Lunedì 21 settembre 2015

Reiterate omissioni dell'Iva. Non c'è continuità del reato

a cura di: FiscoOggi
Per il riconoscimento del requisito, con conseguente riduzione della pena, occorre verificare l'unitarietà progettuale degli illeciti, valutazione che compete al giudice di merito.

Affinché si possa sostenere la continuazione del reato di omesso versamento dell'Iva, non è sufficiente che il contribuente evochi la reiterazione della condotta criminosa a causa della profonda crisi economica in cui versa il settore commerciale: il disegno criminoso e i suoi eventi debbono essere previsti ab origine dal reo.

A sostenerlo, nella sentenza 35912 del 3 settembre 2015, la Corte di cassazione, chiamata a giudicare in merito al rigetto dell'istanza presentata da un'imprenditrice, che vantava il riconoscimento del requisito della continuità del reato di omesso versamento del tributo, con conseguente riduzione della pena, adducendo nel ricorso presentato al tribunale di non aver potuto adempiere all'obbligo del versamento dell'Iva, per più annualità, perché costretta delle gravissime difficoltà economiche in cui versava la propria azienda.
Inoltre, per espressa ammissione dell'imprenditrice, la decisione di non adempiere all'obbligo fiscale era stata presa in distinte e separate tranche, constatando di anno in anno l'aggravarsi delle condizioni economiche della società optando, pertanto, di volta in volta, di evadere l'imposta dovuta ai fini delle indirette.


Fonte: http://www.nuovofiscooggi.it
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