Martedì 27 gennaio 2015

Start-up innovative: nuovi chiarimenti e indicazioni dal Ministero dello Sviluppo Economico

a cura di: TuttoCamere.it
Con quattro nuovi pareri e una circolare, pubblicati sul proprio sito istituzionale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito nuovi chiarimenti e nuove indicazioni operative in relazione alle Start-Up innovative.

Il primo parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6057) fornisce chiarimenti in merito ad una società operante nell’ambito oggettivo della innovazione tecnologica, che non disporrebbe, tuttavia, del requisito soggettivo dettato dall’articolo 25, comma 2, lett. g) del D.L. n. 179/2012 (che afferma «non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda»), in quanto trattasi di S.r.l. unipersonale nella quale è stata conferita, da parte del socio unico, l'impresa individuale di cui era titolare.

Il secondo parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6059) fornisce chiarimenti sulla creazione di una Start-Up innovativa nel settore del “civic crowdfunding” (finanziamento collettivo).

Il terzo parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6062) fornisce chiarimenti sull'iscrizione, nella sezione speciale del Registro Imprese in qualità di Start-Up innovativa, di una società costituita nel novembre 2011 e quindi già iscritta nella sezione ordinaria dello stesso Registro.
Il Ministero ricorda che il termine da cui decorre il computo dei quattro anni, per usufruire dello speciale regime previsto dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012, è quello della data di costituzione della società.

Il quarto parere (del 19 gennaio 2015, Prot. 6064) fornisce chiarimenti in materia di sanzioni applicabili alle società Start-Up, in dipendenza del ritardato aggiornamento delle informazioni, in difformità da quanto previsto dal comma 15, dell’articolo 25, del D.L. n. 179/2012.
Il successivo comma 16 disciplina la fattispecie della "omessa presentazione", tacendo integralmente sull'ipotesi di "ritardato adempimento". Tuttavia, dal ritardato adempimento non può farsi discendere l'automatica cancellazione della Start-Up dalla sezione speciale.
Il mantenimento dei requisiti posti dal legislatore permette la conservazione dell'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, che assume una valenza quasi costitutiva. Ne consegue - secondo il Ministero - che il tardivo adempimento va sanzionato ordinariamente a norma dell'art. 2630 Codice Civile.

Nella circolare n. 3677/C del 20 gennaio 2015 si affronta il problema del riconoscimento dello status di Start-Up innovativa a vocazione sociale. Secondo il Ministero tale riconoscimento deve necessariamente avere evidenza pubblica attraverso la sezione speciale del Registro delle imprese, dove sono iscritte le Start-up innovative e gli Incubatori certificati, mediante la pubblicazione di una apposita autocertificazione nella quale il legale rappresentante legale della società dichiari:
  • di operare in via esclusiva in uno o più settori di quelli indicati all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 155/2006 (recante la disciplina dell’impresa sociale), indicando i settori e
  • di realizzare, operando in tali settori, una finalità d’interesse generale.

Lo stesso rappresentante legale dovrà, inoltre, redigere - con cadenza annuale - e trasmettere in via telematica alla Camera di Commercio di competenza, un “Documento di descrizione di impatto sociale”, nel quale descrivere e dare conto esternamente dell’impatto sociale prodotto.
Tale documento dovrà essere redatto secondo le modalità indicate nell’apposita guida sugli adempimenti societari della Start-Up innovativa, disponibile sul sito del Ministero.

Per un approfondimento dell’argomento e per scaricare il testo dei nuovi provvedimenti citati clicca qui.


Fonte: http://www.tuttocamere.it
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