente obbligazione tributaria si considerano perfezionate con il versamento dellintero importo dellimposta sostitutiva ovvero, in caso di pagamento rateale, con il versamento della prima rata.
Infatti, il contribuente pu avvalersi immediatamente del nuovo valore di acquisto ai fini della determinazione delle plusvalenze di cui allarticolo 67 del TUIR. Pertanto si ritiene che lomessa indicazione nel modello Unico dei dati relativi costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dal comma 1, dellarticolo 8 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (con un minimo di euro 258 fino ad un massimo di euro 2.065).
In ogni caso restano impregiudicati gli effetti della rideterminazione.

 

5. IRAP

 


 

5.1Deduzione sulle spese del personale

 

Domanda

Nel modello per listanza di rimborso delle imposte dirette a fronte della deduzione Irap sulle spese del personale, in caso di operazioni straordinarie listanza viene presentata dallavente causa. Si chiede conferma che questa procedura debba essere seguita anche nel caso degli eredi del contribuente deceduto, ovvero di conferimento di impresa individuale in societ.

 

Risposta

Lart. 2, comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 ha previsto, a decorrere dal periodo dimposta 2012, la deduzione, ai fini delle imposte sui redditi, dellIRAP riguardante la quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato. Il successivo comma 1-quater (introdotto dallart. 4, comma 2, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16) ha stabilito che la deduzione pu essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 2012, salvo che alla data del 28 dicembre 2011 non sia trascorso il termine di 48 mesi per chiedere il rimborso, ai sensi dellart. 38 del dPR n. 602 del 1973.
Nelle istruzioni per la compilazione dellistanza di rimborso vengono disciplinate le ipotesi di operazioni straordinarie con estinzione del soggetto dante causa (fusione per incorporazione e scissione totale). In particolare, viene evidenziato che lincorporante o la beneficiaria devono presentare listanza per conto del soggetto estinto al fine di evidenziare le maggiori perdite rideterminate e maturate in un periodo di imposta anteriore al trasferimento. Dette maggiori perdite, se trasferite al soggetto avente causa, possono essere da questi utilizzate per la richiesta di rimborso ai sensi del citato comma 1-quater, mediante apposita istanza, oppure in caso di mancato utilizzo ai detti fini, a riduzione del reddito nella prima dichiarazione utile.
Tanto premesso, si ritiene che in caso di conferimento dazienda il rimborso relativo alla deduzione riferita ad anni anteriori al trasferimento spetti al conferente, in quanto il credito non viene trasmesso alla conferitaria. Il conferimento non produce, infatti, gli stessi effetti delle sopra richiamate operazioni straordinarie e lavente causa non subentra a titolo universale in tutte le posizioni attive e passive del dante causa.
Diversamente, in caso di successione mortis causa, la richiesta di rimborso deve essere presentata dallerede che subentra nella stessa posizione giuridica del de cuius. In tale caso, lerede del contribuente deceduto tenuto a compilare il frontespizio indicando nella sezione "Dati del contribuente i dati del de cuius e nella sezione "Dati relativi al rappresentante firmatario dellistanza i dati dellerede che presenta listanza; inoltre, nel campo "Codice carica di tale ultima sezione va indicato il codice carica 7 (Erede).

 

6. SCHEDE CARBURANTE

 


 

6.1Acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o prepagate

 

Domanda

Il comma 3-bis dellart. 1 del D.P.R. n. 444/1997, come introdotto dallart. 7, comma 2, lett. P) del decreto legge n. 70/2011, stabilisce una deroga dallobbligo di istituzione della scheda carburante per i soggetti "che e ettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti agli obblighi di comunicazione alla c.d. anagrafe tributaria. Nella Circolare 9 novembre 2012, n. 42 stato affermato che lutilizzo dellavverbio "esclusivamente determina una sostanziale alternativit fra le due modalit di certificazione scheda carburante vs. strumenti di pagamento elettronico che deve ritenersi vincolante per il contribuente per lintero periodo dimposta.
Tale rigorosa affermazione non trova immediato riscontro nella formulazione letterale della norma ed inoltre vanificherebbe parzialmente la ratio semplificatrice ad essa sottesa, posto che il contribuente che decidesse di passare in corso danno alla modalit di certificazione degli acquisti mediante strumenti di pagamento elettronico dovrebbe comunque attendere linizio del successivo periodo dimposta per usufruire dellesonero dallobbligo di istituzione della scheda carburante. Ci posto, si chiede di conoscere se, meglio apprezzata la materia, al contribuente che intenda passare in corso danno alla modalit di certificazione mediante utilizzo di strumenti di pagamento elettronico sia consentito laccesso al regime di esenzione dalla scheda carburante anche nel corso del periodo dimposta pur in presenza di taluni presidi come il fatto che (i) detto passaggio avvenga in concomitanza con la chiusura di uno dei periodi infra-annuali di liquidazione IVA e (ii) la nuova modalit di certificazione sia mantenuta dal contribuente sino al termine del periodo dimposta.

