Mercoledì 1 luglio 2015

Dichiarazione infedele del cliente: paga il commercialista istigatore

a cura di: FiscoOggi
È legittimo il sequestro dei beni del professionista che concorre con il contribuente nella commissione dell'illecito e non si attiva, nel tempo, a ripristinare la legalità.

Il signor X è stato chiamato a rispondere quale istigatore del reato di dichiarazione infedele (articolo 4 del Dlgs 74/2000) per le imposte sui redditi 2010-2012, posto in essere mediante indicazione di minori elementi attivi.
In qualità di commercialista, tenutario delle scritture contabili dell'impresa e incaricato della redazione e trasmissione delle dichiarazioni dei redditi del signor Y, infatti, non solo aveva prestato la propria opera in continuativa difformità rispetto ai suoi doveri professionali, ma aveva anche omesso ogni adempimento utile per ripristinare la legalità, pur avendo continuato per lungo tempo ad assistere il suo cliente.

Mentre il Gip, presso il tribunale di Brindisi, ha rigettato la richiesta di convalida di sequestro preventivo, disposto d'urgenza dal Pm, il tribunale della città ha accolto l'appello proposto dal Pm ex articolo 322-bis del codice di procedura penale e disposto la misura per le somme presenti sui conti bancari del professionista e del co-indagato fino alla concorrenza dell'importo di circa 1.052.872 euro delle partecipazioni societarie agli stessi riferibili, dei beni mobili registrati e dei beni immobili, ipotizzandosi nei loro confronti il concorso nel reato.

Il commercialista ha proposto ricorso per cassazione lamentando, tra l'altro, la non operatività del sequestro per la mancata percezione di un profitto illecito che, risolvendosi in un risparmio di spesa, si sarebbe verificato a esclusivo vantaggio della società facente capo al co-indagato e, conseguentemente, ai suoi organi.

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 24967 del 16 giugno 2015, ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha ribadito che "il concorso di persone nel reato implica l'imputazione dell'intera azione delittuosa e dell'effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e il sequestro non è collegato all'arricchimento personale di ciascuno dei correi, bensì alla corresponsabilità di tutti nella commissione dell'illecito" (cfr Cassazione 10838/2007).

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Fonte: http://www.nuovofiscooggi.it
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