Lunedì 5 dicembre 2011

Il CdM vara il decreto. Monti: “chiamatelo salva Italia!”

a cura di: eDotto S.r.l.
Il Presidente Monti è atteso alla Camera e successivamente al Senato per l’informativa urgente del Governo riguardo ai provvedimenti, approvati dal CdM il 4 dicembre 2011, contenuti nel decreto “salva Italia”.

Al comunicato stampa n. 5 del 4 dicembre 2011 è affidato il compito di riassumere tempi dell’approvazione e costi della manovra, nonché, in grandi linee, i punti di intervento. Con successiva comunicazione i ministri preposti spiegheranno punto per punto l’azione sugli ambiti di loro competenza.

In sintesi le principali misure.

Tanto rumore per nulla: le aliquote Irpef del 41 e 43% non salgono. La tassazione ai “soliti noti” sarebbe stata iniqua. Aumenta in ambito Irpef l’addizionale regionale, che sale dallo 0,90 all’1,23% circa, per scongiurare il taglio del Fondo sanitario.

L’Iva dal 21 al 23% è una probabilità del secondo semestre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario.

La tracciabilità è a partire dai 1.000 euro e, in quanto a soglie, il superbollo per le macchine di lusso partirà da quelle con 170 chilowatt (231 hp).

Altri “bolli”: sui beni scudati (una tantum di 1,5% sui capitali rientrati); su attività finanziarie (conti titoli come fondi e polizze vita); su elicotteri e aerei privati; sul posto barca.

Al ripristino dell’Ici sulla prima casa si affianca la decisione di rendere detraibili 200 euro della stessa. Dovranno essere rivisti in maniera ponderale gli estimi. Viene anticipata l’introduzione sperimentale dell’Imu.

Le lacrime, in conferenza stampa, del ministro del Lavoro Elsa Fornero sottolineano i sacrifici chiesti ai pensionati. Può, per ora ed in questa situazione estremamente difficile, essere garantita l’indicizzazione piena solo delle pensioni minime (480 euro) e parziale di quelle fino a due volte il minimo (960). Il numero magico passerà a 42 (anni di contribuzione per la pensione, con disincentivi per chi voglia andarci prima). Sul tema il comunicato: è stato deciso il completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future. Viene istituito un sistema flessibile per l’età di pensionamento, che viene elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni, per gli uomini la fascia di flessibilità è tra 66 e 70 anni. Le regole per le lavoratrici del settore privato raggiungono l’equiparazione ai lavoratori nel 2018.

Dal lato crescita il Governo è intervenuto con la deducibilità integrale dell’Irap-lavoro, il finanziamento di un programma per accelerare l'utilizzo dei fondi strutturali europei, che altrimenti l’Italia rischia di perdere, il rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di mettere a disposizione delle Pmi garanzie per circa 20 miliardi di credito.
Fonte: http://www3.lastampa.it
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