Venerdì 26 febbraio 2016

Dottori commercialisti ed esperti contabili - Dal 1° marzo 2016 in vigore il nuovo Codice deontologico

a cura di: TuttoCamere.it

Entrerà in vigore il prossimo 1° marzo il nuovo codice deontologico dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Il testo, che aggiorna il precedente del 2008 - adeguandolo a quanto previsto dal D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, recante la riforma degli ordinamenti professionali - ha ricevuto il via libero definitivo del Consiglio nazionale della categoria al termine della pubblica consultazione (chiusa il 23 ottobre 2015), alla quale era stato sottoposto nei mesi scorsi.

La revisione complessiva dei contenuti del codice, elaborato dalla Commissione nazionale "Deontologia" coordinata dal Consigliere nazionale Giorgio Luchetta, si è resa necessaria per l'evoluzione della normativa di riferimento.

Oltre al necessario allineamento all'ordinamento professionale, 'toccato' da ripetuti interventi legislativi negli ultimi anni, il nuovo Codice presenta rilevanti novità soprattutto con riferimento ai rapporti tra commercialisti e tra questi ultimi e i clienti, al fine di individuare regole di condotta chiare e per dare risposta alle criticità rilevate negli ultimi anni (quali, ad esempio, i casi di subentro a un collega ovvero di rinunzia al mandato professionale).

Al Codice deontologico sarà a breve affiancato anche un Codice delle Sanzioni diretto a fornire ai Consigli di Disciplina indicazioni uniformi sull'applicazione delle sanzioni disciplinari in caso di violazione delle norme deontologiche.

Il nuovo codice deontologico dedica norme assai rilevanti alle regole e ai principi da rispettare nel rapporto con la clientela (Capo II): regole e principi che attengono all'intera evoluzione del rapporto professionale, dalla sua genesi sino alla sua cessazione, che potrà essere "fisiologica" o "patologica".

Il nuovo Codice detta norme molto articolate e innovative rispetto al documento precedente in ordine agli aspetti deontologicamente rilevanti che attengono alla cessazione dell'incarico professionale. In sintesi, il professionista non deve proseguire nell'incarico:

  • qualora ciò pregiudichi la sua libertà di giudizio, lo ponga in situazioni di conflitto di interessi o pregiudichi la sua indipendenza;
  • se la condotta o le richieste del cliente o altri gravi motivi ne impediscano il corretto svolgimento;
  • qualora egli non sia più in grado di assolverlo con adeguata capacità e specifica competenza a causa di sopravvenute modificazioni alla natura del medesimo ovvero per difficoltà della pratica. In questo caso deve informare tempestivamente il cliente e chiedere di essere sostituito o affiancato da altro professionista.

Per scaricare il testo del nuovo Codice deontologico clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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