Venerdì 24 ottobre 2014

Pubblicazione integrale sul web delle sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione e protezione dei dati personali

a cura di: TuttoCamere.it
Lettera del Garante al Presidente della Cassazione.

Dopo che il sito web istituzionale della Corte di Cassazione ha reso accessibili al pubblico le sentenze pronunciate dalla Corte, negli ultimi cinque anni, in materia civile, il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali ha scritto, in data 6 ottobre 2014, al Presidente della Corte Suprema di Cassazione evidenziando che “la circostanza della pubblicazione integrale delle pronunce - con anche i nominativi, per esteso, delle parti e dei terzi coinvolti a qualunque titolo - non può non suscitare più di una preoccupazione in ordine alla garanzia del diritto alla protezione dei dati personali (spesso anche sensibili e giudiziari) degli interessati”.

Questa preoccupazione si fonda, in particolare, sui rischi di indicizzazione, decontestualizzazione, finanche alterazione dei dati stessi, inevitabilmente connessi alla loro indiscriminata accessibilità via web; rischi ben evidenziati dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 13 maggio 2014 (C-131/12 - Google-Spain), che, lo ricordiamo, ha introdotto il “Diritto all’Oblio”.

In proposito, va infatti considerato se le stesse apprezzabili finalità di promozione della conoscenza, da parte dei cittadini, degli orientamenti giurisprudenziali espressi dalla Corte di cassazione non siano egualmente realizzabili con modalità maggiormente idonee a tutelare il diritto alla riservatezza degli interessati. In tal senso, potrebbe essere utile riflettere sull'opportunità di espungere dai provvedimenti i dati identificativi, che pur nulla togliendo alla comprensione del contenuto giuridico della pronuncia, consentirebbe tuttavia di minimizzare l'impatto, in termini di riservatezza, della più ampia accessibilità dell'atto in rete.
In favore di questa soluzione depone, peraltro, un'interpretazione dell'articolo 52 del D.Lgs. n. 196/2003 (ove lo si ritenesse applicabile al caso di specie) conforme al diritto dell'Unione europea, come interpretato dalla Corte di giustizia.

Al fine di individuare le soluzioni maggiormente idonee a coniugare la più ampia conoscenza delle pronunce giurisdizionali e il diritto alla protezione dei dati personali, l’Autorità Garante della Ptivacy si dichiara sin da ora disponibile ad ogni utile confronto.

(Fonte: Sito del Garante Privacy)


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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