Lunedì 17 agosto 2009

FISCO A CACCIA DI EVASORI ESTIVI

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Niente vacanze per gli ispettori del Fisco. Negli ultimi mesi l'agenzia delle Entrate ha condotto indagini in tutta Italia sulle attività "a maggior rischio evasione" nel periodo estivo e i risultati non sono mancati. Molti gli stabilimenti balneari e i locali che hanno ricevuto la visita dei funzionari tributari: sulla riviera romagnola controllati 150 stabilimenti balneari di Rimini, di questi solo 34 hanno comunicato al fisco un reddito superiore ai 10mila euro, con un massimo di 16mila. I controlli della direzione provinciale delle Entrate, diretti a ricostruire il reale giro d'affari attraverso alcuni indicatori di produzione (per esempio numero di ombrelloni, lettini, cabine), sono attualmente in corso anche sulla costa di Cervia e Ravenna. Stesso filone di indagine per l'ufficio dell'Agenzia di Giulianova (Te), che ha messo in atto un'operazione "serale" in diversi stabilimenti che svolgono anche attività di ristorazione. In sole due ore dall'apertura dei ristoranti, il flusso di incassi è stato superiore al doppio di quelli registrati in un qualsiasi altro giorno feriale di apertura degli esercizi. Scoperti inoltre dieci lavoratori in nero e altre irregolarità contabili. In Sardegna i funzionari del Fisco hanno invece passato al setaccio parcheggi abusivi, locali notturni e finti circoli sportivi. Anche venti euro per affidare per poche ore l'auto a falsi posteggiatori che rilasciavano ricevute non fiscali e lavoravano in nero. Scoperte, inoltre, due società commerciali che operavano sotto la copertura di un'associazione sportiva dilettantistica e di un centro benessere per usufruire delle agevolazioni fiscali riservate agli enti senza scopo di lucro. Un biennio di "evasione totale" per un'altra azienda proprietaria di un chiosco sul litorale cagliaritano che non ha presentato due dichiarazioni dei redditi, nascondendo al Fisco ricavi stimati intorno ai 200mila euro. Fondamentali in questo caso i dati forniti dalla Siae che certificano l'ingaggio di gruppi musicali per i quali il locale non ha registrato alcun costo. La collaborazione con la Siae è stata proficua anche in Liguria e nelle Marche. Sul ponente ligure l'agenzia delle Entrate ha eseguito un accesso durante un party in discoteca da cui è emerso che gli organizzatori della serata erano evasori totali: nessuna scrittura contabile, nessuna documentazione fiscale e ben undici lavoratori irregolari individuati. Simile la vicenda di un rave party genovese promosso da una organizzazione priva di partita Iva e di iscrizione alla Camera di commercio. Nello stesso periodo i funzionari liguri hanno anche condotto una vasta indagine nel settore edilizio su sospette triangolazioni societarie, sottofatturazioni e finte ristrutturazioni che hanno portato a scoprire consistenti sacche di evasione: Iva non versata per oltre 2 milioni di euro, 600mila euro di imposte non pagate da un costruttore di box di Genova e più di 40 operazioni di compravendita in totale evasione dell'imposta di registro per un recupero complessivo di circa 400mila euro. Oltre 9 milioni di euro di ricavi non dichiarati sono invece emersi in seguito all'operazione di controllo portata avanti dalle Entrate delle Marche intorno al ricco business dei matrimoni. Nozze in nero, si potrebbe dire, visto che il notevole giro d'affari che si sviluppa intorno al giorno del "sì" non trova corrispondenza nei redditi dichiarati dagli operatori specializzati. L'indagine è partita nel 2008 spulciando nell'archivio della Siae gli elenchi di coloro che avevano pagato diritti legati a esecuzioni musicali durante ricevimenti matrimoniali. Da lì si è sviluppato un percorso di ricerca, non ancora concluso, che ha riguardato forniture di addobbi, reportage fotografici e banchetti. Risultati di rilievo sono stati ottenuti anche dagli uffici del Lazio, che hanno partecipato all'attività di verifica condotta nel settore del noleggio auto con conducente (N.C.C). Scoperte oltre 200 autorizzazioni non dichiarate al Fisco che hanno già permesso un'immediata riscossione erariale di circa 760mila euro di imposte evase e notifiche di accertamento pari a oltre 3,2 milioni di euro. In questo caso preziosa è stata la collaborazione del Comune di Roma che ha fornito l'elenco dei titolari di N.C.C. L'altro fronte di indagine coordinato dall'Ufficio accertamento della direzione regionale del Lazio è invece legato al possesso di beni di lusso, yacht, opere d'arte, viaggi e centri benessere. Lo scopo dell'attività investigativa è quello di individuare soggetti con un tenore di vita sproporzionato rispetto a quanto dichiarato al Fisco. Obiettivo portato avanti dall'agenzia delle Entrate su tutto il territorio e per tutti i settori; perché le verifiche fiscali non servono solo a far emergere fenomeni evasivi, ma anche ad acquisire informazioni su coloro che sembrano spendere più di quanto guadagnano.
Fonte: Roberta Casasole - www.fiscooggi.it
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