Venerdì 8 agosto 2014

L. N.106/2014. Attività commerciali nei pressi dei siti culturali

a cura di: TuttoCamere.it
Secondo quanto disposto all’art. 4 della L. n. 106/2014, di conversione del D.L. n. 83/2014, “al fine di rafforzare le misure di tutela del decoro dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente”, viene previsto il potenziamento del potere di revoca, da parte delle amministrazioni locali e delle soprintendenze, di concessioni e autorizzazioni non più compatibili con le esigenze di tutela e fruizione di complessi monumentali e agli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti.

A tal fine si introduce un criterio selettivo in base al quale è possibile limitare il numero dei titoli autorizzatori nel caso di esigenze di salvaguardia del patrimonio culturale, prevedendo:

  • l’avvio di procedimenti di riesame (ex art. 21-quinquies della L. 241/1990 - Revoca del provvedimento per sopravvenuti motivi di interesse pubblico) delle autorizzazioni e concessioni di suolo pubblico, anche a rotazione, non più compatibili con le esigenze di cui sopra, anche in deroga a eventuali disposizioni regionali attuative del disposto di cui all’art. 28, commi 12-14, del D. Lgs. n. 114/1998;
  • la possibilità di derogare ai criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche previsti dalla Intesa in sede di Conferenza unificata del 05/07/2012. La deroga va a colpire, in particolare, l’art. 8, lettera b), della predetta Intesa, in base al quale le concessioni di posteggio scadute dopo la data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 59/2010 (8 maggio 2010) e già prorogate per effetto dell’art. 70, comma 5, del medesimo decreto fino alla data dell’Intesa, sono ulteriormente prorogate fino al compimento di sette anni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo (quindi fino al 8 maggio 2017).

La norma stabilisce, inoltre, che se non risulta possibile rilocalizzare l’esercizio in un’area alternativa potenzialmente equivalente, al titolare è corrisposto un indennizzo nel limite massimo della media dei ricavi annui dichiarati negli ultimi cinque anni di attività, aumentabile del 50% in caso di comprovati investimenti effettuati nello stesso periodo per adeguarsi alle nuove prescrizioni in materia emanate dagli enti locali.
Per un approfondimento sui contenuti e per scaricare il testo del decreto-legge n. 83/2014 coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 106/2014 clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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