 

Risposta

Come gi chiarito con la circolare n. 42/E del 2012, le modifiche normative introdotte dal decreto sviluppo in materia di scheda carburante sono finalizzate ad introdurre, in unottica di semplificazione, un sistema documentale alternativo rispetto alla disciplina prevista dal d.P.R. n. 444 del 1997.
In base al tenore letterale della disposizione che consente la certificazione dellacquisto di carburante con modalit semplificate rispetto alla scheda carburante solamente per quanti effettuano i predetti acquisti "esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate stato chiarito che i due sistemi di certificazione risultano tra loro alternativi.
Lutilizzo dellavverbio esclusivamente deve, infatti, ritenersi riferito alla modalit di certificazione scelta dal contribuente per documentare tali spese/costi. La possibilit riconosciuta dal legislatore di avvalersi di un sistema di documentazione semplificato rispetto a quello della scheda carburante per la documentazione delle operazioni di acquisto del carburante deve ritenersi limitata alle ipotesi in cui la scelta di tale sistema documentale sia integrale.
Ci nondimeno, lesclusivit nelle modalit di certificazione di tali operazioni che deve ritenersi comunque necessaria non pregiudica la possibilit, per il contribuente, di passare in corso danno dal vecchio al nuovo sistema di certificazione. Ci, purché, a partire da tale momento verosimilmente coincidente con la conclusione delle operazioni per la liquidazione dellIva -, le operazioni di acquisto di carburante vengano documentate "esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

 

7. SOCIETA IN PERDITA

 


 

7.1 Societ in perdita sistematica che detengono partecipazioni Causa di disapplicazione

 

Domanda

Si chiede se una societ in perdita sistematica che detiene partecipazioni immobilizzate in societ indicate nella lettera d), nn. 1-2-3, del provvedimento direttoriale
in data 11 giugno 2012, ma che non in grado di utilizzare la causa di disapplicazione ivi prevista (in quanto svolge attivit diverse da quelle strettamente funzionali alle partecipazioni), pu, nel calcolo del reddito minimo previsto dallarticolo 30 della L. 724/1994, non considerare il valore di tali partecipazioni, analogamente a quanto stabilito per le societ non operative dalla lettera e) del provvedimento direttoriale del 14 febbraio 2008 e dalla circolare 9/E/2008.

 

Risposta

A differenza di quanto previsto dallanaloga causa di disapplicazione della disciplina sulle societ "non operative prevista dalla lettera e) del paragrafo 1 del Provvedimento del 14 febbraio 2008 (in cui espressamente previsto che: "La disapplicazione opera limitatamente alle predette partecipazioni.), la causa di disapplicazione della disciplina sulle societ in perdita sistematica di cui alla lettera d) del paragrafo 1 del Provvedimento dell11 giugno 2012 non opera in modo "parziale.
Come si evince dalla lettura di questultimo provvedimento, infatti, la causa di disapplicazione in esame implica un giudizio di "prevalenza che inconciliabile con una disapplicazione "parziale della disciplina in esame.
Pertanto, il soggetto interessato potr disapplicare in toto la disciplina delle societ in perdita sistematica qualora il valore economico delle proprie partecipazioni, iscritte esclusivamente tra le immobilizzazioni finanziarie, riconducibile alle societ indicate ai nn. 1, 2 e 3 della citata lettera d), sia prevalente rispetto al valore (economico) di tutte le partecipazioni di cui dispone.

 

7.2 Societ in perdita sistematica Divieto di compensazione del credito IVA: decorrenza.

 

Domanda

Si chiede di conoscere lesercizio a partire dal quale ad una societ in perdita fiscale nel triennio 2009-2011, che non usufruisce di alcuna causa di esclusione o disapplicazione, e che diventa dunque di comodo nellesercizio 2012, preclusa la compensazione delcredito annuale IVA. Si ritiene che il divieto in esame scatti dal 1 gennaio 2013 con riferimento al credito emergente dalla dichiarazione riferita al 2012, che costituisce il periodo di imposta di applicazione della norma. Dovrebbe a nostro avviso escludersi che tale preclusione possa invece riguardare le compensazioni avvenute nel 2012 e riferite al credito annuale 2011.

