Lunedì 1 settembre 2014

Rapporto di consulenza sospetto: senza prove salta la deducibilità

a cura di: FiscoOggi
Quando l’ufficio rileva chiare e consistenti incongruenze sulle operazioni effettuate dal contribuente è quest’ultimo che deve “dissipare” ogni dubbio e convincere il Fisco.

In tema di fatture per operazioni inesistenti, l’Amministrazione finanziaria può liberamente superare le risultanze documentali, contrapponendo a esse circostanze ed elementi di fatto comprovanti la fittizietà delle operazioni e, in tal caso, l’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle stesse si sposta nuovamente a carico del contribuente, il quale non potrà limitarsi a opporre la documentazione formale, ma dovrà, a sua volta, allegare elementi di prova in grado di dimostrarne la loro effettiva esistenza.
Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 17301 dello scorso 30 luglio che, confermando un orientamento consolidato nell’ambito della giurisprudenza di legittimità, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

La vicenda processuale
A seguito di una verifica fiscale nei confronti di una società di capitali relativa all’anno di imposta 2003, l’Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione l’importo relativo a una consulenza ritenuta inesistente in quanto dissimulante un indebito (rectius indeducibile) pagamento nei confronti di un soggetto dipendente di una consociata statunitense.


Fonte: http://www.nuovofiscooggi.it
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