Sabato 19 ottobre 2002

LAVORATORI AUTONOMI E AUTOVEICOLI

a cura di: Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
In seguito ad una domanda di interpello presentata da un contribuente, l'Agenzia delle Entrate ha emanato la Risoluzione 244/E del 23 luglio 2002 con cui veniva chiarito il trattamento fiscale delle autovetture immatricolate come autocarri in caso di lavoratore autonomo. CENNI NORMATIVI. L'art. 121-bis del TUIR limita infatti la deducibilità dei costi di esercizio di taluni autoveicoli in base alla classe di immatricolazione di cui al Codice della Strada, ma riferendosi esclusivamente alle categorie a) ed m). Sotto il profilo IVA, l'art. 19bis1 prevede limitazioni alla detrazione per gli autoveicoli immatricolati secondo le lettere a) e c) dell'art. 54 del Codice della Strada. Nessuna limitazione è prevista per i veicoli immatricolati come autocarri (lettera d). Dalla lettura combinata degli articoli sopra citati è evidente come per qualsiasi contribuente è possibile acquistare un autoveicolo idoneo a questo scopo ed immatricolarlo come autocarro mutuando in questo modo il diritto alla deduzione integrale dei costi nonché alla detrazione dell'IVA per tutte le spese relativo all'autoveicolo. Esistono delle autovetture che, pur essendo tali, per peculiari caratteristiche (dimensione, volume di carico, ecc…) sono idonee all'immatricolazione come autocarro ai sensi lettera d) art. 54 Codice della Strada. Questa situazione ha creato distorsioni a livello fiscale. Il contribuente italiano, ormai specializzato in "scappatoie fiscali" ha preso l'abitudine di immatricolare come autocarro tutti i veicoli di grandi dimensioni che le case produttrici di automobili immettono sul mercato. DIBATTITO SUL PROBLEMA. Al di là della specifica identificazione del costo deducibile/indeducibile effettuato dall'art. 121-bis TUIR o dell'IVA detraibile di cui all'art 19bis1 DPR 633/72, esiste una norma generale per l'Amministrazione Finanziaria per cui un costo è deducibile se è "inerente" all'attività esercitata (per i lavoratori autonomi implicita nel comma 1 art. 50 TUIR "spese sostenute … nell'esercizio dell'arte o della professione"). Il rapporto di inerenza del costo con l'attività è quindi vincolante per la deducibilità fiscale (vedasi anche Circolare n. 48/E del 10/02/1998 del Ministero delle Finanze). Questo apre le strade al fisco per la contestazione di tutte quelle immatricolazioni che sono solo fittizie a scopo elusivo. Si sottolinea che la ripresa fiscale effettuata dall'Amministrazione Finanziaria in sede di accertamento costa ben più del beneficio goduto grazie all'elusione ed i rischi in cui si può incappare in caso di utilizzo improprio del mezzo non sono da sottovalutare. In caso di verifica fiscale, infatti, vengono ripresi fiscalmente i costi relativi all'auto in base all'art. 121bis e viene richiesto il pagamento dell'IVA in base all'art. 19bis1, il tutto maggiorato di interessi e sanzioni. Altro problema è poi la diversa modalità di calcolo della Tassa di Circolazione in caso di mezzo immatricolato "autovettura" o immatricolato "autocarro". Ulteriori problemi possono sorgere in caso di verifica dell'utilizzo da parte della Polizia Stradale in giorni festivi o in orari non lavorativi, nonché dinieghi della Società di Assicurazione al rimborso del danno derivante a terzi trasportati in caso di incidente stradale per improprio utilizzo del mezzo. ESITO DELLA DOMANDA DI INTERPELLO. La domanda di interpello di cui in apertura del presente articolo, con cui un notaio prospettava l'ipotesi di deduzione integrale dei costi e detraibilità totale dell'IVA di un'autovettura immatricolata come autocarro, giustificandola come utilizzo trasporto pratiche e documenti, ha ottenuto risposta negativa. La risposta all'interpello ha ovviamente valore solo per il contribuente che l'ha presentata, ma la Risoluzione emanata dall'Agenzia delle Entrate è comunque chiaramente indicativa dell'orientamento dell'Amministrazione Finanziaria sull'argomento in questione.
Fonte: Risoluzione Agenzia delle Entrate 244/E del 23 luglio 2002
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