Mercoledì 27 luglio 2016

Revisione legale dei conti - Pubblicato il decreto di recepimento della Direttiva 2014/56/UE

a cura di: TuttoCamere.it

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 169 del 21 luglio 2016, il Decreto Legislativo 17 luglio 2016, n. 135, recante "Attuazione della direttiva 2014/56/UE che modifica la direttiva 2006/43/CE concernente la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati".

In vigore dal 5 agosto 2016, il decreto legislativo - di attuazione della direttiva 2014/56/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati - innesta i propri interventi di modifica sul testo del D.Lgs. n. 39 del 2010, con il quale è stata recepita la direttiva 2006/43/CE.

Le ragioni della direttiva europea 2014/56/UE risiedono nella necessità di rinforzare quanto più possibile gli strumenti utili a prevenire le crisi finanziarie, specialmente di carattere sistemico, attraverso presidi solidi della veridicità ed affidabilità dei bilanci. Tra tali strumenti, la direttiva ritiene essenziale prevedere un idoneo livello qualitativo della revisione legale, nonché un maggiore rigore nei requisiti di indipendenza dei revisori e delle società di revisione legale nei confronti delle società revisionate.

Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea regola l'attività dei revisori dei conti, dall'accesso alla professione, ai principi deontologici, alla disciplina della relazione di revisione.

Numerose sono le novità introdotte, che vanno dal tirocinio (art. 3); alla formazione continua (art. 5); alla formazione dei soggetti incaricati dei controlli della qualità (art. 6); al contenuto informativo del Registro (art. 8) e delle sue due Sezioni A (dove sono iscritti coloro che svolgono attività di revisione legale) e B (dove sono iscritti coloro che non hanno assunto incarichi di revisione per tre anni) (art. 9); alla deontologia e scetticismo professionale (art. 10); alla riservatezza e segreto professionale (art. 11); all'indipendenza e obiettività (art. 12); alle modalità di svolgimento della revisione legale (art. 13 che aggiunge quattro nuovi articoli dal 10-bis al 10-quinquies); all'applicazione delle regole internazionali (art. 14); alla Relazione di revisione e giudizio sul bilancio (art. 17): al controllo di qualità sugli iscritti al Registro (art. 19); alle sanzioni amministrative e penali (art. 21).

Altra novità di interesse rilevante è quella che si rinviene all'art. 18, che modifica il Capo V, dove vengono dettate disposizioni speciali riguardanti gli enti di interesse pubblico (EIP) (art. 16) e gli enti sottoposti a regime intermedio (art. 19-bis).

Il decreto prevede novità in tema di enti di interesse pubblico e, in particolare, l'introduzione della categoria degli enti a regime intermedio.

Rispetto al regime previgente, viene ristretta la categoria degli enti di interesse pubblico che ora comprende solo gli emittenti su mercati regolamentati, le banche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione e viene introdotta la nuova categoria degli enti a regime intermedio nei quali confluiscono i soggetti che prima erano considerati EIP.

Sono enti a regime intermedio gli emittenti strumenti finanziari diffusi, le società di gestione di mercati azionari, le SIM, le SGR, le SICAV/SICAF, gli istituti di moneta elettronica e gli intermediari finanziari. Per questi enti si prevede un'applicazione parziale del regime relativo agli EIP.

In questo caso, l'incarico di revisione legale ha la durata di nove esercizi per le società di revisione e di sette esercizi per i revisori legali. Esso non può essere rinnovato o nuovamente conferito se non siano decorsi almeno quattro esercizi dalla data di cessazione del precedente incarico. Si ricorda che nella formulazione attualmente vigente il predetto limite è limitato a tre esercizi.

Diverse infine le novità contenute nell'art. 21 del decreto, che modifica il Capo V , in materia di "Sanzioni amministrative e penali" (artt. dal 24 al 32). In particolare, il provvedimento modifica l'elenco delle sanzioni irrogabili dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (art. 24), aggiungendovi la sospensione cautelare (art. 24-bis) e la sospensione per morosità (art. 24-ter).

Viene stabilito che ogni procedimento sanzionatorio debba essere pubblicato sul sito istituzionale della revisione legale e, in caso di applicazione di sanzione, che l'informazione debba restare pubblica per almeno 5 anni (art. 24, comma 8).

Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo del nuovo decreto clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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