 

Risposta

Per le societ non operative stato chiarito (con la Circolare del 4 maggio 2007, n. 25/E e con la Risoluzione del 10 agosto 2007, n. 225/E) che le limitazioni allutilizzo delleccedenza annuale IVA a credito di cui allarticolo 30, comma 4, primo periodo, della legge n. 724 del 1994, si riferiscono al credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale del periodo dimposta relativamente al quale non stato superato il c.d. test di operativit di cui al comma 1 del citato articolo 30.
Con riferimento alle societ in perdita sistematica, la circostanza che si siano verificati tre periodi di imposta consecutivi in perdita fiscale concretizza il presupposto per applicare la disciplina delle societ "di comodo a decorrere dal quarto periodo di imposta successivo, anche ai fini delle limitazioni allutilizzo del credito IVA di cui al richiamato comma 4, primo periodo.
Pertanto, tali limitazioni si riferiscono alleccedenza relativa al periodo dimposta in cui trova applicazione la disciplina sulle societ "di comodo.
Conseguentemente, con riferimento alla situazione illustrata nellesempio proposto, le limitazioni allutilizzo del credito annuale IVA, disposte dallarticolo 30, comma 4, primo periodo, opereranno in riferimento al credito annuale IVA emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo dimposta 2012.

 

7.3 Societ in perdita sistematica Calcolo della perdita fiscale

 

Domanda

In relazione alla disposizione sulle societ in perdita sistematica, si chiede come debba essere considerato, ai fini della verifica della esistenza della condizione che fa scattare la norma, un reddito dichiarato per importo superiore al minimo degli enti di comodo, che viene compensato con perdite pregresse fino al ridurlo al di sotto della soglia. Ad esempio: una societ ha realizzato nel 2009 una perdita di 1.200 e nel 2010 una perdita di 500. Nellesercizio 2011 la societ consegue un reddito di 1.000, ridotto a 200 a seguito dellutilizzo all80% di perdite pregresse. Ipotizzando che il reddito minimo per le societ di comodo sia 900, il reddito dellesercizio 2011 va considerato superiore o inferiore a tale reddito minimo? E conseguentemente la societ o non in perdita sistematica nel triennio 2009-2011?

 

Risposta

Il comma 36-undecies dellarticolo 2 del decreto legge n. 138 del 2011 prevede che la disciplina sulle societ in perdita sistematica trova applicazione anche qualora, nel c.d. triennio di osservazione, il soggetto interessato sia per due periodi dimposta in perdita fiscale ed in uno abbia dichiarato un reddito inferiore allammontare determinato ai sensi dellarticolo 30, comma 3, della legge n. 724 del 1994 (il c.d. reddito minimo presunto).
Dato il rinvio del legislatore al "reddito dichiarato, si deve intendere che questo si riferisca al reddito ai fini Ires del periodo dimposta come risultante dalla relativa dichiarazione, cio, al reddito complessivo al lordo dellutilizzo delle eventuali perdite dei precedenti esercizi.
In risposta allesempio proposto, dunque, per verificare se il "reddito dichiarato inferiore al reddito minimo presunto ai fini del triennio di osservazione, il soggetto interessato dovr raffrontare lammontare del reddito imponibile minimo, con il reddito complessivo analiticamente determinato. Ne deriva che il soggetto in questione non considerato in perdita fiscale ai fini della disciplina in esame per il periodo dimposta 2011 perché il suo reddito complessivo (1.000) superiore al reddito imponibile minimo (900).

 

7.4 Societ in perdita triennale Calcolo della perdita fiscale

 

Domanda

Si chiede come debba essere considerato, ai fini della verifica della esistenza di una perdita fiscale nel periodo di osservazione, il reddito adeguato al minimo per effetto della applicazione della normativa sugli enti di comodo. Ad esempio: una societ in perdita fiscale nel triennio 2009-2011; nellesercizio 2012, la societ consegue una ulteriore perdita, ma dichiara un reddito pari al minimo delle societ di comodo. Per il nuovo periodo di osservazione valido per lesercizio 2013 (triennio 2010-2012), il reddito del periodo di imposta 2012 come si considera: perdita o reddito non inferiore al minimo? La societ di comodo per il 2013?

