Mercoledì 27 marzo 2013

Motivazione dettagliata per la pena di gran lunga superiore alla media edittale

a cura di: eDotto S.r.l.
Con la sentenza n. 14087 depositata il 26 marzo 2013, la Terza sezione penale della Cassazione ha spiegato che il giudice di merito è tenuto a fornire una specifica e dettagliata motivazione sulla quantità della pena irrogata, soltanto se la pena medesima sia “di gran lunga superiore alla misura media di quella edittale”, essendo altrimenti sufficienti a dare conto dell’impiego dei criteri sanciti dall’articolo 133 del Codice penale le espressioni del tipo “pena congrua” e “pena equa”.

Sulla scorta di detto assunto, la Corte di legittimità ha confermato il trattamento sanzionatorio disposto in primo grado a carico di due soggetti accusati di esercizio abusivo di intermediazione di manodopera e somministrazione fraudolenta.

Secondo la Suprema corte, in particolare, l’organo giudicante nel merito aveva fatto corretto ed argomentato uso del suo potere discrezionale negando circostanze attenuanti generiche a causa del grave precedente penale che gli stessi avevano (estorsione e incendio doloso) e determinando la pena in misura congrua, tenuto conto del numero dei lavoratori occupati e del computo delle giornate lavorative, con un aumento previsto, infine, in considerazione della continuazione dei reati.
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