Venerdì 17 giugno 2016

Riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza - Le osservazioni avanzate dal CNDCEC al disegno di legge

a cura di: TuttoCamere.it

Con un comunicato stampa dell'8 giugno 2016 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC) ha reso noto di aver partecipato all'audizione parlamentare svoltasi presso la Commissione Giustizia della Camera sul disegno di legge AC 3671-bis, recante "Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza" e di aver presentato un documento con cui vengono evidenziate alcune criticità che, per la categoria, sono presenti nel disegno di legge.

In particolare, vengono avanzate le seguenti osservazioni:

  • non è condivisibile l'idea di fissare modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali e di verifica della fattibilità del piano, in quanto attività riservata all'attestatore indipendente, che viene declinata, su incarico del debitore, secondo gli ordinari canoni della diligenza professionale e in funzione della realtà e del caso specifico;
  • non è condivisibile l'istituzione presso il Ministero di un apposito Albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del Tribunale, funzione di gestione e controllo nell'ambito delle procedure concorsuali, con indicazione dei requisiti di professionalità, esperienza e indipendenza richiesti per l'iscrizione (art. 2, comma 1, lett. n));
  • è necessario valutare la modalità di fissazione dell'entità massima dei compensi riconosciuti ai professionisti in maniera differente nei casi in cui il concordato non abbia esito positivo;
  • non è condivisibile l'attribuzione al Tribunale di poteri di verifica sulla realizzabilità economica del piano. Spetta all'attestatore indipendente il giudizio di fattibilità economica del piano in virtù della professionalità specifica che egli vanta. Qualsiasi differente previsione costringerebbe il Tribunale, ancorché sezione specializzata, a dover nominare un CTU per esprime valutazioni prognostiche circa la fattibilità del piano e la veridicità dei dati aziendali. Con aggravio di costi e lungaggini nel procedimento, e, sotto altri profili, con svilimento anche del ruolo dei creditori;
  • è dubbia l'ipotesi di limitare l'accesso al concordato liquidatorio, che è considerato, allo stato attuale, uno strumento utile e maggiormente duttile rispetto alla rigidità della struttura della liquidazione fallimentare;
  • è necessaria la procedura di allerta e di composizione assistita della crisi ma il CNDCEC ritiene necessario altresì limitare la responsabilità solidale dell'organo di controllo con gli amministratori che non si siano attivati nonostante la segnalazione tempestiva effettuata dai sindaci.

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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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