 

Risposta

Il comma 36-decies dellarticolo 2 del decreto legge n. 138 del 2011 individua come presupposti per lapplicazione della disciplina sulle societ in perdita sistematica la presenza di "dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi dimposta. A decorrere dal successivo quarto anno, i soggetti interessati saranno considerati come non operativi e dovranno dichiarare un reddito non inferiore a quello c.d. minimo presunto determinato secondo larticolo 30, comma 3, della legge n. 724 del 1994.
Ai fini della verifica della esistenza di una perdita fiscale nel periodo di osservazione, il reddito adeguato al minimo per effetto della applicazione della normativa sugli enti di comodo non assume alcuna rilevanza, dovendo il soggetto interessato fare riferimento al reddito imponibile complessivo analiticamente determinato.
Rispondendo allesempio formulato: data una perdita fiscale per i periodi dimposta 2009, 2010 e 2011, la societ considerata in perdita sistematica per il successivo anno 2012 (a prescindere dal suo risultato di periodo). In questultimo anno, pertanto, dovr dichiarare un reddito almeno pari al c.d. reddito minimo presunto di cui allarticolo 30, comma 3, della L. n. 724 del 1994.
Per verificare lapplicazione della disciplina sulle societ in perdita sistematica per il 2013, la medesima societ dovr prendere in considerazione i risultati del triennio di osservazione costituito dai periodi dimposta: 2010, 2011 e 2012. A tal fine, per il 2012, rilever il risultato di periodo analiticamente determinato.
Pertanto, essendo il 2010, 2011 e 2012 in perdita fiscale (come riportato nellesempio), per il 2013, la societ sar considerata in perdita sistematica, a nulla rilevando che abbia dichiarato un reddito minimo presunto.

 

8. ALTRE MISURE PER LE IMPRESE

 


 

8.1 Distruzione accidentale di immobili rivalutati ai sensi del dl 185/2008

 

Domanda

Molte societ con sede nei comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 hanno subito la distruzione di fabbricati strumentali per i quali avevano usufruito della rivalutazione prevista dallarticolo 15, commi 16 e segg., decreto legge n. 185/2008, con affrancamento fiscale dei maggiori valori. Si chiede conferma del fatto che, non essendo la distruzione (oppure il danneggiamento accidentale a seguito, ad esempio, di un incendio) ricompresa tra le ipotesi che, qualora verificatesi prima del 2014, fanno decadere gli effetti della rivalutazione (cessione a titolo oneroso, assegnazione ai soci, destinazione a finalit estranee allesercizio dellimpresa), la minusvalenza realizzata sullimmobile distrutto, per la parte corrispondente alla rivalutazione, dovr essere recuperata a tassazione nel 2012, per essere poi dedotta, in unica soluzione, nel 2013 (variazione in diminuzione nel mod. Unico 2014), esercizio di ordinaria decorrenza degli effetti della rivalutazione in esame.

 

Risposta

La disciplina di rivalutazione prevista dallarticolo 15, commi 16 e seguenti del decreto legge n. 185 del 2008 prevede il venir meno degli effetti fiscali nellipotesi in cui, prima del 2014 (contribuenti con periodo dimposta coincidente con lanno solare), i beni rivalutati siano ceduti a titolo oneroso, assegnati ai soci, destinati a finalit estranee allesercizio dellimpresa o al consumo personale o familiare dellimprenditore. In tali ipotesi, , comunque, riconosciuto al cedente un credito dimposta pari allammontare dellimposta sostitutiva riferibile alla rivalutazione dei beni ceduti.
Ci premesso, si evidenzia che la distruzione, il danneggiamento o la perdita dei beni rivalutati, come conseguenza dellevento sismico avvenuto nel 2012, non rientra tra le predette ipotesi di decadenza (cfr. anche circolare n. 9 del 10 aprile 1991 del Ministero delle Finanze a commento della precedente legge di rivalutazione n. 408 del 29 dicembre 1990). Di conseguenza, il maggior valore rivalutato, imputato a conto economico nel 2012, potr essere fiscalmente riconosciuto nel 2013, ossia nel periodo dimposta in cui ordinariamente decorrono gli effetti fiscali della rivalutazione in esame.

