Lunedì 22 settembre 2014

Esame avvocato: l’esclusione agli orali va motivata

a cura di: Studio Legale Gabriella Filippone
Esame avvocato. Non basta il voto numerico sugli scritti per escludere l'aspirante avvocato dalla prova orale. I pareri e l'atto devono contenere le annotazioni introdotte dalla legge di riforma forense che impone di indicare i punti positivi e negativi dei compiti. Lo precisa la terza sezione del Tar Lazio, con l'ordinanza n. 4280/14, pubblicata lo scorso 11 settembre.
Di fronte ad un voto generico, dunque, sussiste il fumus per accogliere la domanda cautelare di chi non ha trovato una dettagliata analisi del compito bocciato.

La riforma dell’ordinamento della professione forense
Nel provvedimento in esame, il Tribunale amministrativo si richiama alla riforma dell’ordinamento forense secondo cui la commissione “annota le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti” (art. 46, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247).
Il legislatore italiano avrebbe quindi recepito il principio comunitario secondo cui l’accesso a una professione regolamentata deve essere subordinato a condizioni chiare e inequivocabili.

Fonte: Dario Ferrara | Non basta il voto numerico | Italia Oggi


Fonte: http://gabriellafilippone.blogspot.it
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