Venerdì 25 luglio 2014

Terzo settore: via libera da parte del Consiglio dei Ministri alla riforma

a cura di: TuttoCamere.it
Il Consiglio dei Ministri del 10 luglio 2014 ha dato via libera al disegno di legge delega al Governo per la riforma del Terzo settore, recante “Disposizioni per promuovere e favorire l’autonoma iniziativa delle persone, singole e associate, per lo svolgimento di attività di interesse generale”.
Quando si parla di “Terzo settore” si fa riferimento a quel complesso di istituzioni che all'interno del sistema economico si collocano tra lo Stato (Primo settore) e il mercato (Secondo settore), ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro;; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva; si tratta delle cooperative sociali, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni di volontariato, delle organizzazioni non governative (ONG), delle ONLUS, ecc.

Il disegno di legge, che si compone di 7 articoli, prevede una serie di interventi normativi volti a introdurre misure per la riorganizzazione del mondo no profit, valorizzando il potenziale di crescita e occupazionale insito nell’economia sociale e nelle attività svolte dal Terzo settore.

Il disegno di legge delega il Governo:
- al riordino della disciplina organica degli enti del Libro I, Titolo II, del Codice civile (artt. 14 - 42);
- al riordino della disciplina in materia di associazionismo, di volontariato (L. n. 266/1991) e di promozione sociale (L. n. 383/2000);
- al riordino e alla revisione dell’attuale disciplina in materia di impresa sociale (D.Lgs. n. 155/2006);
- alla revisione dell’attuale disciplina del servizio civile (D.Lgs. n. 77/2002 e L. n. 64/2001), finalizzata all’istituzione di un servizio civile nazionale universale che favorisca l’inserimento lavorativo dei giovani;
- al riordino e all’armonizzazione del sistema tributario e delle forme di fiscalità di vantaggio e di sostegno economico applicabile agli enti no profit.

I principi e i criteri direttivi previsti sono finalizzati ad introdurre un regime di tassazione che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente, del divieto di distribuzione degli utili e dell’impatto sociale per le attività svolte.
Infine, il disegno di legge prevede interventi di razionalizzazione del sistema delle erogazioni liberali deducibili e detraibili, la stabilizzazione dell’istituto del 5 per mille, l’introduzione di meccanismo volti alla diffusione dei titoli di solidarietà e di altre forme di finanza sociale, nonché l’individuazione di modalità per l’assegnazione agli enti di immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata.

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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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