Giovedì 29 gennaio 2015

Tributi comunali: nota dell’IFEL sull’applicazione del nuovo ravvedimento

a cura di: TuttoCamere.it
Delle nuove quattro ipotesi di ravvedimento, introdotte dall’art. 1, comma 637, della L. n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), risulta applicabile in modo generalizzato ai tributi comunali la sola ipotesi di cui alla lettera a-bis), dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997, che prevede la riduzione della sanzione “ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni”.

La disposizione di cui alla citata lettera a-bis fa riferimento ad un termine di 90 giorni collegato o alla data di presentazione della dichiarazione o, nel caso in cui la disciplina tributaria non preveda una dichiarazione periodica, alla data in cui doveva essere effettuato il versamento.

Nè la dichiarazione IMU, né la dichiarazione TASI possono considerarsi “dichiarazione periodica”, in quanto non sussiste alcun obbligo normativo alla loro ripresentazione, nel caso in cui gli elementi che incidono sull’ammontare dell’imposta dovuta non abbiano subito modifiche. Si tratta pertanto di “dichiarazione episodica”, che va presentata peraltro solo in determinate ipotesi precedentemente richiamate ed ampiamente esemplificate nelle istruzioni ministeriali al modello dichiarativo.
Dunque, il termine di 90 giorni deve decorrere dal momento della scadenza di pagamento del tributo.

Sono queste le indicazioni c he sono giunte dall’IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) con la Nota del 19 gennaio 2015, nella quale viene approfondita la novità con riferimento ai tributi comunali.

L’IFEL analizza poi la nuova ipotesi introdotta con la lettera b-quater), dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997, secondo cui la sanzione è ridotta “ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471”.

A tale proposito l’IFEL osserva che il richiamo all’art. 24, legge n. 4/1929 evoca una norma pur generale (“Le violazioni delle norme contenute nelle leggi finanziarie sono constatate mediante processo verbale”), ma non esplicitamente collegata ai tributi di competenza comunale.
Tuttavia, possono essere individuate fattispecie residuali alle quali la sanzione innovata (il 20% del minimo) può essere collegata nell’ambito del sistema tributario comunale.

Si tratta dei casi in cui l’attività di accertamento sul territorio da parte di operatori comunali (vigilanza urbana o funzionari accertatori) porta, in effetti, alla constatazione "di situazioni, stati di fatto o comportamenti destinati ad innescare un formale accertamento tributario per insufficiente o omesso pagamento. In questo caso, appare ragionevole che il Comune, nella propria autonomia, consenta al contribuente di usufruire dell’incentivazione alla regolarizzazione insita nell’abbattimento al 20% della sanzione”.
La base di riferimento dell’importo del ravvedimento andrà naturalmente individuata a seconda della specifica disciplina delle sanzioni di ciascun tributo.

Per scaricare il testo della nota dell’IFEL clicca qui.

Fonte: http://www.tuttocamere.it
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