Lunedì 30 agosto 2010

La dichiarazione della persona offesa va supportata da altri riscontri

a cura di: eDotto S.r.l.
I giudici della Prima sezione penale di Cassazione, con sentenza n. 29372 del 27 luglio, hanno annullato, per intervenuta prescrizione del reato, la decisione con cui la Corte di appello aveva condannato un uomo per molestie telefoniche. 
Oltre ad accertare l'estinzione del reato, la Corte di legittimita' ha voluto fornire alcune precisazioni sulla vicenda ed, in particolare, sulle modalita' con cui era stato individuato l'imputato; i giudici di merito, nel dettaglio, avevano ritenuto attendibili le dichiarazioni effettuate dalla persona offesa, costituitasi parte civile, ed il fatto che era stato utilizzato un telefono cordless istallato nel locale dove l'imputato lavorava. 
Nel testo della decisione viene, quindi, precisato come la deposizione della parte offesa puo' essere si' assunta, anche da sola, a prova della responsabilita' dell'imputato, purche', pero', “la stessa sia sottoposta a indagine positiva circa la sua attendibilita'”. Considerato, infatti, l'interesse di cui e' portatrice la persona offesa, soprattutto, come nel caso di specie, in cui la stessa e' costituita parte civile, “piu' accurata deve essere la valutazione e piu' rigorosa la relativa motivazione ai fini del controllo d'attendibilita' rispetto al generico vaglio cui vanno sottoposte le dichiarazioni di qualsiasi testimone”. E nel caso in esame – conclude la Corte – l'opportunita' di reperire elementi di supporto alla prova dichiarativa appariva ancor piu' stringente in quanto le dichiarazioni della persona offesa non erano state confermate dai testimoni ed il contesto indiziario non era stato sufficientemente indagato.
Fonte: CORTE DI CASSAZIONE – SENTENZA N. 29372 DEL 27 LUGLIO 2010
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