Martedì 28 luglio 2009

Assonime sul riassetto delle Spa a partecipazione pubblica. Intanto Abete interviene sul decreto Opa

a cura di: eDotto S.r.l.
L’Associazione fra le societa' italiane per azioni (Assonime) pubblica la circolare n. 31, che porta la data del 27 luglio 2009, ieri. Vi vengono illustrate le regole che la legge 69 e il decreto legge 78 (di quest’anno entrambi) immettono nell’impianto normativo delle societa' a partecipazione pubblica e che si inseriscono nella piu' ampia operazione di riassetto della relativa disciplina. L’intento legislativo perseguito finora e' stato di evitare sprechi di risorse e di porre limiti alla proliferazione, soprattutto locale, delle societa' a partecipazione pubblica. Ne e' derivato un quadro normativo a volte fin troppo rigido, quindi modificato. La circolare 31 di ieri verte sui nuovi obblighi di adeguamento dello statuto per le societa' non quotate controllate dallo Stato, che: - Riducono il numero massimo dei componenti dell’organo amministrativo a 5 o 7 membri; - riducono i compensi degli amministratori al 25 per cento; - prevedono deleghe operative al presidente del CdA o ad un (solo) suo altro membro; - sopprimono della carica di vicepresidente; - prevedono che la funzione di controllo interno riferisca all’organo di amministrazione o ad un apposito comitato eventualmente costituito all’interno dell’organo d’amministrazione; - prevedono il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali; - limitano ai casi strettamente necessari la costituzione di comitati consultivi e remunerano i componenti con un compenso non superiore al 30% di quello loro spettante quali membri del CdA. Assonime analizza poi anche le disposizioni che richiedono alle pubbliche amministrazioni di rivedere, entro il 30 settembre 2009, l’insieme delle societa' direttamente partecipate e di avviare alcune procedure di dismissione. E illustra come il legislatore, accogliendo alcune osservazioni della societa', abbia riformulato le disposizioni sulle cause di ineleggibilita' degli amministratori. Infine, esamina le disposizioni relative alle assunzioni di personale e alla gestione delle disponibilita' finanziarie. Il presidente di Assonime, Luigi Abete, ha intanto inviato alla Commissione Finanze della Camera e alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato le osservazioni sullo schema di decreto correttivo del dlgs n. 229/2007, di trasposizione della direttiva europea sull'Opa. Esso prescriveva alle quotate italiane l'applicazione dei principi di passivita' e neutralizzazione enunciati dalla direttiva europea sull'Opa, prevedendo una clausola di reciprocita' che ne consentiva la sospensione quando l'offerente non ne fosse a sua volta vincolato.   Con il decreto anticrisi (Dl n. 185/2008) l'applicazione della regola di passivita' degli amministratori e della neutralizzazione non e' piu' imposta, ma viene lasciata ad una scelta statutaria delle societa' emittenti.   In una nota a firma dell’Associazione si legge, cosi', della necessita' di ripristinare la previgente disciplina dell'Opa, rimuovendo le restrizioni alla contendibilita' introdotte proprio dal decreto anticrisi. Per Assonime, le norme restrittive guidate dalla crisi finanziaria rendono il nostro mercato dei capitali meno attraente per gli investitori istituzionali e scoraggiano l'afflusso di capitali dall'estero. Percio' andrebbero eliminate al piu' presto, con il ritorno alla normalita' dei mercati azionari. Alessia Lupoi
Fonte: Il Sole 24 Ore, p. 28 – Gli statuti cambiano pelle - Busani
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