Mercoledì 23 ottobre 2002
L'art. 7 della Finanziaria 2003 attualmente in corso di approvazione al Parlamento, e pertanto ancora suscettibile di modifiche (talune delle quali auspicabili), prevede alcune sanatorie fiscali tra cui il concordato, la "rottamazione del magazzino", il concordato preventivo e la definizione delle liti pendenti. E' intenzione del presente articolo effettuare un panoramica su questi interventi per cominciare a spiegare le alternative che verranno concesse ai contribuenti per "fare pace" con il fisco. CONCORDATO DI MASSA Dal 1° gennaio 2003 (data di presunta entrata in vigore della Finanziaria 2003), i contribuenti titolari di redditi d'impresa e redditi di lavoro autonomo con un volume d'affari inferiore a 10 milioni di euro (considerati per ogni singola annualità), vedranno recapitarsi a domicilio una proposta di concordato per gli anni dal 1997 al 2000 (ai fini IVA dal 1998 al 2000 in quanto l'anno 1997 si prescrive il 31.12.2002). L'importo richiesto per la regolarizzazione è elaborato dal fisco. E' possibile anche aderire solo per alcune annualità e il nuovo reddito così definito ai fini fiscali, per i soci di società di persone, avrà valore anche ai fini previdenziali. Cause di esclusione dall'ade-sione al concordato. I con-tribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi per una determinata annualità, non la potranno sanare; e così chi ha pendenze in corso per le annualità interessate dovrà obbligatoriamente definirle per poter accedere al concordato. In caso di accertamenti parziali essi andranno estinti entro il 30 giugno 2003. Anche chi incorre nei reati societari di cui al decreto 74/2000 (ad esempio evasione fiscale per oltre € 103.291,38) non avrà accesso al concordato. Nel caso di contribuenti soggetti a studi di settore o parametri, se da essi risultassero, per gli anni in definizione, congrui e coerenti o "parametrati", si potranno chiudere i conti con il fisco con € 300,00 per gni annualità. In questo caso il problema si pone per le società di persone. Il versamento dei 300 euro vale anche ai fini personali dei soci oppure no? Questa è una questione ancora aperta che il fisco dovrà premurarsi di spiegare. Nel caso di società di persone non congrue o parametrate, la definizione della società varrà anche ai fini dei redditi personali, i soci saranno quindi obbligati a regolarizzare anche la propria posizione. ROTTAMAZIONE DEL MAGAZZINO L'art. 8 della Finanziaria per il 2003 prevede la nuova edizione della "rottamazione" della Finanziaria 2000 alleggerendo il carico fiscale. Condizione necessaria per usufruire di tale sanatoria è quella di aver definito tutte le annualità pregresse definibili (consi-derando anche l'ipotesi di concordato di cui sopra). Se per regolarizzare il magazzino è necessario aumentarlo, il costo della sanatoria è pari al 10% del maggior importo iscritto (imposta sostitutiva); se ai fini della regolarizzazione il magazzino deve essere ridotto, all'imposta del 10% va aggiunta l'IVA (in quanto si verifica la presunzione di vendite "in nero"). L'imposta sostitutiva sarà indeducibile dal reddito e non genererà credito d'imposta per la società in favore dei soci. CONCORDATO PREVENTIVO SOLO AI FINI IRPEF L'art. 6 del disegno di legge prevede che i titolari di reddito d'impresa o di redditi di lavoro autonomo soggetti all'IRPEF (sono escluse quindi le società di capitali), selezionati secondo criteri che verranno stabiliti con regolamento emanato dal Mistero dell'Economia e delle Finanze, potranno definire preventi-vamente gli imponibili fiscali per un triennio (ipotizzabile 2003-2005). Sono esclusi da questo concordato coloro che nell'anno di approvazione della Finanziaria e nell'anno precedente hanno avuto ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro. DEFINIZIONE LITI FISCALI PENDENTI L'attuale art. 9, comma 1, della Finanziaria 2003 recita "Le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro nelle quali siano parte processuale gli Uffici delle Agenzie Fiscali, pendenti alla data del 29 settembre 2002 dinanzi alle commissioni tributarie