Giovedì 24 giugno 2010

Nessuna esimente per le accuse al collega

a cura di: eDotto S.r.l.
Con sentenza n. 24003 del 23 giugno 2010, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato da un avvocato di Pordenone che, condannato per ingiuria e diffamazione nei confronti di un collega per aver inviato a quest'ultimo un telegramma di minacce ed accuse, lamentava la mancata applicazione, ai sensi dell'articolo 598 del Codice penale, dell'esimente ivi considerato relativo alla non punibilita' per le "offese in scritti e discorsi pronunciati dinanzi alle autorita' giudiziarie o amministrative".
Secondo i giudici della Quinta sezione penale, in particolare, l'esimente in esame non poteva essere applicata dinanzi al Consiglio dell’Ordine e cio' in quanto “nel successivo giudizio disciplinare a carico di altri l'autore dello stesso esposto non e' parte”. L'art 598 – continua la Corte - “incanala l'esercizio dei diritto in limiti specifici connessi alla destinazione dell'atto orale o scritto per se stesso al giudice a ad un organo amministrativo di controllo del corretto comportamento altrui, sia sotto il profilo oggettivo (pendenza alla controversia da decidere); sia quello soggettivo (posizione di parte nel procedimento), cioe' in rapporto all'esercizio attuale del diritto al contraddittorio di una parte nel procedimento”.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, p. 35 - Le accuse alla collega sono diffamazione – A. Gal.
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