Venerdì 29 luglio 2016

Silenzio-assenso tra pubbliche amministrazioni - Il parere del Consiglio di Stato sull'art. 17-bis della L. n. 241 del 1990

a cura di: TuttoCamere.it

Con nota del 31 maggio 2016, prot. n. 207/16/UL/P., l'Ufficio legislativo del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha trasmesso al Consiglio di Stato un articolato quesito su alcuni problemi applicativi dell'art. 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dall'art. 3 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Il quesito solleva alcuni dubbi interpretativi che riguardano:

  • l'ambito di applicazione soggettivo del nuovo istituto;
  • l'ambito di applicazione oggettivo;
  • i rapporti con la conferenza di servizi;
  • le modalità di formazione del silenzio-assenso e l'esercizio del potere di autotutela dopo la formazione del silenzio-assenso (prima e dopo l'adozione del provvedimento finale).

Il parere del Consiglio di Stato del 13 luglio 2016, n. 1640, risolve alcuni dubbi interpretativi e affronta, altresì, delicate questioni interpretative concernenti anche l'ambito di applicazione oggettivo del nuovo istituto.

Il parere della Commissione speciale rileva come l'art. 17-bis, introducendo il nuovo istituto del silenzio-assenso 'endoprocedimentale', ponga una seconda regola generale - dopo quella prevista dall'art. 21-nonies nei rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione - che stavolta riguarda i rapporti 'interni' tra amministrazioni, quale che sia l'amministrazione coinvolta e quale che sia la natura del procedimento pluristrutturato. Infatti, la nuova disposizione prevede che il silenzio dell'Amministrazione interpellata, che non esterni alcuna volontà, è equiparato ope legis ad un atto di assenso e non preclude all'Amministrazione procedente l'adozione del provvedimento conclusivo.

Il Consiglio di Stato evidenzia, inoltre, che l'art. 17-bis prevede due meccanismi di semplificazione tra loro collegati:

  • da un lato, incide sui tempi dell'azione amministrativa, prevedendo un termine unico di trenta giorni (destinato a prevalere, tranne il caso delle Amministrazioni preposte alla tutela di interessi sensibili di cui al comma 3, sui diversi termini previsti dalle vigenti disposizioni) entro il quale l'Amministrazione co-decidente rende l'assenso;
  • dall'altro, in un'ottica di stigmatizzazione dell'inerzia, equipara il silenzio all'assenso, consentendo all'Amministrazione procedente di adottare il provvedimento finale.
    l Consiglio di Stato ritiene l'art. 17-bis applicabile anche a: Regioni ed enti locali, Organi politici, Autorità indipendenti, Gestori di beni e servizi pubblici.

Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo del parere del Consiglio di Stato clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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