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Martedì 23 giugno 2009

Studi a difesa anticipata

a cura di: eDotto S.r.l.
Nonostante le modifiche apportate da giugno 2008, che hanno stravolto lo strumento degli studi di settore, questi si rivelano ancora una volta un mezzo “rigido” e non in grado di cogliere le specificita', anche territoriali, che caratterizzano ogni singolo contribuente. La crisi economica e la caduta della redditivita' delle imprese hanno, poi, contribuito ad evidenziarne i limiti, cui Governo e Amministrazione finanziaria hanno tentato di porre rimedio prevedendo correttivi specifici. L'esperienza e' bastata per far capire che gli studi di settore, da anni utilizzati come strumento di lotta all’evasione, da soli non sono sufficienti, dal momento che rappresentano una presunzione semplice che necessita, per essere impiegata utilmente in fase di accertamento, di ulteriori elementi. Per tali ragioni si e' dato rilievo agli indici di capacita' di spesa e alla loro abilita' di individuare meglio dello studio situazioni di anomalia. Di qui, l’impressione generalizzata secondo cui gli studi di settore, da soli, sono “fisiologicamente” incapaci di individuare correttamente la capacita' contributiva. A tal proposito, si ritiene che affinche' uno studio di settore sia in grado di “fotografare” correttamente l’ammontare dei ricavi o dei compensi riferibili al contribuente e' necessario, da un lato, prendere in considerazione dati significativi e, dall’altro, considerare lo sforzo delle parti (agenzia delle Entrate e contribuente) di adattare il piu' possibile una situazione generica ad una circostanza specifica. Percio' non deve stupire il fatto che, molte volte, i risultati ottenuti possano non cogliere l’effettivita' dell’attivita' svolta in concreto. In ogni caso, pero', puo' risultare utile dialogare con l’Amministrazione finanziaria per segnalare le eventuali anomalie riscontrate. E' un dialogo che puo' essere instaurato preventivamente o successivamente a eventuali controlli azionati dal Fisco. In fase preventiva, il contribuente puo' intervenire durante la compilazione della dichiarazione annuale dei redditi, inserendo nel quadro delle annotazioni libere eventuali malfunzionamenti o carenze riscontrate nell’applicazione del software. Cio' accade soprattutto se lo studio non ha riconosciuto, in tutto o in parte, i correttivi predisposti per tener conto dell’impatto della crisi economica. Altro caso in cui la segnalazione descrittiva appare consigliabile e' quello in cui ricorrono situazioni di marginalita' economica o casi di svolgimento dell’attivita' in situazioni “non normali”, fino ai casi in cui i contribuenti lavorano “a provvigione” prestabilita di ammontare inferiore a quella ipotizzata dal software. I primi di luglio (il 7 e' atteso il primo vertice con la commissione di esperti) sara' presentato il primo studio di settore regionalizzato, quello riguardante l’edilizia. Sara' il primo strumento ad avere modelli organizzativi e funzioni di regressione costruiti in modo diverso per ogni Regione. In tal caso, i controlli, piu' che in passato, dovranno concentrarsi su soggetti che presentano scostamenti dai risultati di Gerico significativi rispetto alle dimensioni dell’attivita' del contribuente.
Fonte: Il Sole 24 Ore, p. 33 - Studi a difesa anticipata - Ranocchi - Valcarenghi
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