in ogni grado del giudizio, anche a seguito di rinvio, e quelle che possono insorgere per avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione notificati entro la medesima data, ivi compresi i processi verbali di constatazione per i quali non sia stato ancora notificato atto di imposizione, possono essere definite a domanda del ricorrente, con il pagamento della somma: a) di euro 150 se il valore della lite è di importo fino a euro 2.000; b) pari al 10% del valore della lite, se questa è di importo superiore a euro 2.000 e fino a euro 20.000.". Il primo limite alle possibilità di definizione delle liti pendenti è dato quindi dal loro valore: non superiore a 20.000 euro. Per valo-re della lite si intende l'imposta o la maggiore imposta accertata, al netto di interessi e sanzioni. Nel caso in cui la lite riguardi solo sanzioni, si tiene conto delle stesse per determinare il valore della lite; nel caso in cui i verbali prevedano una sanzione irrogabile tra un minimo e un massimo, si considera il minimo. Perché la lite sia definibile è necessario, inoltre, che sia parte in causa un Ufficio delle Agenzie Fiscali (Entrate, Dogane, Territorio, Demanio). Allo stato di fatto, sembrerebbero quindi escluse tutte le liti inerenti all'Ici, alle addizionali regionali e comunali e in alcuni casi anche all'Irap (se la Regione ha emanato una legge regionale che pone fine alla fase transitoria di gestione accentrata del tributo, esso è ormai passato alla competenza dell'Amministrazione Regionale). In questo caso sarebbero opportune delle modifiche normative nella versione definitiva della Finanziaria. Le somme dovute per la definizione delle liti saranno da versarsi entro il 28 febbraio 2003 con modello F24 senza poter usufruire di compensazioni con crediti eventualmente posseduti. Le somme possono essere rateizzate (dietro rilascio di garanzie) in un massimo di 6 rate trimestrali aumentate di interessi al saggio legale. Deve essere effettuato un versamento per ogni lite pendente ed entro il 15 marzo 2003 deve essere presentata la relativa domanda di definizione (sempre una istanza distinta per ogni lite definita). Come si nota nella formulazione del testo normativo, nel caso non si sia in presenza di liti che stiano affrontando anche solo il primo grado di giudizio (avviso di accertamento avverso il quale non si è ancora presentato ricorso), nella definizione ci si "scorda" delle sanzioni cal-colando l'importo da versare uni-camente sull'imposta accertata. Nel caso si abbia ricevuto solo il processo verbale di consta-tazione, sarà necessario attendere l'avviso di accertamento o rettifica e chiudere la lite sulla base di ciò che da esso risulta. Nel caso sia già stato presentato ricorso, oltre al costo della defi-nizione come sopra determinato, si dovranno considerare anche gli importi dovuti per legge in se-guito all'inizio del contenzioso (50% delle imposte o maggiori imposte accertate che verranno iscritte a ruolo in pendenza di giudizio). Le cartelle esattoriali relative a questi importi andranno comunque pagate! Sulla convenienza dell'adesione alla chiusura delle liti sarà pertanto necessario effettuare calcoli ad hoc per ogni posizione aperta. E' da segnalare che in caso di pendenza di giudizio di fronte a commissioni tributarie di ogni grado, con udienza fissata entro il 30 giugno 2003, è possibile chiedere la sospensione del giudizio, entro la stessa data, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata delle liti. I giudizi vengono sospesi fino al 30 giugno 2005 e l'estinzione degli stessi è dichiarata dal giudice in seguito a dichiarazione dell'Agenzia delle Entrate da cui risulti interamente pagata la somma dovuta per la definizione. ALTRE NORMATIVE ANCORA ALLO STUDIO Allo studio sono ancora un condono previdenziale e un mini condono edilizio. Tali previsioni non sono ancora inserite nell'attuale formulazione della Finanziaria 2003, ma se ne discute già in Parlamento per le eventuali cospicue entrate che potrebbero generare nelle casse dello stato.
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