Martedì 11 febbraio 2014

Combusione illecita rifiuti: pubblicata la legge n. 6/2014, di conversione del D.L. n. 136/2013

a cura di: TuttoCamere.it
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco ai rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata è punito con la reclusione da due a cinque anni.
Nel caso in cui sia appiccato il fuoco ai rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.
Il responsabile è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e al pagamento, anche in via di regresso, delle spese per la bonifica.

La pena è aumentata di un terzo:

a) se i fatti sono commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa o comunque di un’attività organizzata;
b) se i fatti sono commessi in territori che, al momento della condotta e comunque nei cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni di stato di emergenza nel settore dei rifiuti ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n, 225, concernente la istituzione del servizio nazionale della protezione civile.

Le stesse pene si applicano anche:
a) a chi abbandona rifiuti con lo scopo di bruciarli (art. 255, D.Lgs. n. 152/2006);
b) a chi effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione (art. 256, D.Lgs. n. 152/2006).
I mezzi utilizzati per il trasporto di rifiuti oggetto del reato in questione, inceneriti in aree o in impianti non autorizzati, sono confiscati, salvo che il mezzo appartenga a persona estranea alle condotte di cui sopra e che non si configuri concorso di persona nella commissione del reato.
Se si bruciano rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, come giardini, parchi e aree cimiteriali (articolo 184, comma 2, lettera e), D. Lgs. n. 152/2006) si applicano le sanzioni amministrative previste dall’articolo 255, del medesimo decreto, per l’abbandono di rifiuti.

E' questo, in sintesi, quanto stabilito dal nuovo articolo 256-bis del D.Lgs. n. 152/2006, introdotto dall'art. 3 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante "Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate", e successivamente modificato dalla legge di conversione n. 6 del 6 febbraio 2014 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 8 febbraio 2014.
Fonte: http://www.tuttocamere.it

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