Giovedì 24 marzo 2016

Riconoscimento dei requisiti professionali a un soggetto comunitario (attivita' di tintolavanderia) - Parere del Ministero dello Sviluppo Economico

a cura di: TuttoCamere.it
L'accesso da parte di un soggetto comunitario all'espletamento dell'incarico di responsabile tecnico per una attività di tintolavanderia non può che essere subordinato al compimento con esito positivo del procedimento amministrativo di riconoscimento delle qualifiche professionali da questi acquisite nello Stato membro di provenienza, secondo le norme di cui agli articoli 16 e seguenti del D.Lgs. n. 206/2007, non rilevando a tal fine il pregresso svolgimento di una differente attività lavorativa in forza dei medesimi titoli.

E' quanto viene sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico con il parere del 11 marzo 2016, Prot. 70449, emanato in risposta ad un quesito posto da un Comune in merito al caso di un operatore economico di nazionalità rumena che ha inviato una SCIA per l'apertura dell'attività di tintolavanderia dichiarando di essere in possesso di idoneo titolo di studio, acquisito in Romania, in virtù del quale ha svolto per alcuni anni l'incarico di direttore tecnico iscritto nel certificato SOA di una società di costruzioni italiana.

Ai fini della positiva valutazione del possesso da parte del dichiarante dei requisiti professionali previsti dalla normativa vigente per il responsabile tecnico di una attività di tintolavanderia, il Comune ha chiesto, in particolare, se tale incarico possa ritenersi sostitutivo del riconoscimento del titolo di studio ai sensi del D.Lgs. n. 206/2007 o se occorra ottenere il riconoscimento del titolo di studio ai sensi del medesimo decreto.

Il Ministero, dopo aver richiamato quanto stabilito dal D.Lgs. 9 novembre 2007, n. 206, recante «Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania»,  ricorda che l'attività di tintolavanderia è, nel nostro Paese, è da ritenersi una «professione regolamentata», disciplinata da un'apposita normativa introdotta dalla legge 22 febbraio 2006, n. 84, la quale individua, all'art. 2, i requisiti professionali che devono essere posseduti dal responsabile tecnico che l'impresa deve designare presso ogni sede dove viene esercitata l'attività.

Ricordiamo che i cittadini comunitari ed extracomunitari, in possesso di una qualifica professionale conseguita all'estero e che intendono svolgere un'attività lavorativa in Italia, possono trovare tutte le informazioni, l'indicazione della documentazione da produrre, i moduli e i riferimenti normativi necessari per il riconoscimento delle qualifiche necessarie per esercitare le professioni in una apposita sezione pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Ministero segnala, infine, l'opportunità di unire alla documentazione ivi elencata anche una attestazione, rilasciata dalle autorità dello Stato membro di origine, che indichi se l'attività per cui è richiesto il riconoscimento delle qualifiche professionali sia in detto Stato regolamentata e, nel caso, se il titolo di studio posseduto consenta nel suo territorio l'accesso alla professione.
 
Per scaricare il testo del parere ministeriale clicca qui.
Per accedere alla sezione dedicata al riconoscimento delle qualifiche professionali estere clicca qui.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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