Mercoledì 17 febbraio 2010

Scudo fiscale: seconda tranche di precisazioni del Mef sull’antiriciclaggio

a cura di: eDotto S.r.l.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha emesso la seconda circolare sull'operativita' connessa con lo scudo fiscale (ex articolo 13-bis del Decreto legge n. 78/2009) ai fini antiriciclaggio. Il provvedimento era atteso a novembre 2009. Dopo il periodo di congelamento e' stato finalmente diffuso il 16 febbraio 2010.

Per gli operatori (intermediari finanziari, sopratutto banche transitanti, e professionisti) valgono le regole antiriciclaggio dettate dagli articoli 15 e 16 del Decreto legislativo 231/07, pena sanzioni pecuniarie (fino al 40% dell’importo dell’operazione) e coinvolgimento penale (se consapevoli della provenienza delittuosa).

Un’adeguata verifica dovra' interessare la clientela.

Pertanto, gli operatori dovranno:

- identificare il cliente e verificare tale identificazione, anche del titolare effettivo, per evitare in particolare l’uso di prestanomi o soggetti interposti;

- raccogliere informazioni dettagliate sull’attivita' del cliente e sulle sue capacita' economiche, nonche' sulla natura e sullo scopo/destinazione del rapporto continuativo connesso all’operazione oggetto di scudo.

E' necessario, inoltre, registrare le operazioni nell’Aui – archivio unico informatico - e conservare per 10 anni i dati sui rapporti continuativi accesi e circa le operazioni che somme pari o superiori a 15mila euro.

La circolare per gli intermediari che lavorano con i servizi di tramitazione individua delle situazioni di rischio, come quelle attuate da soggetti che non sono gia' clienti della banca, operazioni in contanti o che non transitano da un intermediario estero, le operazioni effettuate da clienti che non sembrano avere o non avevano mai dichiarato le disponibilita' economiche, il tenore di vita, il giro di affari compatibile con l'entita' delle somme rimpatriate.

Non sussiste obbligo di segnalazione per professionisti e intermediari “allorche' ritengano sulla base degli elementi a loro disposizione che non sussistono ipotesi di reato diverse da quelle previste dall'articolo 13 bis”: per i reati non fiscali ricompresi dallo scudo scatta l'obbligo di segnalazione solamente se questi sono “strumentali a uno dei reati fiscali per i quali e' prevista la non punibilita'”.


Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e tributi, p. 35 – L’antiriciclaggio stringe le maglie – Razzante
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