Lunedì 12 ottobre 2009

Giurisdizione nel giudizio di fallimento di societa' trasferita all'estero

a cura di: eDotto S.r.l.
Con l'ordinanza n. 16633 del 2009, la Cassazione si e' pronunciata sul regolamento preventivo di giurisdizione avanzato da una societa' che riteneva il giudice italiano incompetente per la decisione sul suo fallimento avendo la stessa trasferito la propria sede all'estero, presso altro Paese dell'Ue. In realta', il trasferimento della sede legale era avvenuto poco prima della presentazione dell'istanza di fallimento. Con lo stesso, inoltre, non si era, di fatto, spostato il centro di interessi dell'impresa. Per la Corte, trattandosi di questione relativa alla dichiarazione di fallimento di un'impresa presente nel territorio comunitario, l'individuazione del giudice competente era da farsi con riferimento al regolamento Ce 1346/2000 che fa capo allo Stato dove e' situato il centro di interessi abituale e riconoscibile della societa'. I giudici di legittimita' hanno cosi' spiegato che, nel caso in esame, poiche' al trasferimento della sede legale non era seguito un effettivo trasferimento del centro di interessi dell'impresa, era da considerarsi vinta la presunzione secondo cui vi e' coincidenza tra sede legale ed effettivo centro di interessi; pertanto, la dichiarazione di fallimento della detta societa' doveva rimanere al giudice italiano.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, p. 10 – Il fallimento resta in Italia – Galanti, Meriggi
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