Sabato 6 aprile 2013

DURC: due interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali illustrati dall'INPS

a cura di: TuttoCamere.it
L'INPS, con messaggio del 21 marzo 2013, n. 4925, ha illustrato i contenuti degli interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in materia di rilascio della regolarità contributiva ad imprese in concordato preventivo con continuazione dell’attività aziendale (n. 41/2012) ed a società di capitali (n. 2/2013).
Con l’Interpello n. 41/2012 del 21 dicembre 2012, il Ministero ha affrontato la problematica dei requisiti necessari, ai fini del rilascio del DURC, nel caso di imprese in concordato preventivo c.d. in continuità dell’attività aziendale ex art. 186-bis del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (Legge Fallimentare), introdotto dal D.L. n. 83/2012 convertito dalla L. n. 134/2012 (c.d. Decreto Sviluppo).
La norma contempla la possibilità di prevedere nel piano concordatario “una moratoria fino a un anno dall’omologazione per il pagamento dei crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca” tra cui rientrano i crediti contributivi e assicurativi.
Lo stesso Ministero ha ulteriormente precisato che l’azienda ammessa al concordato preventivo ex art. 186 bis potrà ottenere il DURC regolare in presenza di determinate condizioni.
Con l'Interpello n. 2/2013 del 24 gennaio 2013, riguardante il rilascio del DURC alle società di capitali, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha esplicitato il principio secondo cui, nell’ambito della verifica della regolarità contributiva, non rileva la posizione dei singoli soci.
L’assunto trova fondamento nel principio di autonomia patrimoniale “perfetta” che regola il regime della società di capitali e, quindi, nella completa separazione tra il capitale sociale e il patrimonio personale dei singoli soci.
Il Ministero, pertanto, ha ritenuto di chiarire che la regolarità contributiva debba essere verificata solo con riferimento agli obblighi contributivi del cui adempimento il datore di lavoro e/o il committente/associante è chiamato a rispondere civilisticamente. Da ciò discende che, ai fini dell’accertamento della regolarità delle società di capitali, non rileva l’irregolarità della posizione contributiva dei singoli soci che, in relazione alla normativa vigente, siano tenuti all'iscrizione in una delle gestioni amministrate dall'INPS.
La disciplina definita dall’interpello in ordine alla modalità di verifica delle società di capitali, pertanto, deve essere considerata riferita anche all’ipotesi di S.r.l. unipersonali in quanto assoggettate al medesimo regime civilistico.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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