Mercoledì 20 gennaio 2016

Legge di stabilita' 2016 - Obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea

a cura di: TuttoCamere.it
I commi 788, 810, 813 e 814, dell'art. 1, della L. n. 208/2015 (Legge di stabilità per il 2016) riguardano gli oneri finanziari derivanti da sentenze di condanna della Corte di giustizia per mancato o ritardato recepimento della normativa europea.

Con la modifica dell'articolo 1, comma 250, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità per il 2014), si stabilisce che «All'esecuzione delle pronunce di condanna al pagamento di somme di denaro emesse nei confronti delle amministrazioni dello Stato per mancato o ritardato recepimento nell'ordinamento di direttive o di altri provvedimenti dell'Unione europea provvede ciascuna delle predette amministrazioni, in relazione alla soccombenza nel giudizio, nell'ambito delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente».
Dunque, al pagamento di tali somme, d'ora in poi, dovrà provvedere ciascuna delle amministrazioni dello Stato soccombenti in giudizio e non più la Presidenza del Consiglio (comma 788).

La dotazione del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234/2012 (Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea) viene incrementata di 50 milioni di euro per l'anno 2016 e di 100 milioni di euro per il periodo 2017-2020 (comma 810).
Con la sostituzione del comma 9-bis dell'art. 43 della L. n. 234/2012, viene modificato il meccanismo di pagamento degli oneri finanziari da parte dello Stato e il conseguente diritto di rivalsa nei confronti delle amministrazioni responsabili (Regioni e Province autonome, Enti territoriali, Enti pubblici e soggetti equiparati). In particolare, il Ministero dell'Economia e delle Finanze provvede al pagamento con le risorse del Fondo e poi procede alla rivalsa nei confronti delle amministrazioni responsabili dell'inadempimento agli obblighi europei, mediante compensazione con i trasferimenti dello Stato verso queste amministrazioni (comma 813).

Il comma 814 riguarda i poteri sostitutivi dello Stato nei casi di violazione della normativa europea accertata con sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che comporti la condanna al pagamento di sanzioni a carico dell'Italia.

Con l'aggiunta di un nuovo comma all'art. 41 della citata L. n. 234/2012, viene stabilito che, in caso di inerzia delle Regioni e delle Province autonome nell'adozione degli atti necessari a conformarsi alla sentenza, quando per provvedere ai dovuti adempimenti è necessario adottare molteplici atti anche collegati tra loro, il Presidente del Consiglio dei ministri, sum proposta del Ministro competente in materia, assegna agli enti inadempienti termini congrui per l'adozione di ciascuno dei provvedimenti e atti necessari. Decorso inutilmente anche uno solo dei termini, il Consiglio dei ministri adotta direttamente i provvedimenti necessari, anche normativi, oppure nomina un apposito commissario.

Questa procedura si applica anche agli inadempimenti conseguenti alle diffide effettuate prima dell'entrata in vigore della legge di stabilità e in ogni caso anche quando siano in corso delle procedure di infrazione europee (comma 814).
 
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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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