Giovedì 21 gennaio 2016

CONTROVERSIE ONLINE - Nuova piattaforma europea - Accessibile dal 15 febbraio 2016

a cura di: TuttoCamere.it
Una nuova piattaforma per la risoluzione alternativa delle controversie online. Si chiama, in inglese, Alternative Dispute Resolution (ADR) e per consumatori e professionisti sarà accessibile dal 15 febbraio 2016.

Consentirà di risolvere o quantomeno di semplificare, in un click, le controversie online (anche quelle transfrontaliere) senza dover ricorrere a lunghe e costose procedure giudiziarie.
Come funzionerà? Grazie alla piattaforma, consumatori e professionisti potranno presentare un reclamo online e vi saranno alcuni organismi ADR designati a far da arbitri tra le parti per risolvere il problema.

Per l'Italia, tra gli organismi troviamo l'Ombudsman bancario e le Camere di Commercio di Roma e Milano.

I siti di commercio elettronico dovranno indicare obbligatoriamente il link alla procedura.
Un mese fa la Commissione aveva proposto regole aggiornate per i contratti digitali per semplificare e favorire l'accesso ai contenuti digitali e gli acquisti online in tutta Europa.
La nuova piattaforma costituisce un ulteriore strumento per rafforzare la fiducia nel commercio elettronico, offrendo un importante contributo alla strategia dell'UE per il mercato unico digitale.

Ricordiamo che il 18 giugno 2013 sono stati pubblicati, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 165, la direttiva 2013/11/UE del 21 maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori attraverso l'intervento di organismi ADR e il regolamento (UE) 524/2013 del 21 maggio 2013, relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (regolamento sull'ODR per i consumatori).

L'ambito di applicazione della direttiva riguarda le procedure di risoluzione stragiudiziale relative alle controversie:

a) concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti di vendita o di servizi;
b) sorte tra consumatori residenti nell'Unione e professionisti stabiliti nell'Unione;
c) in ambito nazionale (quando il consumatore risiede nello stesso Stato membro in cui è stabilito il professionista) o transfrontaliere (quando il consumatore risiede in uno Stato membro diverso rispetto a quello in cui è stabilito il professionista);
d) gestite da un organismo ADR "che propone o impone una soluzione o riunisce le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole".

Gli Stati membri avevano tempo fino al 9 luglio 2015 per recepire il provvedimento nella legislazione nazionale.

In Italia, la direttiva 2013/11/UE è stata recepita con il decreto legislativo n. 130 del 6 agosto 2015.
Con tale decreto sono state apportate integrazioni e modifiche al D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo), al fine di mantenere una disciplina unitaria della materia salvaguardando il più possibile l'impostazione del Codice medesimo.
 
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Per un approfondimento sull'argomento e per scaricare il testo della normativa di riferimento clicca qui.
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Fonte: http://www.tuttocamere.it
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