Sabato 28 ottobre 2006

GESTIONE FERIE ANNUALI - CHIARIMENTI MINISTERIALI

a cura di: Dott.ssa Marisa Cecoli
Con la nota protocollo n. 4908 del 18/10/2006 il Ministero del Lavoro e' intervenuto in risposta ad un interpello, per fornire alcuni chiarimenti in merito alla gestione delle ferie annuali dopo l'entrata in vigore del D.Lgs n. 66/2003 che riforma l'orario di lavoro. L'art. 10 del D.Lgs n. 66/2003 dispone che "il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane che NON POSSONO ESSERE sostituite dalla relativa indennità per ferie non godute salvo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Più precisamente, il periodo di ferie, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, può essere suddiviso in tre momenti. 1) ALMENO 2 SETTIMANE da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell'anno di maturazione, se il lavoratore non ha goduto interamente del periodo di ferie di 2 settimane il datore di lavoro sarà passibile di sanzione 2) ULTERIORI 2 SETTIMANE, sempre fatto salvo quanto stabilito dal CCNL, da fruirsi anche in modo frazionato, ma entro 18 mesi dal termine dell'anno di maturazione 3) un eventuale periodo residuo superiore al minimo di 4 settimane stabilite per legge (per i settori nei quali il CCNL lo prevede) possono essere fruite anche in un periodo successivo ai 18 mesi dalla loro maturazione. Solo questo ulteriore periodo, a richiesta del lavoratore, puo' anche essere monetizzato. Il Ministero nella nota precisa quanto segue: 1) se la contrattazione collettiva riduce il limite delle due settimane per cui e' obbligatorio la fruizione nell'anno di maturazione, non potendo vanificare la funzione sancita più volte dalla giurisprudenza del recupero psicofisico del lavoratore, deve gistificare tale riduzione con esigenze aziendali serie ed eccezionali 2) se la contrattazione collettiva prevede un periodo più ampio (dei 18 mesi) entro cui far completare la fruizione delle residue due settimane, non deve essere snaturata la funzione del periodo di ferie per il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore 3) in caso di sospensione del rapporto di lavoro per un periodo di tempo talmente lungo da rendere impossibile la fruizione delle 2 settimane di ferie obbligatorie entro l'anno, il datore di lavoro non può essere ritenuto responsabile e pertanto non sanzionabile. Tuttavia un esempio proposto dal Ministero (nella suddetta nota) a chiarimento di questo punto mette in evidenza la situazione nella quale un lavoratore rimane assente 11 mesi e 3 settimane e rientra in azienda per l'ultima settimana dell'anno, e dispone che il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente concedere la rimanente settimana dell'anno, di ferie, mentre la rimanente settimana di ferie andrà usufruita nei 18 mesi dall'anno di maturazione. Su questo punto si attende una nota chiarificatrice in quanto l'esempio riportato e' in contrasto con quanto disposto in precedenza e cioè che il datore di lavoro non è ritenuto responsabile in caso di sospensione del rapporto di lavoro per un periodo prolungato.
Fonte: MINISTERO DEL LAVORO: NOTA PROTOCOLLO N. 4908 DEL 18/10/2006
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