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Venerdì 8 ottobre 2010

Varato dal Consiglio dei ministri il maxi-decreto sul federalismo fiscale

a cura di: eDotto S.r.l.
Il percorso per la concreta attuazione del federalismo fiscale e' lungo e complicato. Da qui al 2018 si procedera' per tappe. Ogni anno entreranno in vigore nuove norme tali da consentire a Regioni, Province e Comuni di adeguarsi gradualmente alle maggiori competenze fiscali che verranno loro affidate. Il programma e' ampio e prendera' le prime mosse gia' a partire dal 2011, per procedere fino al 2019, anno del debutto ufficiale del federalismo fiscale. Il percorso si articolera' su diverse fasi: fino al 2013 ci sara' una fase preparatoria; dal 2014 in poi subentrera', invece, una fase sperimentale. I passaggi del nuovo federalismo fiscale sono stati delineati in un maxi-decreto legislativo sull’autonomia tributaria regionale e provinciale e sui costi e fabbisogni standard in campo sanitario, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri in data 7 ottobre 2010. Nella seduta di ieri, il testo del provvedimento attuativo non e' stato modificato rispetto a quello in ingresso. Il decreto verra' ora sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni e all'esame del Parlamento prima di tornare in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Secondo quanto commentato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il federalismo fiscale e' un elemento che unisce e non divide il Paese. Nel discorso si sottolinea, come si sia molto avanti nel processo che portera' al suo completamento e che ha come obiettivo finale quello dell’”invarianza fiscale”. Il federalismo, infatti, “non aumentera' la pressione fiscale ma anzi, introducendo meccanismi di controllo delle forme eccessive della spesa pubblica….fermi restando i servizi, offrira' ampi margini di risparmio e potra' aprire spazi per ridurre la pressione fiscale”. In conclusione, lo stesso Ministro ha annunciato che: “chiusi i sette decreti del federalismo, il Governo chiedera' la delega per la riforma fiscale”. Il provvedimento attuativo del federalismo fiscale si snoda in 27 articoli di cui si citano solo alcuni punti principali riguardanti l’Irpef e l’Iva. Irpef: cambia la tassazione sulle locazioni, con l’istituzione della cedolare secca al 20% sugli affitti, esclusi gli immobili monoabitativi e quelli di proprieta' di persone giuridiche. Dal 2011 il contribuente puo' continuare ad applicare la vecchia Irpef o scegliere di assoggettare i canoni annui a un’imposta del 20%. La cedolare assorbe anche l’imposta di registro. Iva: l’Imposta continua ad avere il compito di finanziarie la spesa sanitaria. Dal 2011 al 2013 l’aliquota di compartecipazione al gettito dell’imposta sul valore aggiunto e' calcolata in base alla normativa vigente. Il decreto stabilisce che a ciascuna Regione a statuto ordinario spetta una compartecipazione al gettito Iva, le cui modalita' di attribuzione cambieranno dal 2013. Dalla data indicata, le risorse verranno attribuite sulla base del principio di territorialita' che tiene conto del luogo del consumo. La quota non sara' piu' fissa al 25%, ma variera'. Dal 2014 la percentuale sara' stabilita dal Governo, in modo da garantire agli enti territoriali il finanziamento delle spese essenziali.
Fonte: http://www.corriere.it
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