Lunedì 23 dicembre 2002

SCADENZE DI NATALE: L'ACCONTO IVA.

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Articolo di Claudio Borgnino pubblicato su www.fiscooggi.it Anticipato lo scorso anno al 24 dicembre, l'acconto Iva, per il 2002, torna a quella che, ormai, è la sua tradizionale scadenza, il 27 dicembre, un tempo fissata al giorno 20. L'adempimento fu introdotto dalla legge finanziaria 1991 (articolo 6, della legge n. 405/1990), e, nel corso degli anni, prima di pervenire alla disciplina attuale, ha più volte subito modifiche relativamente alla misura e al termine di pagamento. Chi è obbligato I contribuenti tenuti all'acconto Iva sono, in definitiva, quelli obbligati alle operazioni di liquidazione e versamento previste dalla normativa Iva, vale a dire i mensili e i trimestrali (compresi i cosiddetti "minimi" e "minori") e quelli "speciali", come gli autotrasportatori e i benzinai, autorizzati all'effettuazione delle liquidazioni periodiche e dei relativi versamenti con cadenza trimestrale anziché mensile. Chi è escluso Vasta è la platea dei contribuenti non obbligati al versamento dell'acconto Iva: - coloro che fruiscono dei regimi fiscali agevolati previsti dagli articoli 13 e 14 della legge n. 388 del 2000 (cosiddetti "forfettino" e "forfettone") - coloro che hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell'imposta - produttori agricoli - esercenti attività di spettacoli e giochi in regime speciale - associazioni sportive dilettantistiche, nonché associazioni senza scopo di lucro e pro loco, in regime forfetario - raccoglitori e rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, che non hanno obbligo di liquidazione e versamento dell'imposta - imprenditori individuali che hanno dato in affitto l'unica azienda (entro il 30/9/2002 se trimestrali, entro il 30/11/2002 se mensili) - coloro che hanno presentato la dichiarazione per l'anno 2001 esponendo un credito di imposta - coloro che prevedono di chiudere la contabilità Iva per il 2002 con un'eccedenza di imposta - coloro che hanno cessato l'attività (entro il 30/9/2002 se trimestrali, entro il 30/11/2002 se mensili) - coloro che hanno iniziato l'attività nel corso dell'anno 2002. L'acconto Iva, infine, non va versato quando di importo inferiore a 103,29 euro. Come si calcola Tre sono le possibili modalità di calcolo dell'acconto Iva, naturalmente alternative tra loro. Il contribuente potrà scegliere quella a lui più conveniente, tenendo presente che, laddove manchi uno dei due parametri di riferimento (Iva a debito nel 2001 per il metodo storico, Iva a debito per il 2002 per il metodo previsionale), non sarà obbligato al pagamento dell'acconto. Metodo storico E' il metodo più semplice, basato sul debito (assolto o no), risultante per il corrispondente periodo dell'anno precedente, sul quale andrà calcolato, nella misura dell'88 per cento, l'acconto dovuto per il 2002. In particolare: - i contribuenti mensili faranno riferimento all'imposta relativa al mese di dicembre 2001 (quindi la somma di quanto versato - o da versare - a titolo di acconto entro il 24 dicembre 2001 e il saldo versato - o da versare - entro il 16 gennaio 2002) - i contribuenti trimestrali all'imposta emergente dalla dichiarazione annuale 2001 (quindi la somma di quanto versato - o da versare - a titolo di acconto entro il 24 dicembre 2001 e il saldo versato - o da versare - entro il 18 marzo 2002, ovvero entro il termine stabilito per pagare le imposte dovute in base all'Unico 2002) - i contribuenti trimestrali "speciali" all'imposta del quarto trimestre 2001 (quindi la somma di quanto versato - o da versare - a titolo di acconto entro il 24 dicembre 2001 e il saldo versato - o da versare - entro il 18 febbraio 2002). Metodo previsionale Qualora lo si ritenga più vantaggioso, l'acconto Iva può essere determinato facendo riferimento a quanto si prevede ammonti l'imposta da versare per l'ultima liquidazione periodica dell'anno 2002 o, per i contribuenti trimestrali, in sede di dichiarazione annuale, e versando, di tale importo presunto, l'88 per cento. Utilizzando questa modalità di calcolo, si corre il rischio, però, di essere sanzionati, qualora, successivamente, emerga che l'acconto versato risulta inferiore rispetto al dovuto. Metodo su dati reali L'ultima alternativa è costituita dal metodo che si basa su dati effettivi, considerando le operazioni effettuate fino al 20 dicembre 2002. L'importo da versare sarà pari al 100 per cento della differenza fra la somma dell'Iva a debito risultante dalle operazioni annotate (o che avrebbero dovuto essere annotate) nel periodo dal 1° al 20 dicembre 2002 - per i contribuenti mensili - o dal 1° ottobre al 20 dicembre 2002 - per i trimestrali - più l'Iva relativa a operazioni attive effettuate fino al 20 dicembre 2002 ma non ancora fatturate o registrate (perché i termini per la fatturazione o la registrazione non sono ancora scaduti), e l'Iva detraibile riferibile agli acquisti annotati nel relativo registro nei su citati periodi. Come si versa Per il versamento dell'acconto Iva, da effettuare in unica soluzione entro il 27 dicembre senza possibilità di rateizzazione, va utilizzato il "solito" modello F24, con indicazione del codice tributo 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per quelli trimestrali. In alternativa alla versione cartacea del modello F24 da presentare presso una qualsiasi azienda di credito convenzionata o agenzia postale o direttamente allo sportello di un qualunque concessionario della riscossione, si può ricorrere agli strumenti telematici realizzati dall'Agenzia delle Entrate, l'F24 on line, a cui può accedere qualsiasi contribuente in possesso del pincode, e l'F24 cumulativo, il servizio di pagamento on line, di recentissima istituzione, che consente agli intermediari abilitati a Entratel di effettuare i versamenti per i propri clienti, dopo apposita autorizzazione, con addebito diretto sui loro conti correnti. Per i ritardatari L'omissione, totale o parziale, del versamento, o la sua effettuazione oltre il termine ultimo del 27 dicembre, comporta l'applicazione della sanzione del 30 per cento. E', però, possibile sanare la violazione commessa (sempre che la stessa non sia stata già contestata dall'amministrazione finanziaria e non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento), ricorrendo all'istituto del ravvedimento operoso. Se il versamento, comprensivo di interessi (attualmente al 3 per cento, con maturazione giorno per giorno, da versare con lo stesso codice tributo dell'acconto Iva) e sanzione (codice tributo 8904), viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza originaria (quindi, entro il 27 gennaio 2003, poiché il 26 cade di domenica), la sanzione è ridotta a 1/8, è pari, cioè, al 3, 75 per cento. Quando, invece, la regolarizzazione avviene oltre i 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva o del modello Unico 2003, la sanzione è ridotta a 1/5, è pari, cioè, al 6 per cento.
Fonte: www.fiscooggi.it - Claudio Borgnino
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