 

9. BLACK LIST

 


 

9.1Costi

 

Domanda

Unimpresa ha effettuato acquisti con operatori black list, omettendo di indicare separatamente i relativi importi nella dichiarazione dei redditi nel periodo di riferimento. Qualora, in sede di controllo da parte dellAmministrazione finanziaria, la predetta impresa riesca a dimostrare lesistenza di una delle esimenti richiamate nellarticolo 110, comma 11,del TUIR, pu essere sanzionata esclusivamente in misura fissa per la violazione formale dellomessa indicazione separata, ai sensi dellarticolo 8, comma 1, del d.lgs. n. 471 del 1997?

 

Risposta

Il quesito posto pu essere risolto rinviando allorientamento espresso con la Circolare del 3 novembre 2009, n. 46/E, paragrafo 4.2, in cui stato affrontato il caso di un contribuente che, pur avendo fornito le esimenti previste ai fini della disapplicazione della norma antielusiva, ha omesso di indicare separatamente nella dichiarazione dei redditi i costi sostenuti nei confronti di operatori residenti in Paesi a fiscalit privilegiata e non ha presentato la dichiarazione integrativa con lindicazione dei predetti costi, ovvero ha presentato tale dichiarazione solo successivamente alla formale conoscenza dellavvio dei controlli dellAmministrazione finanziaria.
Con il citato documento di prassi stato chiarito che a tale fattispecie risulta applicabile la sanzione proporzionale di cui allarticolo 8, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 471 del 1997, stabilita in misura pari al 10 per cento dellimporto complessivo dei costi non indicati separatamente, con un minimo di euro 500 ed un massimo di euro 50.000.
Tale sanzione, infatti, volta proprio a preservare lobbligo dichiarativo che consente allAmministrazione finanziaria di indirizzare puntualmente i controlli verso quelle operazioni per le quali il legislatore ha voluto alzare la soglia di attenzione, poiché effettuate con soggetti residenti o localizzati in Paesi a fiscalit privilegiata e, quindi, potenzialmente elusive.
Naturalmente, in questa ipotesi, avendo limpresa dimostrato la sussistenza di una delle esimenti di cui allarticolo 110, comma 11, del TUIR, ammessa la deducibilit dei costi in esame ai fini della determinazione del reddito complessivo.

 

10. CONTENZIOSO

 


 

10.1 Contributo unificato

 

Domanda

Il contributo unificato nel processo tributario ha assorbito in buona sostanza la precedente imposta di bollo per gli atti del processo. In tale contesto ancora dovuta limposta di bollo per la delega alla partecipazione alla pubblica udienza che viene rilasciata ad altro difensore?

 

Risposta

Larticolo 18, comma 1, del d.P.R. n. 115 del 2002 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), come riformulato con la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilit 2013), prevede che: "Agli atti e provvedimenti del processo penale, con la esclusione dei certificati penali, non si applica limposta di bollo. Limposta di bollo non si applica altres agli atti e provvedimenti del processo civile, compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, del processo amministrativo e nel processo tributario, soggetti al contributo unificato. Limposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche, comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purché richieste dalle parti processuali. Atti e provvedimenti del processo sono tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti, necessari o funzionali.
Con riferimento a tale ultimo periodo, con circolare 14 agosto 2002, n. 70, stato chiarito che deve intendersi per

-atti antecedenti, quelli che precedono in senso logico il procedimento stesso. Lantecedenza, per, non deve essere interpretata nel senso puramente cronologico, quanto, piuttosto, nel suo rapporto di funzionalit o di necessariet con il procedimento giurisdizionale;
- atti "necessari , gli atti e provvedimenti indispensabili (conditio sine qua non) per lesistenza di quelli strettamente procedimentali, anche se non hanno la stessa natura di questultimi perché non fanno parte del procedimento giurisdizionale (criterio della necessit);
- atti "funzionali, quelli posti in essere in dipendenza o al fine di ottenere un atto o provvedimento del procedimento giurisdizionale, ovvero, pi genericamente, in vista degli stessi, anche se la loro esistenza non condizione necessaria di procedibilit (criterio teleologico).
A parere dellAgenzia, anche latto di delega alla partecipazione alla pubblica udienza rilasciato al difensore rientra tra gli atti funzionali al processo tributario e, in quanto tale, non deve essere assoggettato allimposta di bollo.

