Martedì 5 agosto 2014

Per l’inventario “disomogeneo” buone le presunzioni supersemplici

a cura di: FiscoOggi
La scrittura contabile, redatta senza considerare i principi fissati dalle norme sull’accertamento, è inattendibile. Il bilancio e la nota integrativa non sanano la situazione.

Una valutazione delle rimanenze effettuata in maniera complessiva e non analitica, come prescritto dall’articolo 15, comma 2 del Dpr 600/1973 (secondo cui l’inventario deve indicare i beni raggruppati per categorie omogenee per natura e valore, specificando il valore attribuito a ciascun gruppo), legittima l’accertamento induttivo ai sensi del successivo articolo 39, comma 2, lettera d): in questi casi l’Amministrazione finanziaria può utilizzare presunzioni “supersemplici”, prive dei caratteri di gravità, precisione e concordanza.
Lo ha ribadito la Cassazione, con la pronuncia 16477 dello scorso 18 luglio, precisando che la mancata indicazione del criterio adottato per la valutazione delle rimanenze impedisce all’ufficio un controllo puntuale della produzione, rendendo di fatto inattendibile l’inventario.


Fonte: http://www.nuovofiscooggi.it
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