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Sabato 23 febbraio 2013

Sacchetti biodegradabili: stanno per arrivare le specifiche tecniche

a cura di: TuttoCamere.it
Il Ministero dell'ambiente – in una Schema di decreto che ha ricevuto il via libera dalla Commissione ambiente del Senato il 5 febbraio 2013 - ha definito le specifiche tecniche dei sacchetti biodegradabili.
Ricordiamo, allo stato attuale, l'art. 2 della legge 24 marzo 2012, n. 28, di conversione del D.L. 25 gennaio 2012, n. 2, prevede che, fino all'adozione del decreto di natura non regolamentare, adottato dai Ministri dell'ambiente e dello sviluppo economico, possono essere commercializzati solo sacchetti monouso biodegradabili e compostabili (conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002) e i sacchetti riutilizzabili in carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri.
Al contrario non possono essere commercializzati i sacchetti oxodegradabili in polietilene, non compostabili. Queste buste in plastica sono additivate con sostanze che esposte alla luce dovrebbero favorire la frammentazione della plastica. Questi minuscoli frammenti di plastica si disperdono nel terreno e rappresentano un problema per gli animali e per l’ambiente
Ma allora ci si chiede: come mai allora sono ancora in commercio e perchè i trasgressori ancora non possono essere multati?
Le sanzioni esistono ma solo sulla carta, in quanto non potranno essere applicate finché non sarà approvato il famoso “decreto interministeriale” indicante “ulteriori specifiche tecniche dei sacchetti commercializzabili”.
Questo decreto di natura non regolamentare, che avrebbe dovuto essere adottato entro il 31 Dicembre 2012, è in dirittura d'arrivo.
Le sanzioni previste dal comma 4, dell'art. 2 della L. n. 28/2012, come sostituito dall'art. 34, comma 17, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, potranno essere applicate, secondo quanto stabilito dal comma 30, dell'art. 34 del citato D.L. n. 179/2012, a decorrere dal sessantesimo giorno dall'emanazione del decreto di cui sopra.
Ricordiamo che la sanzione pecuniaria va da 2.500,00 a 25.000,00 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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