Mercoledì 12 settembre 2012

Siciliotti: la legge delega sul fisco e’ solo manutenzione dell’esistente

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Una legge delega che contiene alcuni principi condivisibili, altri da mettere meglio a fuoco, ma che di certo non può essere considerata la riforma del sistema fiscale: tutt'al più si può parlare di una manutenzione straordinaria dell'esistente. Questo il giudizio espresso dai rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in occasione della audizione odierna presso la Commissione Finanze della Camera.

In particolare, Claudio Siciliotti, presidente del categoria, ha sottolineato come "l'unica vera riforma fiscale oggi si chiama revisione della spesa. Tutti i numeri a nostra disposizione ci dicono che si possono recuperare fino a 60 miliardi di minori spese, con i quali finanziare la sterilizzazione integrale e definitiva dell'altrimenti previsto aumento dell'IVA, l'abrogazione integrale dell'IRAP per l'intero settore privato e il dimezzamento dell'IRES per le imprese labour intensive, ossia quelle che presentano una incidenza del costo del lavoro superiore al 50% del fatturato. La priorità e' infatti abbassare le tasse su imprese e professionisti che danno a loro volta lavoro, prima ancora che direttamente sui lavoratori - osserva Siciliotti - altrimenti, nel medio periodo, potremmo trovarci con il paradosso di lavoratori meno tassati su redditi teorici di un lavoro che non avranno più".

 Irricevibili, per i commercialisti, le proposte di imposte patrimoniali. "Non per una contrarietà ideologica, anzi - spiega Siciliotti - Semplicemente, bisogna prendere atto che, con le manovre del 2011, la patrimoniale esiste già e non e' marginale, anche se mascherata sotto forma di tante imposte spezzatino su immobili, attività finanziarie e altri beni posseduti sia in Italia che all'estero".

Nel merito degli articoli del disegno di legge, il Presidente dei commercialisti condivide la scelta di procedere ad un revisione organica delle rendite catastali, ma sottolinea che "il disegno di legge dovrebbe prevedere una vera e propria clausola di salvaguardia a favore dei contribuenti, con possibilità di applicare vecchi valori e vecchie aliquote, qualora i nuovi valori rivisti al rialzo determinino un aggravio di imposizione, nonostante la promessa di una revisione al ribasso delle aliquote".

Per i commercialisti, inoltre, è stato sbagliato eliminare l'espressa esclusione della irrilevanza penale dell'abuso del diritto e deve essere specificato che il reddito di lavoro autonomo continuerà ad essere determinato sulla base del principio di cassa e non su quello di competenza.

Il testo completo consegnato alla Camera.


Fonte: cndcec.it
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