Lunedì 2 maggio 2016

Startup innovative - Per accedere al regime riservato sono validi anche i brevetti per modelli di utilità industriale

a cura di: TuttoCamere.it

I brevetti per modelli di utilità industriale - che sono diversi da quelli "per invenzioni" richiamati nel decreto legge 179 del 2012 - sono ugualmente validi come requisito per accedere al regime riservato alle Startup innovative, purché ricorrano tutti i co-elementi previsti dalla normativa.

E' quanto chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico nel parere n. 111865 del 21 aprile 2016, emesso in risposta ad un quesito posto in merito ad un dubbio interpretativo in tema di requisiti di cui al all'art. 25, comma 2, lett. h), n. 3, del D.L. n. 179 del 2012.
Ricordiamo che i requisiti richiesti per essere riconosciuta "Start-up innovativa" sono quelli elencati all'art. 25, comma 2, del D.L. n. 179 del 2012, convertito dalla L. n. 221 del 2012.

I c.d. "ulteriori requisiti", previsti al comma 2, lett. h), del citato articolo 25, comma 2, sono tre regimi alternativi, relativi all'attività della Start-up, di cui almeno uno dovrà essere soddisfatto per beneficiare del particolare regime previsto per le Start-up innovative e che si vanno ad aggiungere a quanto già previsto per l'oggetto sociale e per i soggetti promotori della Start-up. Tra questi, desta particolare interesse quello di cui al comma 2, lett. h), n. 3), come successivamente modificato dall'art. 9, comma 16, lett. d) del D.L. n. 76/2013, convertito dalla L. n. 99/2013, che prevede che la Start-up innovativa, possa ottenere i benefici del nuovo regime se "sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa". Inizialmente, stando ad alcune interpretazioni che si ritrovano nelle molte FAQ ed esplicazioni disponibili in rete, la norma fu interpretata come relativa ai soli brevetti.

In realtà, le Start-up innovative possono qualificarsi attraverso la titolarità/licenza/registrazione di molteplici tipi di privative industriali, non solo brevettuali.

Il Ministero rileva che l'art. 82 del D.Lgs. n. 30 del 10 febbraio 2005 (Codice della proprietà industriale) stabilisce che possono costituire oggetto di "brevetto per modello di utilità" "i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti".

Alla luce di tale definizione, secondo il Ministero, il modello di utilità rientra sicuramente nelle privative industriali. Del resto, anche nella sezione dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, del sito del Ministero dello Sviluppo Economico si legge che: "Per essere protetto con modello di utilità è necessario che il prodotto industriale sia nuovo e originale e che abbia particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego.
È a volte difficile distinguere un modello di utilità da un'invenzione. Molti considerano il modello di utilità come "una piccola invenzione"
. Si dice anche che si ha invenzione quando si realizza un prodotto nuovo, mentre si ha modello di utilità quando si migliora un prodotto già esistente".

Per un approfondimento sull'argomento delle Start-Up innovative e per scaricare il testo del parere ministeriale clicca qui.
Per accedere alla sezione dedicata ai brevetti e modelli di utilità clicca qui.
Per accedere alla sezione dedicata alle Start-Up innovative del sito del Ministero dello Sviluppo Economico clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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