Lunedì 28 febbraio 2011

Scadenze area fiscale

AUTORIZZAZIONE AD EFFETTUARE OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE AI SENSI DEL COMMA 7-BIS DELL’ART. 35 DEL DECRETO IVA-SOGGETTI CON DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ AI FINI IVA PRESENTATA DAL 31 MAGGIO 2010 E AL 28 FEBBRAIO 2011

Entro la data in esame, dall’archivio dei soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie sono esclusi i soggetti che hanno presentato la dichiarazione di inizio attività a partire dal 31 maggio 2010 senza manifestare, secondo le modalità la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie o quelli che, in mancanza, non hanno, comunque, posto in essere nel secondo semestre 2010 operazioni intracomunitarie e adempiuto agli obblighi di presentazione dei relativi elenchi riepilogativi.
I medesimi soggetti, se intendono porre in essere operazioni intracomunitarie, possono richiedere l’inclusione nell’archivio dei soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie procedendo a:
- dichiarare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie mediante apposita istanza da presentare direttamente ad un ufficio dell’Agenzia delle entrate;
- comunicare, mediante apposita istanza da presentare direttamente ad un ufficio dell’Agenzia delle entrate la volontà di retrocedere da tale opzione, che decorre dalla data di acquisizione dell’apposita istanza da parte dell’Agenzia stessa;
mentre i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA (modello ANR) ai sensi dell’art. 35-ter del decreto Iva, hanno la possibilità di esprimere la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie mediante apposita istanza da presentare direttamente al Centro Operativo di Pescara, al quale dovrà anche essere comunicata, con le medesime modalità, anche la volontà di retrocedere dall’opzione.
Si ritiene opportuno puntualizzare che entro trenta giorni dalla ricezione della dichiarazione di volontà a porre in essere operazioni intracomunitarie, l’Agenzia verifica che i dati forniti siano completi ed esatti ed effettua una valutazione preliminare degli stessi dati e del rischio.
In caso di esito negativo, la struttura dell’Agenzia competente per le attività di controllo ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, entro i suddetti trenta giorni, procederà ad emanare il provvedimento di diniego fondato sugli esiti della valutazione dei seguenti elementi:
- mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal decreto Iva, che comportano la cessazione d’ufficio della partita IVA;
- mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal decreto Iva e dalla normativa collegata legittimanti l’inclusione nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie;
- analisi del rischio della posizione del contribuente;
- riscontro circa l’esattezza e la completezza dei dati forniti per la identificazione ai fini dell’IVA;
- verifica delle situazioni in cui il soggetto identificato ai fini dell’IVA che ha dichiarato di non esercitare più la propria attività economica o per il quale l’Amministrazione finanziaria ha rilevato che non eserciti più l’attività economica oppure nell’ipotesi in cui il soggetto che ha dichiarato dati falsi per un’identificazione IVA o non ha comunicato eventuali cambiamenti dei propri dati tali che, se l’Amministrazione tributaria ne fosse stata a conoscenza, avrebbe rifiutato l’identificazione ai fini IVA o avrebbe cessato d’ufficio la partita IVA;
- riscontro di gravi inadempimenti relativi agli obblighi dichiarativi IVA nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di presentazione della dichiarazione di volontà;
- precedente coinvolgimento in frodi fiscali del titolare della ditta individuale, del rappresentante legale, degli amministratori o dei soci del soggetto richiedente l’autorizzazione;
- altri elementi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria rappresentativi di criticità e di rischio.
Nei confronti dei soggetti inclusi nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie vengono effettuati controlli più approfonditi entro sei mesi dalla ricezione della dichiarazione di volontà.
A seguito di questi controlli, l’eventuale esclusione dall’archivio dei soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie viene effettuata con provvedimento di revoca emesso dalla struttura dell’Agenzia competente per le attività di controllo ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ed è subordinata ad una ulteriore specifica valutazione della posizione del contribuente.
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