Giovedì 4 febbraio 2016

Per la Cassazione l'art. 2495 C.C. non è estensibile alle vicende estintive della qualità di imprenditore individuale

a cura di: TuttoCamere.it
La disciplina prevista dall'art. 2495 Codice civile, secondo la quale la cancellazione dal Registro delle imprese delle società di capitali e delle società cooperative, avendo natura costitutiva, ne determina l'estinzione, anche se sopravvivono rapporti giuridici, non si applica alle vicende estintive della qualità di imprenditore individuale, "il quale non si distingue dalla persona fisica che compie l'attività imprenditoriale, sicché l'inizio e la fine della qualità di imprenditore non sono subordinati alla realizzazione di formalità, ma all'effettivo svolgimento o al reale venir meno dell'attività imprenditoriale". Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l'Ordinanza n. 98 del 27 ottobre 2015, depositata il 7 gennaio 2016. Un imprenditore ha proposto reclamo presso la Corte d'appello avverso la pronuncia con la quale il Tribunale aveva dichiarato il fallimento della propria impresa individuale. In particolare, per sottrarsi al fallimento, l'uomo aveva sostenuto che aveva cessato la sua attività imprenditoriale e che era stato già cancellato dal Registro delle imprese. Di conseguenza, piuttosto che fallire, avrebbe potuto liquidare il proprio patrimonio personale, capiente rispetto ai debiti complessivi accumulati. La Corte ha rigettato il reclamo e ha confermato il fallimento. Quindi, il fallito ha proposto ricorso per cassazione, ribadendo, tra l'altro, l'avvenuta cancellazione dal Registro delle imprese, e sostenendo la riferibilità, alla propria vicenda estintiva, della giurisprudenza in materia di liquidazione e cancellazione della società di capitali e di persone. I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso, affermando il principio secondo il quale "la disciplina di cui all'art. 2495 cod. civ. (nel testo introdotto dall'art. 4 del d.lgs. n. 6 del 2003) ... non è estensibile alle vicende estintive della qualità di imprenditore individuale...". I giudici di Cassazione, interpretando l'articolo 2495 C.C., nel testo introdotto dall'articolo 4, D.Lgs. n. 6/2003, hanno sottolineato che l'iscrizione della cancellazione delle società di capitali e delle cooperative (e dei consorzi con attività esterna - Cassazione, n. 19347/2007) dal Registro delle imprese, avendo natura costitutiva, estingue le società, anche se sopravvivono rapporti giuridici dell'ente. Per l'imprenditore individuale, invece, la Cassazione ha ritenuto che la nuova disciplina non può trovare applicazione. Mentre, infatti, con l'estinzione dell'impresa collettiva viene meno la duplicità dei centri di imputazione dei rapporti giuridici, individuati, da un lato, nelle persone fisiche che partecipano all'attività d'impresa (e sulle quali, dopo l'estinzione, ricadono, nei limiti della loro partecipazione, gli effetti della precedente attività sociale) e, dall'altro, nel soggetto collettivo (dotato di personalità giuridica o di sola autonomia patrimoniale), l'imprenditore individuale si identifica con la persona fisica che compie l'attività d'impresa.
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