Giovedì 18 giugno 2015

Start-up innovative e incubatori certificati: la cancellazione dal Registro delle imprese per mancanza di requisiti va ordinata unicamente dal MISE

a cura di: TuttoCamere.it
L'ordine di cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese di una Start-up o di un Incubatore certificato per "gravi irregolarità nelle informazioni contenute nel modulo di autocertificazione" proviene unicamente dalla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le P.M.I. del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ne consegue che la posizione dell'ufficio del Registro delle imprese ricevente è di mero pati, una sostanziale soggezione, all'ordine ministeriale, alla stregua di quanto avviene per l'ordine di cancellazione (anch'esso ministeriale) delle società cooperative ex art. 2547-septiesdecies, o delle imprese sociali (da parte del Ministero del lavoro).

Ciò comporta che l'ufficio ricevente non è chiamato ad alcuna verifica preventiva.
Dovrà, pertanto, procedere alla iscrizione della cancellazione dalla sezione speciale della Stat-up o dell'incubatore, senza necessità di porre in essere alcuna azione amministrativa, né a livello istruttorio, né richiedendo la partecipazione al procedimento del soggetto cancellando.
La cancellazione appare dunque l'elemento terminale di un procedimento incardinato unicamente nel Ministero.

E' questo il contenuto del Parere del 3 giugno 2015, Prot. 82454, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico in risposta ad un quesito posto da una Camera di Commercio che chiedeva se la materia fosse o meno di competenza del Giudice del registro (ex art. 2191) e, in via generale, quale fosse il procedimento da seguire nella fattispecie.
Ricordiamo che l'art. 25, comma 16, seconda parte, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, prevede che la cancellazione dalla Sezione speciale del Registro delle imprese, lascia permanere l'iscrizione in sezione ordinaria della società che abbia perduto i requisiti di Start-up o di incubatore.

Il comma 5 dell'articolo 31, del citato D.L. n. 179/2015, attribuisce al Ministero dello Sviluppo Economico, segnatamente alla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le P.M.I., la vigilanza "sul corretto utilizzo delle agevolazioni e sul rispetto della disciplina di cui alla presente sezione". Nell'ambito di detta vigilanza, ove il Ministero riscontri "gravi irregolarità nelle informazioni contenute nel modulo di autocertificazione" è ben legittimato ad ordinare la cancellazione dalla sezione del soggetto.

Secondo il Ministero, avverso il provvedimento di cancellazione appaiono esperibili gli ordinari strumenti di impugnazione giurisdizionale. Non è, invece, ammesso ricorso gerarchico, nè ricorso al Giudice del registro, attenendo la materia alla fase contenziosa, estranea alla cognizione del giudice delegato.

Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo del parere ministeriale clicca qui.
Fonte: http://www.tuttocamere.it
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