Mercoledì 22 febbraio 2012

Dl semplificazione. Ultimi ritocchi

a cura di: eDotto S.r.l.
La bozza del decreto sulla semplificazione fiscale, che ieri ha passato il vaglio del preconsiglio dei ministri e che venerdì è attesa per il voto finale dell’Esecutivo, incamera interessanti interventi, che vanno ben oltre quelli di natura tributaria come in materia di accertamenti esecutivi e controlli.

Il testo sarà fatto ancora oggi oggetto di limature nella riunione preparatoria dei tecnici governativi. In particolare, due sono i percorsi che si stanno seguendo e sui quali si cerca di far convergere le richieste dei professionisti: lo spesometro semplificato e il venir meno di una serie di penalità nel caso di violazioni solo formali.

Il decreto, inoltre, si concentra su tutta una serie di manovre finalizzate a destinare gli introiti derivanti dal recupero dell’evasione, dalla stretta alla riscossione e dall’accertamento fiscale nel biennio 2012/13, alla diminuzione delle tasse.

Obiettivo dell’azione di “contrasto all’evasione” è destinare le maggiori somme ad un Fondo speciale, per poi distribuirle a favore delle fasce di reddito più basse, soprattutto attraverso il potenziamento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Non è escluso, inoltre, un intervento dell’ultima ora sulle aliquote Irpef: la proposta consiste nell’abbassamento del primo scaglione dal 23% al 20%. Al momento, si stanno cercando adeguate coperture finanziarie per intervenire in tal senso.

Altro tema caldo del decreto è quello della riscossione. Al fine di dare più ossigeno alle imprese in difficoltà economica, l’azione di Equitalia dovrebbe essere più soft. Si dovrebbe cioè concedere una tregua alle imprese morose, per evitare di indurle ad interrompere la loro attività. Nel caso in cui, poi, la Società di riscossione dovesse procedere al pignoramento dei beni strumentali, il titolare dell'azienda sarà nominato custode giudiziario, in modo che la produzione continui. Analogo discorso per le famiglie morose e dotate di un solo stipendio. Se oggi il Fisco può pignorare il quinto dello stipendio del contribuente, il decreto stabilisce un tetto massimo del pignoramento fino al decimo (in caso di busta paga molto bassa).

Un aiuto ai contribuenti in difficoltà arriva anche dalle rateazione dei debiti tributari, che diventa flessibile. Si potrà decidere, per esempio, di pagare di meno nella fase iniziale e di più successivamente. Il debitore può richiedere un piano di rateazione flessibile con rate crescenti per ciascun anno, anziché costanti. L’accoglimento della domanda da parte degli uffici, blocca anche l’eventuale accensione di ipoteca. I piani di rateazione a rata costante già avviati al momento del varo del decreto rimangono in essere.

Tra le altre regole destinate a cambiare, quelle relative allo spesometro. Decade, infatti, l’obbligo di comunicazione puntuale per tutte le operazioni con fattura superiori a 3mila euro; in sostituzione, sono previste trasmissioni cumulative per ogni cliente e fornitore. Rimane, invece, l'obbligo di comunicazione delle operazioni che non richiedono fattura e che vanno trasmesse quando superano i 3.600 euro, Iva compresa.

Anche per le comunicazioni obbligatorie dei Paesi black list, vi sono delle novità. Debutta la soglia di 500 euro, sotto la quale non scatteranno più le comunicazioni obbligatorie delle operazioni con i cosiddetti paradisi fiscali; ciò per non appesantire ulteriormente l'operatività quotidiana di chi lavora molto con l'estero.

Per quanto riguarda gli studi di settore, i contribuenti soggetti dovranno diventare particolarmente accurati nel compilare i questionari e i moduli richiesti per costruire le previsioni di reddito delle varie categorie. Chi falsifica le risposte sarà sottoposto non solo a sanzione pecuniaria, ma finirà anche nelle liste da cui vengono tratti i soggetti che verranno accertati con priorità.

Tra i temi assenti dal decreto, almeno per il momento, le regole sull’abuso del diritto, il ravvedimento operoso e la semplificazione dei modelli Intrastat.
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