Lunedì 9 dicembre 2013

L’avvocato che non ha versato tutti i contributi ha ugualmente diritto alla pensione, anche se l’importo risulta minore.

a cura di: Studio Legale Gabriella Filippone
Gli anni non coperti da contribuzione integrale concorrono a formare l’anzianità contributiva dell’avvocato.
E’ quanto stabilito dalla Corte di cassazione, che ha respinto il ricorso della Cassa forense nei confronti di un proprio iscritto per una presunta carenza nei versamenti degli anni 1992,1993 e 1994. “Nessuna norma della previdenza forense - spiega la Suprema corte - prevede che la parziale omissione del contributo determini la perdita o la riduzione dell’anzianità contributiva e della effettività di iscrizione alla Cassa, giacché la normativa prevede solo il pagamento di somme aggiuntive”. Nessuna norma pertanto autorizza l’annullamento dell’annualità in cui vi siano stati versamenti inferiori al dovuto. L’unico riferimento normativo, infatti, è l’articolo 1 della legge n. 141 del 1992, dove si prevede che la pensione di vecchiaia “è pari, per ogni anno di ‘effettiva’ iscrizione e contribuzione”. (Corte di Cassazione Sez. Lavoro Sentenza n. 26962 del 2 dicembre 2013)
Fonte: http://gabriellafilippone.blogspot.it
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