 

11. IMPOSTA DI BOLLO

 


 

11.1 Bollo ordinario su prodotti finanziari

 

Domanda

E corretto ritenere che se una polizza finanziaria estera intestata ad una fiduciaria italiana e la compagnia estera non ha optato per il versamento del bollo virtuale, la fiduciaria computa limposta di bollo ordinaria annualmente, ma la preleva e la versa allerario solo alla scadenza della polizza?

 

Risposta

Con riferimento alle polizze assicurative, il decreto ministeriale 24 maggio 2012 allarticolo 3, comma 7, chiarisce che limposta di bollo di cui allarticolo 13, comma 2-ter, calcolata per ciascun anno, dovuta allatto del rimborso o del riscatto.
In merito, la circolare 48/E del 2012 ha precisato che nel caso in cui le imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libert di prestazione di servizi non esercitino lopzione di cui allarticolo 26-ter del dPR 600/73 o non richiedano lautorizzazione al pagamento dellimposta di bollo in modo virtuale, se le polizze sono oggetto di un contratto di amministrazione con una societ fiduciaria residente o sono custodite, amministrate o gestite da intermediari residenti, comunque dovuta, a decorrere dal 2012, limposta di bollo di cui al citato articolo 13, comma 2-ter, del dPR n. 642 del 1972.
In tal caso, limposta deve essere applicata dalla societ fiduciaria o dallintermediario residente secondo le modalit sopraindicate, ovvero occorre procedere al calcolo dellimposta per ciascun anno ed applicare limposta allatto del rimborso o del riscatto della polizza.
Con la circolare 2 luglio 2012, n. 28, stato, inoltre, precisato che nel caso in cui il rapporto con la fiduciaria o con lintermediario residente si interrompe, tali soggetti devono applicare fino a tale data limposta di bollo calcolata per ciascun anno.

 

12. SERVIZI AI CONTRIBUENTI

 


 

12.1 Cambio di quota di possesso di unattivit finanziaria

 

Domanda

Se in corso danno cambia la quota di possesso di unattivit finanziaria, nella colonna 2 ("Quota di possesso) cosa si indica? Poiché deve essere compilata una riga per ogni conto corrente, libretto di risparmio o altro investimento, probabilmente nella colonna 2 in questi casi occorre indicare la quota di possesso ponderata con i giorni di possesso. Ad esempio, se una persona fisica ha detenuto un titolo al 100% per 146 giorni e al 50% per 219 giorni, la quota di possesso sar (100% x 146+ 50% x 219) : 365 = 70%. E corretto?

 

Risposta

Limposta sul valore della attivit finanziarie detenute allestero dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione ai sensi dellarticolo 19, comma 19, del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, come precisato con la circolare n. 28/E del 2012.
Pertanto, nel modello Unico PF, quadro RM, lIVAFE calcolata per tutte le attivit finanziarie detenute allestero, compresi i conti correnti e libretti, in relazione alla quota e al periodo di possesso.
Il modello predisposto per lindicazione analitica delle attivit finanziarie; per ciascuna attivit, esclusi i conti correnti e i libretti, devono essere compilati pi righi qualora nel corso dellanno siano variati la quota o il periodo di possesso.
Pertanto, nellesempio riportato nel quesito occorre compilare due distinti righi:

- in un rigo va indicato nella colonna 2 (quota di possesso) il valore 100 e nella colonna 3 (periodo) il valore 146;
- nel secondo rigo va indicato nella colonna 2 (quota di possesso) il valore 50 e nella colonna 3 (periodo) il valore 219.
Nel caso in cui lattivit finanziaria detenuta allestero riguardi conti correnti o libretti, considerato che il limite per il pagamento dellimposta si riferisce al valore medio di giacenza pro quota, il contribuente deve compilare un solo rigo anche nel caso in cui sia variata la quota di possesso nel corso dellanno. Solamente in tale ipotesi, nella colonna 2 la quota di possesso deve essere ponderata con riferimento ai giorni di possesso. Pertanto qualora lesempio riportato nel quesito fosse riferito ad un conto corrente con il valore di giacenza media pari a 10.000 euro, deve essere compilato un solo rigo indicando:

* nella colonna 1 (valore attivit finanziaria) 10.000;
* nella colonna 2 (quota di possesso) il valore 70 (quota di possesso ponderata con riferimento ai giorni di possesso);
* nella colonna 3 (periodo) il valore 365;
* nella colonna 4 (imposta calcolata) (34,20 x 70% x 365): 365, pari a 23,94, importo arrotondato a 24 che, in assenza di credito dimposta, costituisce anche limporto di colonna 6.

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