Martedì 26 aprile 2016

Agenzie per le imprese - Requisiti inerenti l'attività per cui è richiesto l'accreditamento - Nuovi chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico

a cura di: TuttoCamere.it

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la risoluzione n. 90653 de 31 marzo 2016, emanata in risposta a dei precisi quesiti posti da una Regione, reca chiarimenti in merito ai limiti e alle modalità di esercizio dell'attività degli organismi denominati "Agenzie per le imprese" ai sensi della disciplina vigente e in particolare del D.P.R. n. 159 del 2010.

Cinque sono i punti fondamentali che vengono chiariti.

  1. Dalla lettura combinata di quanto disposto dall'articolo 38, comma 3, lettera c) della legge n. 133/2008, di conversione del D.L. n. 112/2008, e dall'articolo 4, comma 1, del D.P.R. n. 159 del 2010, la dichiarazione di conformità, che costituisce titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attività, assume valore di titolo abilitativo non dal momento dell'emissione da parte dell'Agenzia per le imprese, ma dal momento della presentazione della dichiarazione medesima al SUAP competente per territorio.
  2. A seguito della presentazione al SUAP della dichiarazione di conformità da parte dell'Agenzia per le imprese, la medesima, ad avviso del Ministero, continua ad essere interlocutore del SUAP, nel caso in cui si verifichi la necessità di richiedere integrazioni o conformazioni o di assumere provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività, salvo ovviamente la necessità di informare direttamente anche l'impresa per i provvedimenti urgenti e ad effetto immediato. Pertanto, la predetta funzione di raccordo e di interlocuzione deve essere svolta dall'Agenzia anche nel prosieguo del procedimento, per consentire un corretto flusso informativo tra le amministrazioni coinvolte nel procedimento e l'azienda.
  3. L'Agenzia per le imprese, ai sensi della disciplina vigente, è tenuta ad attestare la presenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per l'avvio di una attività. Ciò significa che, oltre che alle verifiche formali, deve accertare che i medesimi requisiti e presupposti rispondano a quanto espressamente previsto dalle normative, anche locali, in relazione alla specifica tipologia di attività che l'impresa intende esercitare, anche nel caso di quelli riferibili ai locali nei quali intende operare.
  4. Sulla scorta di quanto previsto dall'art, 19, commi 3 e 4, della legge n. 241/1990, nel caso di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) corredata dalla dichiarazione di conformità dell'Agenzia per le imprese, il SUAP dell'amministrazione competente è tenuto a trasmettere in via telematica la SCIA alle altre amministrazioni ed agli altri uffici competenti, in conformità all'articolo 12, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 160 del 2010.
  5. Con riferimento alla circostanza, introdotta successivamente alla normativa sull'accreditamento delle Agenzie per le Imprese (sia di tipo A che di tipo B) inerente la possibilità da parte dell'impresa dichiarante, di presentare la SCIA con "richiesta contestuale di atti presupposti" (al momento possibile per le SCIA edilizie di cui agli artt. 22 e 23 del D.P.R. n. 380 del 2001), il Ministero ha ritenuto di precisare che tale possibilità non sia consentita alle Agenzie, essendo riferita esclusivamente ad interventi conformi alle previsioni agli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

La realizzazione dell'intervento quindi, pur se assoggettabile a SCIA, non può essere in ogni caso considerato sufficiente di per sé a consentire l'avvio dell'attività di impresa, rappresentando semmai un atto presupposto e quindi un endoprocedimento.

Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo della nuova risoluzione ministeriale clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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