Mercoledì 17 febbraio 2016

Contributi previdenziali - L'omesso versamento non è più reato - Circolare di approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

a cura di: TuttoCamere.it
L'omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032.
Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000,00 a euro 50.000,00.
Il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.


Questo è il testo del nuovo comma 1-bis, dell'art. 2, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito dalla L. 11 novembre 1983, n. 638, come sostituito dal comma 6, dell'art. 3 del D.Lgs. n. 8/2016, recante "Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67".

Dunque, con l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 8/2016, a decorrere dal 6 febbraio 2016, non è più perseguibile penalmente chi non versa i contributi previdenziali, se tale omissione non supera la soglia di 10.000,00 euro annui.

Nella nuova formulazione, la perseguibilità penale dell'illecito (ancora con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032,00 euro) è confermata soltanto quando l'omesso versamento delle ritenute è riferito ad un importo superiore a 10.000,00 euro annui.
Al di sotto di tale soglia, l'omissione è punita soltanto con una sanzione amministrativa pecuniaria, da individuarsi tra il minimo di 10.000,00 ed il massimo di 50.000,00 euro, limiti individuati dalla nuova disposizione.

Il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
Le nuove norme dunque non hanno depenalizzato tout court l'omesso versamento degli importi dichiarati come ritenuti dalla retribuzione a titolo previdenziale ed assistenziale, ma hanno introdotto un duplice regime, dipendente dalla soglia dei 10.000,00 euro annui, il cui superamento conferma la natura penale dell'illecito. Al di sotto di tale importo si applica soltanto la sanzione amministrativa pecuniaria, nei limiti degli importi introdotti dalla nuova norma.
L'art. 8 del citato D.Lgs. n. 8/2016 prevede, poi, l'applicabilità delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal nuovo regime anche alle violazioni commesse prima della sua entrata in vigore.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha analizzato tutte le novità in materia nella circolare n. 5/2016.
Per scaricare il testo della circolare n. 5/2016 clicca qui.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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