Venerdì 4 settembre 2015

Statuto dei diritti del contribuente: nuove disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente

a cura di: TuttoCamere.it
E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2015, il Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, recante "Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23".

Il decreto prefigura l'introduzione, nel c.d. "Statuto dei diritti del contribuente", approvato con la legge 27 luglio 2000, n. 212, della nuova disciplina dell'abuso del diritto / elusione fiscale.

L'approdo del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale segna l'introduzione nel nostro ordinamento della nuova fattispecie dell'abuso del diritto, in ossequio alle previsioni della delega fissata dall'art. 5 della legge n. 23/2014 (recante "Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita").
Alla citata legge n. 212/2000 viene aggiunto l'articolo 10-bis, con il quale viene disciplinato "l'abuso del diritto o elusione Fiscale", che vengono così unificati in un unica fattispecie di portata generale riferibile a tutti i tributi, le imposte sui redditi e le imposte indirette.

All'articolo 1 viene quindi offerta una definizione dell'abuso del diritto che si configura in presenza di una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.
Non vengono invece considerate abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, che rispondono «a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell'impresa ovvero dell'attività professionale del contribuente».

Con la finalità di rinforzare la certezza del diritto tra fisco e contribuente, il decreto prevede che l'abuso del diritto debba essere accertato con un apposito atto preceduto, a pena della nullità, dalla notifica di una richiesta di chiarimenti da fornire «entro il termine di sessanta giorni»; in tale notifica si dovranno specificare i «motivi per i quali si ritiene configurabile un abuso».

Inoltre, il decreto specifica che «in sede di accertamento l'abuso del diritto può essere configurato solo se i vantaggi fiscali non possono essere disconosciuti contestando la violazione di specifiche disposizioni tributarie». In pratica, laddove si è in presenza di evasione non si può individuare l'abuso del diritto.

L'entrata in vigore del provvedimento è prevista per il 2 settembre 2015, anche se, secondo quanto stabilito dal comma 5 dell'art. 1, "Le disposizioni dell'articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, hanno efficacia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano anche alle operazioni poste in essere in data anteriore alla loro efficacia per le quali, alla stessa data, non sia stato notificato il relativo atto impositivo.".

Ciò vuol dire due cose: la prima, che il decreto entrerà a pieno regime solo dal 1° ottobre 2015; la seconda, che avrà efficacia retroattiva, per le operazioni poste in essere anteriormente, per le quali non è ancora stato notificato alcun atto impositivo.
 
Per scaricare il testo del decreto clicca qui.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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